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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26336/2025 del 18/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d\'appello di Catanzaro che aveva confermato l\'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Castrovillari ai sensi dell\'art. 131-bis c.p. per il reato di ricettazione. Il motivo unico dedotto in Cassazione sosteneva che esisteva un giudicato irrevocabile favorevole al coimputato Marco Iannicelli (assolto in precedente sentenza per mancanza dell\'elemento soggettivo) e che tale giudicato, in assenza di nuovi elementi istruttori, doveva impedire una diversa valutazione nel processo a carico della Ferraro; si denunciava quindi violazione delle norme sulla pregiudizialità e sulla valutazione del precedente giudicato (artt. 630, 125 e 238-bis c.p.p., nonché art. 606 c.p.p. come norma di deduzione del motivo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d\'appello, che aveva acquisito e valutato il precedente giudicato ai sensi dell\'art. 238-bis c.p.p. e motivato le ragioni per le quali era pervenuta a conclusioni diverse rispetto al processo a carico del coimputato. In particolare è stato osservato che il giudicato favorevole a Iannicelli non escludeva necessariamente la responsabilità della Ferraro (nel procedimento a suo carico gli elementi probatori risultavano concludenti e la Ferraro non aveva giustificato il possesso dello strumento musicale di provenienza furtiva). Conseguentemente la Corte ha confermato l\'esito assolutorio nel merito e, ai sensi dell\'art. 616 c.p.p., ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto

    La sentenza di primo grado aveva escluso la punibilità della Ferraro ai sensi di questa norma; Cassazione ha confermato la legittimità dell\'esito assolutorio basato su quella disciplina, ritenendo coerente la valutazione di merito.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e e) cod. proc. pen.

    norme invocate per formulare i motivi di ricorso per cassazione

    Sono le disposizioni tramite le quali il ricorso ha allegato violazioni di norme processuali e di valutazione probatoria; la Corte le ha ritenute manifestamente infondate nel concreto.

  • art. 630, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    art. 630 c.p.p., lett. a)

    Norma indicata tra quelle la cui violazione veniva denunciata dal ricorrente; la Corte non ha accolto l\'eccezione, ritenendo corretta la motivazione del giudice di merito.

  • art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamata nel ricorso come norma relativa alla pregiudizialità o valutazione di questioni già decidate; la Cassazione ha ritenuto che, anche in presenza di giudicati diversi, il giudice può dare una valutazione autonoma purché adeguatamente motivata.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    acquisizione e valutazione del giudicato penale intervenuto in altro procedimento

    La Corte ha ricordato che il giudicato intervenuto in altro processo deve essere acquisito e valutato (art. 238-bis) ma non impone automatica preclusione: il giudice può giungere a diversa valutazione del medesimo fatto storico se espone motivazione specifica sulle ragioni della diversa conclusione.

  • art. 611, commi 1-bis e 1-ter cod. proc. pen.

    norme sul compimento della trattazione orale

    Menzione procedurale: nel caso non è stata richiesta la trattazione orale, la Corte ha proceduto senza udienza pubblica; nessun rilievo decisorio attribuito a tali comma nel merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l\'applicazione delle spese processuali e la sanzione pecuniaria a carico della parte che propone ricorso inammissibile; la Corte l\'ha applicata condannando la ricorrente al pagamento delle spese e a euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Un giudicato penale intervenuto in favore di un coimputato non impedisce automaticamente che un altro giudice, in un diverso procedimento sul medesimo fatto storico, pervenga a conclusioni differenti: il giudice del secondo procedimento deve però acquisire il precedente (art. 238-bis c.p.p.) e motivare espressamente le ragioni della diversa valutazione.
  • L\'assoluzione per mancanza di responsabilità di un coimputato (es. per insufficienza della prova sull\'elemento soggettivo) non equivale necessariamente all\'esclusione del fatto storico; dunque non sempre sussiste pregiudizialità che vincoli altri procedimenti.
  • L\'assoluzione basata sull\'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) incide sulla punibilità ma non annulla automaticamente tutte le valutazioni probatorie relative alla sussistenza del fatto in capo ad altri soggetti.
  • In sede di Cassazione i ricorsi manifestamente infondati sono dichiarati inammissibili e comportano condanna alle spese e sanzione pecuniaria (art. 616 c.p.p.); è quindi necessario che il ricorso esponga profili di violazione di legge o di vizio motivazionale realmente discutibili.
  • Quando più imputati condividono elementi fattuali (es. oggetti trovati in un'abitazione comune), la mancata giustificazione del possesso da parte di uno può essere valutata in modo autonomo rispetto alla posizione degli altri, purché la motivazione del giudice sia chiara e congrua.

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