L.R. Campania 21/2024
Disposizioni per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge campana rafforza prevenzione, presa in carico e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), organizzando rete assistenziale, formazione, informazione, sensibilizzazione, ricerca e coordinamento tecnico. Prevede oneri per iniziative formative e di ricerca per il 2025-2026; le disposizioni operative sono vigenti in Campania dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione.
Prevenzione e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in Campania
Prevenzione e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in Campania
La legge disciplina, per la Regione Campania, un insieme organico di misure per prevenire, riconoscere, trattare e monitorare i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA). L’intervento regionale mira sia al rafforzamento della rete sanitaria sia alla formazione degli operatori, alla sensibilizzazione della popolazione e al supporto della ricerca.
Ambito di applicazione e definizioni
La Regione assume come obiettivo la prevenzione e il contrasto dei DNA attraverso azioni di formazione, informazione, sensibilizzazione, prevenzione, riconoscimento, cura e potenziamento dell’offerta di servizi e prestazioni. Ai fini della legge:
- i DNA sono descritti come sindromi psichiatriche caratterizzate da persistente disturbo dell’alimentazione o da comportamenti connessi che alterano il consumo di cibo e compromettono salute fisica e funzionamento psicosociale;
- sono richiamate, in particolare, anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, disturbi con specificazione o senza specificazione e disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo;
- i contesti di cura comprendono luoghi, ambito familiare, strutture e percorsi clinico-terapeutici;
- le strutture includono ambulatori, reparti di degenza, centri diurni e strutture residenziali;
- i percorsi comprendono interventi ambulatoriali, semiresidenziali e residenziali, ricoveri ordinari e day-hospital, oltre agli interventi domiciliari.
Livelli di assistenza, pronto soccorso e prevenzione precoce
Alle persone con DNA sono garantiti i livelli di assistenza previsti dai LEA nazionali. Per il triage, la valutazione e il trattamento in pronto soccorso si applicano le raccomandazioni del Ministero della salute; in tale ambito la Regione promuove l’attivazione del “codice lilla” in ciascun pronto soccorso regionale per favorire il riconoscimento e la presa in carico precoce.
La Regione promuove anche ulteriori interventi di individuazione precoce, tra cui:
- programmi di screening in ambito scolastico, sportivo e di aggregazione giovanile;
- collaborazione tra servizi sociali, ASL e AO;
- attivazione di interventi di prevenzione da parte dei centri e servizi dedicati, nel rispetto delle direttive ministeriali, del piano nazionale e regionale di prevenzione e di eventuali linee guida regionali.
L’Osservatorio epidemiologico regionale svolge indagini epidemiologiche per disporre di dati attendibili su incidenza, prevalenza ed esiti, anche in relazione all’efficacia e appropriatezza delle prestazioni e dei percorsi di cura.
Rete regionale per la prevenzione e la cura
La legge riconosce, valorizza e rafforza la rete assistenziale per i DNA già operante nel servizio sanitario regionale. La Regione si avvale del centro di riferimento regionale per i disturbi dell’alimentazione per il coordinamento della rete e per attività di raccolta dati, ricerca, formazione e supervisione dei servizi e degli operatori. Inoltre, con deliberazione di Giunta regionale viene individuata anche una struttura residenziale della rete per l’integrazione e il coordinamento assistenziale.
L’organizzazione della rete è finalizzata a garantire:
- appropriatezza ed efficacia degli interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi;
- coinvolgimento attivo delle persone con DNA, delle famiglie e dei caregiver;
- progetti assistenziali individuali calibrati sulle esigenze del singolo caso;
- condivisione di percorsi terapeutici comuni;
- équipe multidisciplinari con competenze psichiatriche, psicoterapiche e internistico-nutrizionali;
- definizione di percorsi di transizione dai servizi per minori a quelli per adulti, per assicurare continuità terapeutica e assistenziale.
