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Sentenza

Sentenza del 18/04/2019 n. 2464 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Imposte - IRPEF - Accertamento - Canoni di locazione non denunciati - Coniuge separato solo locatore - Illegittimità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La contestazione è stata ritenuta illegittima. L’avviso di accertamento non può essere validamente emesso nei confronti del coniuge separato che non è proprietario dell’immobile e non ha effettivamente percepito i canoni, anche se in passato risultava formalmente come locatore.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L’Amministrazione finanziaria aveva contestato al coniuge separato l’omessa dichiarazione di canoni di locazione, ritenendo rilevante il fatto che, prima della separazione, egli risultasse indicato come locatore, pur non essendo proprietario dell’immobile. I canoni, tuttavia, non erano stati percepiti dal contribuente accertato.

Massime di principio

  • Ai fini IRPEF, i redditi da locazione devono essere imputati al soggetto cui sono fiscalmente riferibili e che ne ha la disponibilità o ne percepisce i canoni, non a chi risulti meramente indicato come locatore in un periodo precedente.
  • La separazione coniugale può incidere sull’attribuzione dei redditi: dopo la separazione, l’accertamento deve individuare in concreto il soggetto proprietario o effettivo percettore dei canoni.
  • Un avviso di accertamento fondato esclusivamente su una precedente intestazione formale del rapporto locatizio è illegittimo se l’Amministrazione non dimostra che il contribuente abbia mantenuto la titolarità del reddito o abbia effettivamente incassato i canoni.
  • In situazioni analoghe è essenziale distinguere tra proprietà dell’immobile, qualità formale di locatore e concreta percezione dei canoni, poiché tali elementi possono non coincidere.

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