L.R. Campania 20/2019
Interventi ambientali per l'abbattimento dei nitrati in regione Campania [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge promuove in Campania impianti e misure per il trattamento dei composti azotati e dei reflui zootecnici nelle zone vulnerabili ai nitrati, con linee guida, controlli, formazione obbligatoria e un cofinanziamento regionale di 300.000 euro per il 2019. Restano disciplinati anche gli impianti esistenti e le competenze degli uffici territoriali.
Interventi regionali per l’abbattimento dei nitrati da attività zootecniche
Interventi ambientali per l’abbattimento dei nitrati in Campania
La legge disciplina, per il solo territorio della Regione Campania, un insieme di misure per ridurre l’inquinamento da nitrati di origine agricola e migliorare la gestione ambientale degli effluenti zootecnici. Il provvedimento incentiva impianti di trattamento, azioni di sostegno, controlli e formazione, con particolare attenzione alle zone vulnerabili ai nitrati.
Finalità e ambito di applicazione
La Regione promuove e incentiva la realizzazione di impianti aziendali e interaziendali, anche tramite consorzi tra imprese, per il trattamento e la gestione dei composti azotati derivanti esclusivamente dai materiali e dalle sostanze richiamati dalla normativa statale di settore. Tali impianti sono finalizzati alla produzione e all’utilizzo agronomico di digestato e compost.
Gli impianti a servizio delle aziende situate nelle zone vulnerabili ai nitrati possono essere realizzati anche nell’ambito di Accordi di Programma Quadro, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato e del Programma d’Azione per le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola, da aggiornare almeno ogni quattro anni.
Regime autorizzatorio e localizzazione degli impianti
Gli impianti sono approvati e autorizzati secondo la procedura prevista dalla disciplina statale sulle fonti energetiche rinnovabili. La Giunta regionale, previo svolgimento di istruttoria tecnica e sentita la Commissione consiliare competente, individua con apposito provvedimento le aree non idonee alla localizzazione degli impianti.
Gli impianti destinati in via esclusiva alla singola azienda zootecnica sono qualificati come pertinenze tecnologiche dell’azienda stessa.
Impiantistica esistente e misure di sostegno
Gli impianti già esistenti alla data di entrata in vigore della legge, se destinati esclusivamente al trattamento collettivo dei reflui zootecnici e degli effluenti e conformi ai requisiti tecnici previsti dalla normativa statale, sono inclusi nel programma straordinario di adeguamento impiantistico ambientale per le zone vulnerabili ai nitrati in Campania.
Tali impianti, se in titolarità di enti pubblici o consorzi tra enti, possono beneficiare, nei limiti consentiti dalla disciplina sugli aiuti di Stato, di azioni di sostegno regionale per interventi di adeguamento e ottimizzazione dei sistemi di trattamento, mediante specifici accordi e contratti di programma.
Azioni attuative e tipologie di intervento
Per garantire l’equilibrio ecologico e la valorizzazione agronomica del digestato, gli impianti devono essere costituiti da un insieme di sistemi per l’abbattimento dei nitrati e la biodigestione, utilizzando tecnologie di ultima generazione approvate e riconosciute a livello europeo.
La finalità è la produzione di materie prime riutilizzabili e compost destinati all’utilizzazione agronomica secondo la disciplina tecnica nazionale richiamata dalla legge.
Compiti della Regione e finanziamenti
La Regione promuove il miglioramento della sostenibilità ambientale del trattamento degli effluenti zootecnici anche destinando risorse a titolo di cofinanziamento per progettazione e realizzazione degli interventi, a valere sui fondi della programmazione unitaria.
Le azioni regionali sono orientate in via prioritaria a:
- impianti dedicati al trattamento in proprio dei reflui delle singole aziende zootecniche;
- impianti di bacino o di ambito territoriale per il trattamento dei reflui di più aziende associate;
- progetti di ricerca e relativi interventi applicativi per la rigenerazione dei terreni già interessati da smaltimento superficiale di reflui zootecnici.
Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale approva le linee guida attuative, compresi gli indirizzi alle Direzioni generali per l’emanazione degli avvisi pubblici rivolti agli operatori interessati.
Controlli, registri e obblighi informativi
Il Registro dello spandimento dei liquami deve essere tenuto a disposizione delle autorità di controllo ed è funzionale a migliorare la fertilità dei terreni, tutelare le acque superficiali e di falda e limitare le esalazioni maleodoranti.
Il Registro deve contenere, oltre alle informazioni già previste dalla disciplina tecnica regionale:
- la quantità di liquami prodotti;
- la quantità di liquami inviati al sistema di abbattimento;
- la quantità di compost prodotto;
- la quantità di compost riutilizzato dall’azienda.
I controlli sono svolti dai tecnici di ARPAC e ASL, per la verifica del corretto funzionamento del sistema di stoccaggio dei digestati e della corretta tenuta del Registro; sono inoltre competenti le Forze dell’Ordine deputate alla tutela ambientale. Le aziende e i consorzi devono trasmettere alla struttura regionale territorialmente competente le trascrizioni degli effluenti, delle acque reflue e dei materiali derivanti dai trattamenti.
Competenze delle Unità Operative Dirigenziali territoriali
Le Unità operative dirigenziali Servizio Territoriale Provinciale sono competenti per:
- la comunicazione dell’attività di spandimento;
- l’imposizione di prescrizioni;
- i provvedimenti di divieto o sospensione dell’attività di spandimento;
- i controlli;
- la sorveglianza nel territorio di competenza sulle attività di utilizzazione agronomica degli effluenti, delle acque reflue e del Programma d’azione;
- la trasmissione alla Regione delle risultanze di controllo e sorveglianza.
La Giunta regionale deve approvare entro 90 giorni dalla pubblicazione della disposizione le relative linee guida applicative.
Misure di prevenzione, formazione e informazione
La Regione cura programmi di formazione e informazione obbligatoria per agricoltori e allevatori, in coerenza con la normativa europea e tecnica richiamata, per promuovere la corretta applicazione del Codice di buona pratica agricola.
I programmi mirano a:
- far conoscere alle aziende situate nelle zone vulnerabili e sensibili le norme sul campionamento delle acque reflue e delle acque fertilizzanti;
- formare il personale aziendale sulle tecniche di autocontrollo;
- istituire un sistema permanente di consulenza ambientale;
- favorire la diffusione dei sistemi di gestione ambientale nelle aziende.
Entro 120 giorni dall’entrata in vigore, la Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, adotta tali programmi, affidandone l’attuazione alla struttura amministrativa competente e comunicandoli tempestivamente ai Ministeri competenti.
Norma finanziaria
Agli oneri derivanti dalla legge si provvede per il 2019 mediante un incremento di 300.000 euro sulla Missione 16, Programma 3, Titolo 2, con corrispondente riduzione di pari importo della Missione 20, Programma 3, Titolo 2 del bilancio di previsione finanziario 2019-2021.
Entrata in vigore
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.
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