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Legge

L.R. Liguria 4/2022

DISCIPLINA DELL’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E DELLA DIRIGENZA DELLA REGIONE LIGURIA

Normativa regionaleL.R. Liguria 4/2022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regola l’assetto organizzativo della Giunta regionale ligure, i ruoli di vertice, il reclutamento e gli incarichi dirigenziali, il rapporto di lavoro, le relazioni sindacali, la performance e la formazione del personale. Molte disposizioni operative sono state aggiornate nel 2025; restano transitoriamente applicabili gli incarichi esistenti fino alla ridefinizione degli assetti organizzativi e, per alcune norme, fino al regolamento di organizzazione.

Disciplina dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria

Disciplina dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria

La legge definisce l’organizzazione amministrativa della Giunta regionale della Liguria, il sistema dirigenziale, la gestione del personale, la valutazione della performance e la formazione. Si applica alla Regione Liguria e, come principi di riferimento, anche agli enti strumentali, alle agenzie regionali e agli enti di gestione delle aree protette regionali.

Ambito, principi e finalità

L’impianto normativo si fonda sui principi di imparzialità, trasparenza, efficienza, efficacia, economicità, semplificazione, partecipazione, accesso agli atti, coordinamento tra istituzioni e distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa. La legge mira inoltre a rafforzare innovazione, flessibilità, integrazione della programmazione del personale, digitalizzazione, meritocrazia, pari opportunità, benessere organizzativo e valorizzazione del capitale umano.

Indirizzo politico-amministrativo e ruolo dei vertici

La Giunta regionale esercita l’indirizzo politico-amministrativo, definisce obiettivi, programmi e direttive generali e verifica il raggiungimento degli obiettivi strategici anche attraverso il Piano integrato di attività e organizzazione. Nel quadro successivamente aggiornato nel 2025 sono previsti specifici ruoli di vertice: Segretario generale, Capo di gabinetto del Presidente e Direttore generale di coordinamento.

Il Segretario generale svolge coordinamento giuridico-amministrativo e legislativo, assiste Presidente e Giunta, coordina le direzioni afferenti, promuove regole uniformi, convoca il comitato di direzione e può intervenire nei casi di inerzia. Il Capo di gabinetto supporta il Presidente nell’indirizzo politico-istituzionale, nei rapporti istituzionali, nel cerimoniale e nel raccordo politico-amministrativo. Il Direttore generale di coordinamento sovraintende alle direzioni non afferenti alla segreteria generale, coordina controlli e programmazione generale, propone nomine e può presidiare funzioni trasversali di interesse generale.

Dirigenza e attribuzioni gestionali

I dirigenti sono responsabili dell’attuazione degli indirizzi e della gestione amministrativa, tecnica e finanziaria, con autonomi poteri di spesa, organizzazione delle risorse e controllo. Spetta loro adottare gli atti e i provvedimenti amministrativi, curare procedimenti, formulare proposte, dirigere le strutture assegnate e verificare i risultati.

Resta fermo il principio di separazione tra indirizzo politico e gestione: gli organi di governo non possono avocare o sostituirsi ai dirigenti nelle competenze gestionali. È prevista la sostituzione o l’avocazione in caso di ritardo, inerzia o necessità/urgenza, e l’adozione ripetuta di provvedimenti sostitutivi incide sulla valutazione del dirigente. È inoltre ammessa la delega di funzioni dirigenziali ai titolari di incarichi di elevata qualificazione, con firma del provvedimento finale.

Modello organizzativo e assetto delle strutture

Il modello organizzativo della Giunta comprende segreteria generale, Capo di gabinetto, direzione generale di coordinamento, direzioni generali e strutture dirigenziali. Il regolamento di organizzazione definisce le tipologie di strutture e le articolazioni interne.

Le direzioni generali assicurano supporto tecnico-specialistico agli organi di governo e presidiano aree di intervento collegate alle politiche regionali. La graduazione delle strutture dirigenziali è stabilita dalla Giunta su proposta del direttore competente in materia di organizzazione ed è aggiornata quando mutano compiti, complessità, autonomia, risorse e responsabilità.

Incarichi di vertice e durata

Gli incarichi di Segretario generale, Capo di gabinetto e Direttore generale di coordinamento possono essere conferiti anche a soggetti esterni in possesso di specifici titoli e comprovata esperienza professionale. Sono collocati fuori dalla dotazione organica, operano alle dirette dipendenze del Presidente e sono regolati da contratto di diritto privato; in caso di attribuzione a dirigenti regionali a tempo indeterminato, questi sono collocati in aspettativa senza assegni. La durata è, in generale, quinquennale per Segretario generale e Direttore generale di coordinamento e coincide con il mandato del Presidente per il Capo di gabinetto, con limiti di cessazione legati alla fine della legislatura o del mandato.

Comitato di direzione e sostituzioni

Il comitato di direzione è un organismo consultivo collegiale composto da Segretario generale, Direttore generale di coordinamento e direttori generali, con partecipazione del Capo di gabinetto. Tratta temi trasversali e generali, favorisce l’integrazione tra strutture e può formulare proposte e pareri alla Giunta. Le funzioni di segreteria sono assicurate da una struttura individuata dal Segretario generale d’intesa con il Direttore generale di coordinamento. La sostituzione dei dirigenti è disciplinata da criteri stabiliti nel regolamento di organizzazione.

Reclutamento della dirigenza a tempo indeterminato

L’accesso alla qualifica dirigenziale a tempo indeterminato avviene tramite concorso per titoli ed esami, corso-concorso o concorso per esami. Sono ammessi, secondo i casi, dipendenti pubblici con adeguata anzianità e titolo di studio, dirigenti di enti pubblici, soggetti con esperienza in organismi internazionali o dipendenti di strutture private in posizioni equivalenti.

