Decreto dirigenziale n. 175 del 22/06/2021
Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile: "modalità di erogazione città ad alto inquinamento di pm10 e biossido di azoto".
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto disciplina, per i comuni beneficiari individuati dal riparto interministeriale n. 234/2020, le modalità operative di utilizzo delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile. Definisce spese ammissibili, tipologie di autobus e attrezzaggi, regole per le infrastrutture di supporto, procedure di erogazione delle anticipazioni e dei saldi, rendicontazione, monitoraggio, vincoli di destinazione e reversibilità, nonché l’elenco dei beneficiari e degli importi ripartiti fino al 2023.
Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse per il rinnovo sostenibile dei parchi autobus e le infrastrutture di supporto nei comuni beneficiari del PNSMS
Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del PNSMS
Il decreto definisce le regole applicative per i finanziamenti del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile destinati ai comuni beneficiari del riparto interministeriale n. 234 del 6 giugno 2020. Esso disciplina l’utilizzo delle risorse per l’acquisto di autobus e per le infrastrutture di supporto, nonché le procedure di anticipo, saldo, rendicontazione, monitoraggio, vincoli di destinazione e controlli.
Base normativa e finalità
Il provvedimento si colloca nel quadro dell’articolo 1, commi 613-615, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, che ha previsto il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile e l’incremento del Fondo dedicato. Richiama inoltre l’articolo 1, comma 71, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che destina fino a 100 milioni annui al finanziamento di progetti sperimentali innovativi di mobilità sostenibile, coerenti con i PUMS, per l’introduzione di mezzi su gomma o imbarcazioni ad alimentazione alternativa e relative infrastrutture.
Sono inoltre richiamati:
- il d.lgs. 16 dicembre 2016, n. 257, sulla infrastruttura per i combustibili alternativi;
- il DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile;
- il decreto interministeriale n. 234 del 6 giugno 2020, che ha ripartito le risorse;
- il d.l. 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in particolare l’articolo 200, comma 7, che incide sul tema del cofinanziamento e dell’obbligo di uso di mezzi ad alimentazione alternativa.
Ambito soggettivo e beneficiari
I destinatari delle risorse sono i comuni individuati nell’allegato 1 del decreto. Il testo prevede che il comune possa operare direttamente oppure tramite altro soggetto individuato ai sensi dell’articolo 3, comma 1-bis, del decreto n. 234/2020. Nei casi in cui il servizio TPL sia affidato da altra pubblica amministrazione o da soggetti individuati dalla normativa regionale, il comune può mettere le risorse a disposizione del soggetto attuatore tramite convenzione.
Il decreto consente anche che la gestione delle gare per l’acquisto dei veicoli sia affidata all’attuale soggetto affidatario del servizio TPL, previa convenzione che richiami espressamente i vincoli di destinazione e di reversibilità previsti dal decreto n. 234/2020 e dal presente atto.
Modalità di utilizzo delle risorse e vincoli generali
Il comune beneficiario, o il soggetto attuatore, deve assicurare che le forniture e le infrastrutture di supporto non siano finanziate, per la quota ammessa a contributo, con altri fondi diversi da quelli assegnati dal decreto n. 234/2020.
Per le forniture di autobus, le risorse devono essere integralmente utilizzate mediante l’istanza di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), entro il 2025, salvo ritardo non imputabile a fattori esogeni comprovati. Per le sole infrastrutture, l’utilizzo può essere posticipato fino al 2027.
Spese ammissibili e tipologie di autobus
Le risorse sono destinate esclusivamente:
- alla copertura dei costi di fornitura degli autobus, comprensivi degli attrezzaggi previsti;
- alla realizzazione delle relative infrastrutture di supporto, secondo le modalità stabilite dal decreto.
Non sono ammissibili:
- le spese amministrative di gestione della gara e del contratto;
- le spese di manutenzione, salvo quelle ammesse per la redazione dei piani di investimento esecutivi;
- le spese per eventuali contenziosi nell’affidamento o nell’esecuzione dell’appalto;
- l’IVA, salvo il caso in cui sia realmente e definitivamente sostenuta e non recuperabile.
Sono ammissibili solo forniture e opere avviate con atti formali successivi al 17 aprile 2019, quali determina a contrarre o atti assimilabili, e realizzate nel rispetto del decreto e del d.lgs. 50/2016 e s.m.i.
Gli autobus devono essere idonei al servizio di TPL urbano e/o suburbano. Per le risorse del biennio 2019-2020, in deroga parziale, è ammesso l’acquisto di autobus diesel o ibridi, purché a emissioni della classe più recente.
