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Circolare

Circolare numero 65 del 28-05-2020

L’articolo 85 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (G.U. n. 128 del 19 maggio 2020), ha previsto, per i lavoratori domestici non conviventi che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro di durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, un’indennità mensile pari a 500 euro per i mesi di aprile e maggio 2020. Con la presente circolare si riepilogano i requisiti dei beneficiari e si forniscono le indicazioni operative per la presentazione delle domande, specificando altresì le ipotesi di incompatibilità e cumulabilità con altre misure di sostegno al reddito.

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare illustra i requisiti, le incompatibilità, le modalità di presentazione, l'importo e le istruzioni contabili relative all'indennità per i lavoratori domestici prevista dall'art. 85 del D.L. 34/2020. L'indennità è pari a 500 euro per ciascuna delle mensilità di aprile e maggio 2020 (fino a 1.000 euro in unica soluzione), erogata su domanda e soggetta a specifiche incompatibilità, limiti di spesa e modalità di rendicontazione.

Indennità per lavoratori domestici (art. 85 D.L. 34/2020) - istruzioni operative INPS

Punti principali

Premessa

Misura introdotta per fronteggiare l'emergenza COVID-19: indennità per lavoratori domestici con contratti attivi al 23/02/2020 e durata complessiva superiore a 10 ore settimanali. Pagamento dall'INPS in unica soluzione per aprile e maggio 2020.

Requisiti del soggetto richiedente

Possono richiedere i lavoratori domestici (colf e badanti) iscritti alla Gestione Lavoratori Domestici INPS con rapporti attivi al 23/02/2020, con orario complessivo >10 ore settimanali e non conviventi con il datore di lavoro. Sono esclusi contratti di emersione secondo art. 103 D.L. 34/2020.

Incompatibilità con altre prestazioni

L'indennità non è cumulabile con le indennità COVID-19 (artt. 27-30, 38 D.L. 18/2020 e altre previste dal D.L. 34/2020), con il Fondo di ultima istanza, con il Reddito di emergenza e con il Reddito di cittadinanza se l'importo del RdC/Pdc è pari o superiore all'indennità. Per nuclei RdC con importo inferiore si procede all'integrazione del RdC fino all'ammontare dell'indennità. Non spetta ai titolari di pensione (salvo assegno ordinario di invalidità) né a chi ha rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.

Modalità di presentazione della domanda

Domanda online sul sito INPS con credenziali PIN, SPID livello 2+, CIE o CNS. Possibile assistenza tramite Contact Center o Enti di Patronato (mandato anche in via telematica durante lo stato di emergenza). È necessario che la posizione anagrafica sia regolare.

Misura, comunicazioni e modalità di pagamento

500 euro per ciascuna mensilità di aprile e maggio (max 1.000 euro in unica soluzione). Comunicazioni via SMS/e-mail e area riservata MyINPS; erogazione tramite accredito su conto corrente/postale, libretto, carta prepagata con IBAN o bonifico domiciliato. Verifica della corrispondenza tra titolare conto e beneficiario.

Regime fiscale

L'indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR (D.P.R. 917/1986).

Rendicontazione e monitoraggio della spesa

Spesa complessiva prevista di 460 milioni di euro per il 2020. INPS monitora la spesa e comunica al Ministero del Lavoro e al MEF; in caso di superamento del limite non saranno adottati ulteriori provvedimenti concessori.

Istruzioni contabili

I costi sono rilevati nella Gestione per interventi assistenziali e di sostegno (GAU). Istituiti conti specifici (GAU30164 per oneri, GAU10164 per debiti, GAU24164 per recuperi) e codici bilancio dedicati; procedure per riaccrediti e chiusura conti secondo le disposizioni indicate.

Testo integrale

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