Cassazione Civile, Sentenza n. 19980/2026 del 15/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva respinto la sua domanda, proposta in riassunzione dopo pronuncia di difetto di giurisdizione del TAR Lazio, volta all'annullamento del provvedimento (19.4.1993) della Commissione Centrale che le aveva negato l'ammissione alla sessione speciale d'esame di Stato per soli titoli ai sensi dell'art. 33 l. n.56/1989. Le questioni sollevate riguardavano: (i) la corretta interpretazione del requisito temporale della laurea "conseguita da almeno due anni" (se riferito alla data di entrata in vigore della legge o alla scadenza del termine per presentare domanda); (ii) l'eventuale rilevanza dell'esperienza biennale come requisito alternativo/compensativo; (iii) profili processuali relativi alla forma e decisività dell'ordinanza di primo grado, all'onere di impugnazione di obiter dictum, e alla forma dell'atto di prosecuzione del giudizio in translatio iudicii (atto di riassunzione vs atto di prosecuzione); (iv) conseguenze di fatti sopravvenuti (superamento dell'esame di stato e nuove norme - ius superveniens) e la regolazione delle spese processuali.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che: (a) l'interpretazione corretta dell'art. 33 l. n.56/1989 sia quella transitoria e restrittiva: per i laureati in psicologia il requisito richiesto è che la laurea sia stata conseguita da almeno due anni alla data di entrata in vigore della legge (11.3.1989); l'ulteriore requisito dell'attività biennale riguarda invece i possessori di titoli diversi dalla laurea in psicologia e non può compensare la mancanza del requisito cronologico della laurea; (b) la Corte d'appello ha correttamente valutato i profili processuali circa la necessità di adeguare la domanda in sede di prosecuzione del processo davanti al giudice ordinario (translatio) e sulla inammissibilità/effetti dell'atto di primo grado; (c) lo ius superveniens (norme successive e tirocinio iniziato nel 2021) non poteva essere utilmente invocato nel giudizio di legittimità per sanare una mancanza originaria di titolo e, in ogni caso, non risultava decisivo; (d) la Corte dichiara cessata la materia del contendere in ragione del sopravvenuto conseguimento dell'abilitazione da parte della ricorrente, ma condanna la ricorrente al rimborso delle spese di lite (liquidate in € 2.200 oltre spese prenotate a debito). Pertanto il ricorso è rigettato e si dispone la regolazione delle spese conformemente alla soccombenza.
Norme richiamate
legge 18 febbraio 1989, n.56, art. 33
nella prima applicazione della legge sarà tenuta una sessione speciale di esame di Stato per titoli alla quale saranno ammessi: [...] b) coloro i quali siano laureati in psicologia da almeno due anni, ovvero i laureati in possesso di diploma universitario in psicologia o in uno dei suoi rami, conseguito dopo un corso di specializzazione almeno biennale ovvero di perfezionamento o di qualificazione almeno triennale, o quanti posseggano da almeno due anni titoli accademici in psicologia conseguiti presso istituzioni universitarie che siano riconosciute, con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione su parere del Consiglio universitario nazionale, di particolare rilevanza scientifica sul piano internazionale, anche se i possessori di tali titoli non abbiano richiesto l'equipollenza con la laurea in psicologia conseguita nelle università italiane e che documentino altresì di avere svolto per almeno due anni attività che forma oggetto della professione di psicologo
La Corte interpreta la norma in senso transitorio e restrittivo: per i laureati in psicologia il requisito temporale (laurea conseguita da almeno due anni) va riferito alla data di entrata in vigore della legge (11.3.1989) e non può essere sostituito dall'attività biennale, la quale vale come requisito aggiuntivo solo per titoli diversi dalla laurea in psicologia.
codice di procedura civile, art. 183, comma 6
Richiamato in relazione alla richiesta di concessione dei termini; la Corte osserva che la richiesta dei termini non impedisce al giudice di invitare le parti a precisare le conclusioni e di assegnare la causa in decisione.
codice di procedura civile, artt. 342 e 345
Richiamati con riferimento all'ordinanza di primo grado e alla possibilità che statuizioni pregiudiziali di inammissibilità/declinatoria rendano obiter dictum eventuali affermazioni sul merito; la Cassazione valuta la specificità dell'impugnazione rispetto a tali statuizioni.
codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3
Norma di riferimento per i motivi di cassazione invocati (violazione di legge e falsa applicazione).
codice di procedura civile, art. 112
Richiamato nella prospettiva dell'omessa pronuncia della Corte d'appello su alcune domande: la Cassazione ricorda la possibilità di decidere nel merito se la questione è di diritto e non richiede nuovi accertamenti di fatto.
legge 8 novembre 2021, n. 163, art. 7, comma 1
Invocata dalla ricorrente (ius superveniens) per sostenere che il tirocinio iniziato nel 2021 avrebbe comunque portato alla conservazione dell'iscrizione; la Corte dichiara il motivo inammissibile: lo ius superveniens in cassazione è applicabile solo se pertinente e investito dal ricorso, e comunque la norma non sanava retroattivamente la mancanza originaria del titolo.
codice di procedura civile, art. 92
Richiamato in tema di liquidazione e compensazione delle spese: la Corte richiama la giurisprudenza sulle condizioni della compensazione e sulla nozione di soccombenza virtuale.
codice di procedura civile, art. 384
Richiamato implicitamente con riferimento alla possibilità per la Corte di cassazione di decidere nel merito quando l'omessa pronuncia riguarda questioni di diritto che non richiedono nuovi accertamenti di fatto.
Massime di principio
- Nelle disposizioni transitorie (es. art.33 l.56/1989) il riferimento temporale va interpretato secondo il testo e la funzione della norma: il requisito della laurea "da almeno due anni" è da ritenersi riferito alla data di entrata in vigore della legge quando la disciplina è finalizzata a selezionare posizioni già consolidate alla data di efficacia della norma.
- L'attività professionale biennale prevista dalla stessa disposizione è interpretata come requisito aggiuntivo rivolto ai titoli diversi dalla laurea in psicologia e non come criterio compensativo per chi non soddisfa il requisito cronologico della laurea.
- Quando un giudice declina la giurisdizione o dichiara inammissibile un ricorso e tuttavia inserisce considerazioni di merito (obiter dictum), la parte soccombente non è sempre tenuta ad impugnare tali passaggi: l'onere di impugnazione riguarda principalmente la statuizione pregiudiziale effettiva.
- Nella translatio iudicii (passaggio da giudice amministrativo a giudice ordinario) occorre adeguare la forma dell'atto di prosecuzione al diverso rito e all'oggetto del giudizio; se il giudizio cambia natura (impugnatorio vs cognizione sul diritto) la domanda può/doit essere riproposta con le necessarie modifiche.
- Lo ius superveniens invocato in cassazione è rilevabile solo se pertinente alle questioni dedotte nel ricorso e se la sopravvenienza è posteriore alla proposizione del ricorso o comunque idonea e rilevante per la decisione; non può sanare retroattivamente l'assenza originaria di un titolo abilitativo.
- La sopravvenuta acquisizione del titolo richiesto (es. superamento dell'esame) può determinare la cessazione della materia del contendere, ma non impedisce che il giudice disponga sulla regolazione delle spese e sulla condanna alle spese processuali se ricorrono i presupposti.
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