Attrezzaggi obbligatori e dotazioni aggiuntive
Gli autobus devono essere corredati obbligatoriamente di:
- attrezzature per l’accesso e il trasporto di persone a mobilità ridotta;
- conta-passeggeri attivo;
- dispositivi per la localizzazione;
- predisposizione per la validazione elettronica;
- videosorveglianza e dispositivi di protezione del conducente secondo la disciplina regionale;
- sistemi di aerazione e climatizzazione.
Possono essere ammessi ulteriori attrezzaggi, inclusi porta-biciclette, altri dispositivi per la mobilità attiva o dispositivi ITS, entro il limite massimo del 10% del costo complessivo del veicolo, purché ricompresi nella programmazione regionale.
Infrastrutture di supporto e piani di investimento esecutivi
Per le infrastrutture di supporto può essere destinato un importo massimo pari al 50% del contributo previsto per il triennio 2019-2021 per il rinnovo sostenibile dei parchi autobus, anche in integrazione con altre risorse.
Il piano di investimento esecutivo può variare le voci di investimento fino al 10% rispetto al piano ammesso a contributo, per adattarsi alle esigenze attuative.
Sono ammesse, in particolare, le spese per:
- allacciamenti alla rete di erogazione della fonte di alimentazione;
- luoghi di ricarica e relativi apparati;
- siti e dispositivi di stoccaggio;
- adeguamento dei depositi, se necessario.
Le spese tecniche per progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudo sono ammesse nel limite del D.M. Giustizia 17 giugno 2016, previa certificazione comunale. Per la redazione dei piani di investimento esecutivi è prevista un’erogazione massima pari al 2% del contributo destinato alle infrastrutture di supporto, comprendendo anche eventuali analisi specialistiche costi-benefici.
Modalità di erogazione delle risorse
Le erogazioni avvengono su istanza del comune e nei limiti delle risorse disponibili, mediante accredito su conto corrente. Sono previste tre fasi:
- anticipazione del 20% dell’importo complessivo del contributo, dopo la registrazione del decreto di impegno da parte degli organi di controllo;
- erogazioni successive sulla spesa progressivamente rendicontata, purché almeno pari al 10% dell’importo complessivo del contributo del quinquennio e fino al 90% del contributo riconosciuto;
- saldo finale del 10%.
I provvedimenti di erogazione devono essere adottati entro 60 giorni dalla rendicontazione del comune.
Cofinanziamento
In applicazione dell’articolo 200, comma 7, del d.l. n. 34/2020, non si applicano le regole di cofinanziamento previste dall’articolo 6, commi 1 e 2, del DPCM 17 aprile 2019.
Resta però fermo che, se il costo effettivo dei mezzi o delle infrastrutture di supporto supera il contributo statale concesso, il comune beneficiario deve garantire direttamente o tramite il soggetto attuatore il finanziamento della parte eccedente.
Istanza, documentazione e rendicontazione
Per ottenere l’anticipazione, il comune deve presentare:
- la documentazione di programmazione prevista dall’articolo 3, comma 1, del decreto n. 234/2020;
- la scheda di cui all’allegato 2, compilata e firmata dal dirigente responsabile, con conto di tesoreria e CUP;
- la scheda anagrafica di cui all’allegato 3.
Per le erogazioni successive e per il saldo, l’istanza deve essere corredata da una documentazione più ampia, tra cui:
- piano di investimento esecutivo con dettaglio degli autobus e delle infrastrutture;
- dati degli ordini di acquisto, delle procedure di aggiudicazione, dei CUP e dei CIG;
- dati del fornitore/costruttore;
- dati delle imprese designate all’acquisto e utilizzatrici dei mezzi;
- elenco dotazioni, attrezzature ed equipaggiamenti;
- indicazione del costo contrattuale ammesso a contributo;
- provvedimento comunale sul vincolo di reversibilità e di destinazione;
- dichiarazioni del RUP sulla rispondenza delle forniture, sugli attrezzaggi obbligatori, sull’assenza di altri finanziamenti e sulla destinazione dei mezzi al TPL urbano.
Per le infrastrutture, ai fini delle erogazioni intermedie, sono richiesti SAL e certificati di pagamento, oltre a fatture quietanzate o documentazione equivalente. Per le forniture, vanno trasmessi il numero di targa dei bus finanziati, i dati delle fatture quietanzate e, per il saldo, i certificati di collaudo o di regolare esecuzione e la documentazione di messa in servizio.