I bandi individuano gli ambiti di competenza da valutare e possono prevedere requisiti ulteriori. Una quota dei posti residui è riservata a personale interno con determinati requisiti: fino al 30% dei posti residui per selezioni comparative e fino al 15% per il personale già titolare di incarichi dirigenziali, con procedure orientate alla valutazione di capacità, attitudini ed esperienza. Il personale assunto a tempo indeterminato è normalmente assegnato inizialmente a strutture con graduazione base per almeno due anni; per le strutture immediatamente inferiori alla direzione generale è richiesta un’anzianità di almeno tre anni.

Incarichi dirigenziali a tempo determinato

La Regione può conferire incarichi dirigenziali a tempo determinato, fino a cinque anni rinnovabili, nel limite percentuale previsto dalla normativa nazionale, a dipendenti regionali a tempo indeterminato o a soggetti esterni di particolare e comprovata qualificazione. Il trattamento economico segue il CCNL della dirigenza dell’area funzioni locali, con eventuali integrazioni legate alla qualificazione professionale. I dipendenti regionali conferiti a tempo determinato sono collocati in aspettativa senza assegni, utile però a fini previdenziali e di anzianità.

Gestione del rapporto di lavoro, mobilità e cessazione

Il rapporto di lavoro dei dirigenti regionali è disciplinato dalla contrattazione collettiva, dal codice civile e dalla normativa sul lavoro subordinato nell’impresa, in quanto compatibili. La Regione agisce con i poteri del datore di lavoro privato.

Sono previste mobilità, aspettativa senza assegni per attività presso soggetti pubblici o privati anche internazionali, assegnazioni provvisorie e distacchi, con convenzioni e, in alcuni casi, consenso dell’interessato. Le cause di estinzione del rapporto comprendono dimissioni, licenziamento per giustificato motivo o giusta causa, superamento del comporto, inabilità permanente, mancato superamento della prova, licenziamento disciplinare e collocamento a riposo.

Responsabilità e codice di comportamento

Ai dirigenti si applicano le responsabilità penale, civile, amministrativa e contabile previste per gli impiegati civili dello Stato, oltre alla responsabilità disciplinare e dirigenziale. La Giunta approva il codice di comportamento dei dipendenti regionali, previo confronto sindacale e consultazione degli stakeholder.

Relazioni sindacali e partecipazione

La Giunta impartisce gli indirizzi alla delegazione trattante e agli enti del settore regionale allargato per assicurare coerenza del sistema di relazioni sindacali. La Regione promuove la partecipazione di lavoratori e dirigenti alle scelte organizzative; i direttori generali convocano di regola incontri trimestrali con i dirigenti afferenti, con possibile partecipazione dei titolari di incarichi di elevata qualificazione.

Performance, valutazione e premi

La misurazione e valutazione della performance sono finalizzate al miglioramento dei servizi, alla crescita professionale, alla valorizzazione del merito e all’erogazione dei premi. La Giunta adotta annualmente il Piano integrato di attività e organizzazione entro il 28 febbraio e la relazione integrata entro il 31 luglio. Il piano contiene obiettivi e indicatori per l’ente, per il Segretario generale, per il Direttore generale di coordinamento e per i direttori generali.

La Giunta valuta annualmente la performance organizzativa e individuale, su sistema approvato previo parere vincolante del nucleo di valutazione. Il monitoraggio è almeno trimestrale. La valutazione individuale tiene conto di obiettivi, contributo professionale, competenze e comportamento organizzativo. Sono possibili premi di eccellenza e altri strumenti di valorizzazione del merito.

Nucleo di valutazione

Il nucleo di valutazione è un organo collegiale di tre membri esterni nominati dalla Giunta per tre anni, rinnovabili una sola volta. Deve possedere elevata professionalità in management, valutazione della performance e organizzazione del personale. Svolge funzioni di supporto e controllo sul sistema di misurazione, valida la relazione sulla performance, verifica la correttezza dei processi valutativi e propone la valutazione annuale dei vertici regionali. Opera sulla Giunta regionale e sul settore regionale allargato, con compenso annuo omnicomprensivo determinato dalla legge.

Formazione e sviluppo professionale

La Regione può svolgere la funzione di scuola regionale di pubblica amministrazione, affidandone la governance alla direzione centrale competente in materia di formazione interna. La scuola cura aggiornamento e riqualificazione del personale regionale e, su intesa, di altre amministrazioni, anche con il supporto dell’Università di Genova e di altri soggetti formativi pubblici. La formazione è considerata metodo permanente di sviluppo professionale, con particolare attenzione ai dirigenti, alle pari opportunità e all’aggiornamento delle competenze manageriali.

Disposizioni transitorie, finanziarie e abrogazioni

Gli incarichi dirigenziali e le articolazioni esistenti alla data di entrata in vigore della legge restano efficaci fino alla ridefinizione degli assetti organizzativi; gli incarichi di struttura organizzativa complessa restano in vigore fino alla scadenza naturale. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore la Giunta doveva approvare graduazione delle strutture, indirizzi sulle relazioni sindacali e modalità di sostituzione dei dirigenti.

La legge si finanzia nei limiti delle risorse già iscritte e mediante il bilancio triennale. Sono abrogate numerose disposizioni pregresse e, in particolare, la legge regionale 4 dicembre 2009, n. 59 sul modello organizzativo e sulla dirigenza della Regione Liguria. Dal 2025 molte parti della legge risultano profondamente riscritte o abrogate; tuttavia l’atto conserva attualità come disciplina organica dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza regionale.

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