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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45963/2024 del 13/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la confisca di gioielli, orologi in oro e contanti rinvenuti nell'abitazione dei genitori e ritenuti nella disponibilita' del figlio Vincenzo Tolomelli, condannato per traffico di stupefacenti. Il ricorrente deduce violazione di legge e carenza di motivazione, sostenendo che i beni erano nella disponibilita' e nella proprieta' materiale del padre (trovati nell'armadio della camera da letto condivisa dai genitori), che Vincenzo era detenuto dal 2013 e quindi non poteva averli acquistati, che molti beni sono chiaramente di uso femminile, che vi sono vincite al gioco del ricorrente e documentazione che potrebbe spiegare la provenienza lecita dei beni; contesta l'uso della sola sproporzione reddituale come elemento decisivo per ricollegare i beni al figlio.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la motivazione della Corte territoriale come insufficiente, apodittica e non confrontata con gli elementi difensivi (detenzione prolungata del figlio, caratteristiche dei beni, date di immissione sul mercato, prove di vincite del ricorrente, residenza formale non sufficiente). Ha affermato che, ai fini della confisca nei confronti di un terzo, la sproporzione non basta: l'accusa deve provare la discordanza tra intestazione formale e disponibilita' effettiva con elementi di gravita', precisione e concordanza. Per tali ragioni l'ordinanza impugnata e' annullata e la causa e' rinviata per nuovo giudizio alla Corte di appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen. (ex art. 12-sexies d.l. 306/1992)

    Disciplina la confisca per sproporzione; la presunzione di sproporzione opera pienamente nei confronti dell'imputato, mentre con riguardo ai terzi estranei e' necessario che l'accusa dimostri la discordanza tra intestazione formale e disponibilita' effettiva mediante elementi connotati da gravita', precisione e concordanza.

  • artt. 73 e 74 D.P.R. 309/1990

    Norme sul traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, in base alle quali e' stata condannata la persona ritenuta protagonista dell'attivita' illecita, circostanza fattuale rilevante per il procedimento di confisca.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) cod. proc. pen.

    Motivi di ricorso per cassazione invocati dal ricorrente: violazione di legge e vizio di motivazione. La Corte ha ritenuto fondate le censure relative a carenza e illogicita' della motivazione.

  • Giurisprudenza di legittimita' richiamata (es. Sez. 2, n. 37880 del 15/06/2023 D'Angelo; Sez. 5, n. 13084 del 07/03/2017 Carlucci)

    Principio secondo cui, per colpire beni intestati a terzi con la confisca di cui all'art. 240-bis, l'accusa deve fornire prova grave, precisa e concordante della discordanza tra titolarita' formale e disponibilita' effettiva; la mera sproporzione reddituale non e' sufficiente rispetto a soggetti terzi.

Massime di principio

  • La confisca per sproporzione prevista dall'art. 240-bis richiede, se riguarda un terzo estraneo, una prova non meramente indiziaria: occorrono elementi di gravita', precisione e concordanza che dimostrino che il bene, pur intestato al terzo, rientrava nella sfera di disponibilita' economica del reo.
  • La sola sproporzione fra valore dei beni e redditi dichiarati del terzo non e' sufficiente per giustificare la confisca quando il bene e' nella disponibilita' materiale del terzo; la presunzione di illiceita' opera con forza solo con riferimento all'imputato.
  • La detenzione prolungata dell'indiziato/condannato al momento del ritrovamento dei beni e le date di immissione sul mercato degli oggetti sono elementi fattuali rilevanti da valutare e devono essere esaminati dal giudice; affermazioni generiche circa la possibilita' di continuare a fruire di proventi del sodalizio non sostituiscono la prova concreta.
  • Il giudice deve motivare compiutamente, affrontando punto per punto le deduzioni difensive (es. prove di acquisizione lecita, caratteristiche dei beni, presenza di effetti personali, atti di compravendita o vincite) e non limitarsi ad affermazioni tautologiche o richiamo generico alla sproporzione.
  • In situazioni analoghe, difesa e accusa dovrebbero focalizzarsi su prove documentali e oggettive: date di acquisto, fatture o scontrini, movimenti bancari, bonifici da terzi, testi o dichiarazioni concordanti, per stabilire chi esercitava il controllo di fatto sul bene.

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