L.R. Lombardia 16/2007
Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi(1)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeTesto unico della Regione Lombardia che coordina la disciplina istitutiva e gestionale dei parchi regionali e naturali, fissandone perimetri, enti gestori, strumenti di pianificazione, regolamenti, divieti e norme transitorie. Contiene anche le modifiche dei confini e alcune misure di salvaguardia, in gran parte legate a specifiche aree e a termini ormai scaduti, oltre ad abrogare molte leggi precedenti.
Testo unico lombardo sull’istituzione e disciplina dei parchi regionali e naturali
Testo unico lombardo in materia di istituzione di parchi
Il provvedimento riunisce e coordina la disciplina regionale lombarda sui parchi regionali e naturali, definendone confini, enti gestori, strumenti di pianificazione, regolamenti, divieti e regimi transitori. L’efficacia è limitata al territorio della Lombardia e, per molte disposizioni, a singoli parchi o a specifiche aree di ampliamento.
Oggetto e struttura del testo unico
Il testo unico accorpa le disposizioni regionali in materia di istituzione di parchi regionali e naturali della Lombardia. La disciplina è organizzata per singolo parco, distinguendo tra parchi regionali e corrispondenti parchi naturali, con ulteriori norme su ampliamenti di confini, salvaguardie e coordinamento tra strumenti di piano.
Disciplina generale dei parchi regionali
Per i parchi regionali vengono individuati il perimetro, gli enti di gestione in forma consortile o tramite soggetti pubblici specificamente indicati, gli organi tecnici e consultivi, nonché i contenuti dei piani territoriali di coordinamento. In generale, i piani devono recepire gli strumenti urbanistici comunali e risultano vincolanti anche per i privati dalla loro efficacia.
Parchi naturali: finalità, piano e regolamento
Per i parchi naturali la legge prevede finalità di tutela della biodiversità, del paesaggio, degli equilibri ecologici e delle attività tradizionali compatibili. Il piano per il parco è approvato dal Consiglio regionale, ha valore di piano paesistico e urbanistico e prevale sugli altri strumenti di pari livello. Il regolamento del parco deve essere approvato entro sei mesi dal piano e disciplina attività consentite, divieti e deroghe.
Divieti e tutela ambientale
In quasi tutti i parchi naturali sono vietate attività come apertura di cave e discariche, alterazione dei regimi idrici, introduzione di specie non autoctone, abbandono di rifiuti, attività pubblicitarie non autorizzate, uso di armi o esplosivi e, in vari casi, il sorvolo non autorizzato. Restano salvi diritti reali e usi civici secondo le consuetudini locali.
Norme di salvaguardia per ampliamenti di confine
Per le aree oggetto di ampliamento dei confini di numerosi parchi sono previste varianti al piano territoriale entro due anni e, nelle more, specifiche norme di salvaguardia che vietano o limitano nuove cave, nuovi edifici, modifiche idriche, trasformazioni dei boschi, recinzioni e altre opere. Molte di queste misure sono temporalmente limitate e collegate alla data di entrata in vigore delle singole leggi di modifica, quindi oggi in larga parte superate o esaurite.
Disposizioni economiche, gestione e coordinamento
Per diversi parchi sono previste deleghe operative alle comunità montane o ai comuni, contributi regionali, comitati scientifici, servizi di vigilanza ecologica volontaria e comitati di coordinamento con i parchi contigui. Il parco Agricolo Sud Milano è stato poi riformato con interventi successivi, con abrogazione di parti rilevanti del vecchio assetto consortile.
Abrogazioni e regime finale
La legge abroga numerose leggi istitutive precedenti e alcune disposizioni della l.r. 86/1983. Restano validi, tuttavia, gli effetti già prodotti e gli atti adottati sulla base delle norme previgenti fino alla conclusione dei procedimenti ancora in corso. Molte prescrizioni transitorie e di salvaguardia risultano oggi storicamente esaurite o non più rilevanti.
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