Utilizzo delle economie, revoca e restituzione
Le economie da ribassi di gara o altre economie possono essere immediatamente riutilizzate per integrare il piano di investimento, acquistando ulteriori autobus o realizzando ulteriori infrastrutture, previa comunicazione al Ministero.
Le risorse residue al completamento delle forniture o delle infrastrutture sono revocate se non riutilizzate entro 12 mesi dal completamento del programma originariamente ammesso.
Il contributo è revocato anche in caso di mancato rispetto dei termini e delle modalità del decreto. Le somme già erogate e revocate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio della revoca.
Vincoli di destinazione, reversibilità e pubblicità
Gli autobus e le infrastrutture finanziati sono destinati esclusivamente ai servizi di TPL del comune beneficiario fino alla fine della vita tecnica. Se il mezzo è alienato o distolto anticipatamente dal servizio, deve essere restituita la parte di finanziamento non ancora imputata o trasferito il relativo valore su un nuovo mezzo soggetto al medesimo vincolo.
È previsto un vincolo di reversibilità in favore della pubblica amministrazione competente, previo riscatto del valore residuo e nel rispetto dei criteri di subentro degli affidatari indicati dall’Autorità di regolazione dei trasporti.
Ogni autobus deve recare un pannello esterno con la dicitura "Finanziato con risorse del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili".
Verifiche e monitoraggio
Il Ministero può effettuare verifiche anche in loco sull’attuazione del piano delle forniture e sull’effettivo utilizzo delle risorse. Il comune deve consentire l’accesso alla documentazione e fornire l’assistenza necessaria.
Gli enti beneficiari devono relazionare annualmente sullo stato di attuazione del piano operativo. Il monitoraggio avviene tramite il sistema previsto dal d.lgs. 229/2011.
Risorse finanziarie e allegati
L’articolo 16 determina contributi complessivi pari a euro 398.000.000, ripartiti nelle annualità 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023. L’allegato 1 riporta per ciascun comune l’importo complessivo e la quota annuale, con i maggiori importi assegnati a Roma e Milano.
Sono inoltre allegati:
- il modulo per l’istanza di anticipazione;
- la scheda anagrafica del dirigente dell’ente beneficiario e del RUP.
Efficacia
Il decreto acquista efficacia dalla data di comunicazione ai comuni beneficiari dell’avvenuta registrazione presso gli organi di controllo.
Punti principali
Finalità e base normativa
Il decreto attua l’articolo 3 del DPCM 17 aprile 2019 sul Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile e l’articolo 3 del decreto interministeriale n. 234 del 6 giugno 2020. Interviene per definire le regole tecniche e amministrative di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse destinate al rinnovo del parco autobus e alle infrastrutture di supporto.
Soggetti beneficiari e modalità di attuazione
I beneficiari sono i comuni indicati nell’allegato 1. Le risorse possono essere utilizzate direttamente dal comune oppure tramite altro soggetto individuato ai sensi dell’articolo 3, comma 1-bis, del decreto n. 234/2020; è ammessa anche la gestione operativa da parte dell’attuale affidatario del TPL mediante apposita convenzione. Il comune resta in ogni caso beneficiario e responsabile verso il Ministero.
Spese ammissibili e tipologie di intervento
Le risorse possono coprire esclusivamente l’acquisto di autobus e la realizzazione delle relative infrastrutture di supporto. Sono ammessi gli autobus per TPL urbano e/o suburbano, con alcune aperture per il biennio 2019-2020 anche a veicoli diesel o ibridi purché di classe emissiva più recente. Sono previsti attrezzaggi obbligatori e, entro il limite del 10% del costo del veicolo, ulteriori dotazioni per mobilità attiva o ITS.
Erogazione, rendicontazione e controlli
L’erogazione avviene su istanza del comune: anticipazione del 20%, pagamenti intermedi fino al 90% sulla spesa rendicontata e saldo finale del 10%. Il decreto stabilisce la documentazione da presentare per anticipazioni e saldi, i termini di pagamento, i format da definire con successivi atti direttoriali, il monitoraggio annuale tramite il sistema del d.lgs. 229/2011 e la possibilità di verifiche anche in loco da parte del Ministero.
Importi e riparto
L’articolo 16 quantifica i contributi complessivi in euro 398.000.000, ripartiti tra gli anni 2019-2023. L’allegato 1 contiene l’elenco dei 38 comuni beneficiari con gli importi annuali e complessivi, tra cui Roma e Milano con le quote maggiori.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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