La composizione delle équipe comprende, in particolare, psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicoterapeuti, dietologi, internisti ed endocrinologi, affiancati da psicologi, biologi, dietisti, infermieri, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, assistenti sociali, educatori professionali socio-sanitari, tecnici della riabilitazione psichiatrica e fisioterapisti.
La Regione deve assicurare adeguata dotazione di personale e ambienti idonei, nonché implementare i posti letto ospedalieri e quelli in regime residenziale e semiresidenziale, così da favorire una presa in carico omogenea sul territorio regionale. Per l’età pediatrica e adolescenziale la gestione è coordinata da un neuropsichiatra infantile, con il coinvolgimento di figure professionali specificamente formate per l’età evolutiva.
Formazione, informazione, sensibilizzazione, numero verde e ricerca
La Regione promuove attività formative rivolte agli operatori sanitari e socio-sanitari coinvolti nella presa in carico dei pazienti con DNA, compresi operatori dei consultori, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. La formazione sul riconoscimento dei segnali di allarme e sulla diagnosi precoce nei minori di 16 anni è sostenuta da specialisti dell’età evolutiva con competenze comunicative e formative specifiche.
Sono inoltre previste:
- iniziative formative e di supporto psicologico per familiari e caregiver;
- iniziative formative per operatori sportivi;
- collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per iniziative rivolte a personale scolastico, alunni e studenti.
Le iniziative possono essere realizzate anche con società scientifiche e associazioni del settore.
La Regione istituisce un servizio di numero verde regionale per informare sui servizi disponibili, prestare ascolto, orientare verso strutture idonee e raccogliere dati statistici rilevanti.
Sono previste campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte a un ampio ventaglio di soggetti, tra cui rete assistenziale, medici, pediatri, consultori, scuole, università, ordini professionali, società scientifiche, associazioni e organizzazioni dello sport e del tempo libero. Le campagne possono essere veicolate anche tramite comunicazione digitale e in occasione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla.
La Regione promuove infine specifici progetti di ricerca scientifica, affidati a università e altri enti di ricerca, per monitorare i DNA sotto il profilo clinico ed epidemiologico.
Tavolo tecnico regionale
È istituito presso la Giunta regionale, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, un tavolo tecnico con funzioni propositive per le politiche regionali sui DNA. Vi partecipano rappresentanti dell’amministrazione sanitaria regionale, delle commissioni consiliari competenti, del centro di riferimento regionale, delle ASL e AO, dell’OER, delle società scientifiche, delle società pediatriche, dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli ordini professionali e delle associazioni dei familiari.
La Giunta invita anche l’Ufficio scolastico regionale a designare un proprio rappresentante. Il tavolo può avvalersi di consulenti o uditori in relazione ai temi trattati.
Il tavolo formula proposte alla Giunta per promuovere formazione, informazione, sensibilizzazione, prevenzione, riconoscimento e trattamento dei DNA, anche mediante linee guida. La partecipazione è gratuita e non dà diritto a indennità o rimborsi spese.
Aspetti finanziari e copertura delle spese
Per l’attuazione delle disposizioni su livelli di assistenza, rete e presa in carico non sono previsti nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale; le ASL e le AO provvedono con le risorse assegnate annualmente e nel rispetto della normativa sulla spesa del personale. Per l’annualità 2024 è richiamata, inoltre, la copertura tramite risorse appositamente destinate iscritte nel bilancio di previsione 2024-2026.
Le spese per le iniziative di formazione, informazione, sensibilizzazione e ricerca non ricomprese nella copertura precedente sono quantificate in 100.000 euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, con prelevamento dalla Missione 20, Programma 03, Titolo I e corrispondente incremento della Missione 12, Programma 7, Titolo I del bilancio 2024-2026.
Entrata in vigore e attualità della disciplina
La legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Campania. Il testo vigente è stato integrato dalle modifiche della legge regionale 22 luglio 2025, n. 13. La disciplina non risulta obsoleta: contiene misure organizzative, assistenziali e finanziarie tuttora funzionali alla prevenzione e cura dei DNA in ambito regionale.
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