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Interpello

Risposta n. 215 del 19/08/2025

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il contribuente sostiene che l'indennizzo è un risarcimento "puro" fuori campo IVA per mancanza di nesso sinallagmatico e non rappresenta il corrispettivo di una prestazione, richiamando analogie con risposte di prassi su accordi transattivi e l'art.25 D.M. 145/2000.

IVA – somme erogate a titolo di integrazione prezzo nell'ambito di un contratto di appalto

Il quesito

Se gli importi riconosciuti a favore della società ALFA da una sentenza per maggiori oneri e ritardi nell'esecuzione di un appalto costituiscano un risarcimento escluso da IVA ovvero un corrispettivo integrativo assoggettato a IVA (rilevanza degli artt. 3 e 15 D.P.R. 633/1972).

Il parere dell’Agenzia

L'Agenzia rileva che, se le somme fossero esclusivamente risarcitorie sarebbero escluse dall'IVA ai sensi dell'art.15. Tuttavia, valutando il contenuto della sentenza e il fatto che l'appalto è stato comunque eseguito e l'appaltante ha beneficiato dell'opera, la somma è considerata integrazione del corrispettivo originario (natura sinallagmatica) e quindi soggetta a IVA.

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