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Legge

L.R. Marche 31/2012

Norme in materia di gestione dei corsi d'acqua

Normativa regionaleL.R. Marche 31/2012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Regione la pianificazione e manutenzione dei corsi d’acqua tramite progetti generali di gestione, interventi di prevenzione del rischio idrogeologico, riqualificazione ecologica e valorizzazione dei materiali derivanti dagli interventi. Riconosce e sostiene i contratti di fiume. È una disciplina strutturale ancora vigente, ma con alcune funzioni trasferite alla Regione e adeguamenti procedurali successivi.

Gestione dei corsi d’acqua e contratti di fiume

Gestione dei corsi d’acqua e contratti di fiume

La legge regionale disciplina, nel territorio della Regione, la gestione dei corsi d’acqua con finalità di prevenzione del rischio idrogeologico, manutenzione ordinaria e straordinaria, tutela degli ecosistemi fluviali e riqualificazione ambientale. Accanto ai progetti generali di gestione, riconosce e promuove i contratti di fiume come strumenti volontari di programmazione e coordinamento.

Finalità generali

La disciplina è adottata in attesa della legge organica sul governo del territorio e sullo sviluppo sostenibile e mira a garantire opere e interventi necessari per la sicurezza della regione fluviale. Le azioni previste devono essere compatibili con i principi dello sviluppo sostenibile e includere, ove opportuno, la riqualificazione dei corsi d’acqua e delle funzioni ecosistemiche connesse.

Contratti di fiume

La Regione riconosce, promuove e sostiene i contratti di fiume previsti dal d.lgs. 152/2006 come strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata. Essi sono funzionali alla tutela e alla corretta gestione delle risorse idriche, alla valorizzazione anche storico-culturale dei territori fluviali, allo sviluppo sostenibile delle aree interessate e alla salvaguardia del rischio idraulico. La Regione ne promuove inoltre il ruolo nel coordinamento tra strumenti di pianificazione e nell’integrazione delle diverse politiche regionali.

Progetti generali di gestione

La Regione approva progetti generali di gestione dei corsi d’acqua, articolati per ciascuna unità omogenea. Tali progetti definiscono interventi integrati che devono coniugare mitigazione del rischio idrogeologico, controllo e polizia idraulica, miglioramento dello stato ecologico, tutela degli ecosistemi e della biodiversità. I contenuti dei programmi di azione dei contratti di fiume presenti sul territorio possono costituire base per l’individuazione degli interventi.

Linee guida, criteri e procedimento

L’Assemblea legislativa, su proposta della Giunta, approva le linee guida per l’elaborazione dei progetti generali di gestione, stabilendo criteri, modalità e procedure per:

  • l’individuazione dell’unità omogenea, sulla base delle caratteristiche geomorfologiche e idrogeologiche del bacino;
  • gli interventi selvicolturali sulle formazioni riparie, compreso il taglio della vegetazione in alveo e la gestione della vegetazione arborea su sponde, golene e prossimità dell’alveo;
  • la manutenzione e il ripristino delle opere idrauliche longitudinali e trasversali e dei presidi idraulici, comprese le opere in concessione;
  • la manutenzione delle altre opere in concessione;
  • la manutenzione delle sponde naturali;
  • la valorizzazione del materiale litoide e della massa legnosa residuale;
  • lo svolgimento delle attività di controllo e polizia idraulica;
  • l’approvazione dei progetti generali di gestione.

Le linee guida sono aggiornate dalla Giunta, di norma con periodicità triennale, secondo le modalità stabilite dall’Assemblea legislativa, previo parere obbligatorio e vincolante dell’Autorità di bacino distrettuale competente e sentita la Commissione assembleare competente.

Controlli, collaborazione istituzionale e supporto tecnico

La Giunta promuove intese con il Corpo forestale dello Stato per i controlli idraulici e favorisce la valorizzazione delle conoscenze già presenti sul territorio, mediante collaborazione e coordinamento tra Province, Università e operatori professionali.

Progetti di manutenzione e autorizzazioni

I progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua, attuativi dei progetti generali di gestione, sono approvati dalla Regione e devono includere un adeguato studio di fattibilità finanziaria, nel rispetto del Piano stralcio di bacino per l’Assetto Idrogeologico (PAI).

L’utilizzo delle formazioni ripariali radicanti nel demanio fluviale è autorizzato dalla Regione; le modalità sono definite nelle linee guida e devono valorizzare il ruolo attivo dell’operatore agricolo.

Valorizzazione dei materiali e interventi speciali

Lo studio di fattibilità finanziaria, previa intesa per i controlli, determina la quota percentuale del materiale litoide e della massa legnosa residuale che può essere valorizzata, nel rispetto delle funzioni ecosistemiche del corso d’acqua.

Sono inoltre disciplinati specifici interventi:

  • gli sfangamenti degli invasi artificiali, che possono prevedere la valorizzazione del materiale di dragaggio;
  • la rimozione della barra di foce, autorizzata nel rispetto della normativa vigente e previo parere della Capitaneria di porto, quando finalizzata esclusivamente a garantire la sicurezza della navigazione nell’asta terminale dei corsi d’acqua regionali con punti di ormeggio individuati dal Piano regionale dei porti;
  • per tali interventi di rimozione della barra di foce, la Regione può stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati e concorre alle spese destinando almeno l’80% dei canoni riscossi dai concessionari dell’ormeggio nel corso d’acqua interessato.

Regime transitorio e aggiornamenti successivi

La deliberazione regionale prevista per le linee guida doveva essere approvata entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. Successivamente, le linee guida sono state adeguate per recepire le modalità organizzative e procedimentali dei contratti di fiume esistenti, in coerenza con direttive e orientamenti nazionali.

Ambito temporale e attualità della disciplina

La legge contiene una disciplina strutturale ancora utilizzabile per la gestione dei corsi d’acqua regionali, ma alcune funzioni originariamente previste sono state trasferite alla Regione e le procedure sono state aggiornate nel tempo. Non risulta riferita a un singolo esercizio finanziario o a un evento ormai concluso.

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