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Ordinanza

Ordinanza n. 45/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto del Prefetto della Provincia di -OMISSIS---OMISSIS--OMISSIS--OMISSIS- emesso in data 9 settembre 2025, con il quale è stato revocato il nulla osta all’ingresso rilasciato in favore del ricorrente.

Giustizia amministrativa202504764

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di revoca del nulla osta all’ingresso per non autenticità del certificato di idoneità alloggiativa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Prefetto della Provincia interessata, emesso il 9 settembre 2025, con cui è stato revocato il nulla osta all’ingresso precedentemente rilasciato in suo favore, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Nella fase cautelare il giudice ha rilevato che il certificato di idoneità alloggiativa prodotto all’amministrazione è stato disconosciuto dal Comune competente e risulta non autentico. Il ricorrente non avrebbe formulato sostanziali contestazioni su tale circostanza. Il motivo posto a fondamento della domanda cautelare è stato quindi valutato alla luce della contestata legittimità della revoca del nulla osta.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per carenza del fumus boni iuris. In base alla sommaria valutazione propria della fase cautelare, la non autenticità del certificato di idoneità alloggiativa risulta confermata dal disconoscimento del Comune e dalla mancata sostanziale contestazione del ricorrente. Il giudice ha ritenuto applicabile l’art. 22, comma 5-ter, del d.lgs. 286/1998, che impone la revoca del nulla osta quando i documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode oppure falsificati o contraffatti. Non è stata ravvisata, allo stato, la plausibilità della domanda di annullamento necessaria per sospendere l’efficacia dell’atto. Le spese della fase cautelare sono state compensate. L’ordinanza non definisce il merito del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998

    se i documenti presentati sono stati ottenuti mediante frode o sono stati falsificati o contraffatti

    La disposizione impone la revoca del nulla osta all’ingresso quando i documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode oppure risultino falsificati o contraffatti; il giudice ha ritenuto integrata tale fattispecie dalla non autenticità del certificato di idoneità alloggiativa.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base normativa della domanda e della decisione cautelare incidentale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È stato applicato per disporre l’oscuramento delle generalità della parte ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 del d.lgs. 196/2003, quale fondamento della tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Ai sensi dell’art. 22, comma 5-ter, del d.lgs. 286/1998, la revoca del nulla osta all’ingresso è doverosa quando i documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode oppure siano falsificati o contraffatti.
  • Nella fase cautelare, il disconoscimento da parte del Comune dell’autenticità di un certificato di idoneità alloggiativa, unito all’assenza di sostanziali contestazioni dell’interessato, è sufficiente a escludere il fumus boni iuris della domanda di annullamento della revoca del nulla osta.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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