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Legge

L.R. Liguria 33/2002

Interventi da realizzarsi nell'ambito dei sistemi produttivi locali e dei distretti industriali, delle filiere produttive, dei meta distretti, delle reti e delle aggregazioni d'impresa .

Normativa regionaleL.R. Liguria 33/2002

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Liguria il riconoscimento dei sistemi produttivi locali, dei distretti industriali e dei meta distretti, nonché gli interventi di sostegno a filiere produttive, reti d’impresa e altre aggregazioni. Prevede fondi regionali e agevolazioni gestiti da FI.L.S.E. S.p.A. per investimenti, innovazione, internazionalizzazione, infrastrutture e progetti di filiera o di rete.

Interventi a sostegno di distretti industriali, filiere produttive, reti d'impresa e meta distretti in Liguria

Interventi a sostegno dei sistemi produttivi locali e delle aggregazioni d’impresa in Liguria

La legge regionale disciplina, per il territorio della Liguria, le modalità di individuazione dei sistemi produttivi locali e dei distretti industriali, nonché gli interventi di sostegno a filiere produttive, meta distretti, reti di imprese e altre forme di aggregazione. L’obiettivo è rafforzare la competitività del sistema produttivo ligure, l’innovazione e le opportunità occupazionali.

Ambito, finalità e strumenti di politica industriale

La Regione favorisce lo sviluppo delle vocazioni produttive locali, delle filiere, delle reti di imprese e delle ulteriori aggregazioni previste dalla legge. L’azione regionale è orientata a coordinare gli strumenti di politica industriale e a promuovere lo sviluppo locale attraverso interventi mirati e nuove linee di sostegno.

In particolare, la disciplina considera rilevanti:

  • i distretti industriali e i sistemi produttivi locali definiti dalla normativa statale;
  • i meta distretti;
  • le filiere produttive;
  • le reti di imprese costituite tramite contratto di rete;
  • altre forme di aggregazione produttiva riconoscibili dalla Giunta regionale.

Definizioni principali

Ai fini della legge, assumono rilievo le seguenti nozioni:

  • distretto industriale: contesto produttivo omogeneo con elevata concentrazione di imprese, prevalentemente micro, piccole e medie, specializzate in un settore;
  • distretto tecnologico: contesto produttivo con forti legami con ricerca e innovazione;
  • meta distretto: struttura produttiva di eccellenza composta da aree anche distanti, ma fortemente interconnesse, con imprese della stessa filiera o settore e collegamenti con ricerca e innovazione;
  • aggregazione di filiere produttive: insieme di imprese specializzate, manifatturiere, di servizi, artigiane e industriali, con attività collegate e integrate;
  • rete di imprese: aggregazione funzionale di imprese che collaborano per presidiare fasi della filiera o della catena del valore;
  • rete di subfornitura: aggregazioni funzionali finalizzate a economie di scala settoriali;
  • contratto di rete: accordo tra imprese autonome che collaborano sulla base di un programma comune per aumentare innovazione e competitività.

Individuazione dei distretti e verifica periodica

La Giunta regionale, sentito il CREL, individua i sistemi produttivi locali e, al loro interno, i distretti industriali sulla base di indicatori socio-economici relativi a concentrazione di imprese, diffusione degli addetti, prevalenza di PMI e specializzazione produttiva.

La verifica della situazione dei sistemi e dei distretti avviene ogni tre anni.

I distretti industriali e i meta distretti possono interessare anche aree di regioni confinanti, previa intesa con le stesse.

Obiettivi e tipologie di intervento finanziabile

La Regione sostiene progetti e iniziative diretti a:

  • promuovere i prodotti sui mercati nazionali ed esteri;
  • favorire la crescita occupazionale;
  • sviluppare innovazione tecnologica e trasferimento tecnologico;
  • sostenere interventi ambientali ed energetici;
  • realizzare reti telematiche, logistica e banche dati comuni;
  • creare strutture e impianti funzionali all’attività distrettuale;
  • sviluppare progetti formativi;
  • svolgere animazione economica e promozione territoriale;
  • realizzare servizi comuni, anche in materia di sicurezza sul lavoro;
  • favorire forme di collaborazione permanenti o durevoli tra imprese, incluse quelle costituite con contratto di rete;
  • sviluppare funzioni avanzate condivise in rete, come produzione, progettazione, logistica e servizi connessi;
  • consolidare o creare nuove forme di aggregazione economica;
  • sviluppare reti di subfornitura.

Per distretti industriali e meta distretti la legge enfatizza anche infrastrutture produttive, compatibilità ambientale, accesso al credito, finanziamenti pubblici, internazionalizzazione, cooperazione tra distretti, energie rinnovabili e progetti integrati di filiera.

Fondi regionali e gestione tramite FI.L.S.E. S.p.A.

La Regione istituisce due strumenti finanziari principali:

  • un fondo di rotazione per sostenere investimenti in innovazione, internazionalizzazione, integrazione produttiva, aggregazione di imprese, insediamenti produttivi, progetti di filiera, distretti tecnologici, aree e fabbricati destinati ad insediamenti produttivi e altri interventi specifici;
  • un fondo destinato a FI.L.S.E. S.p.A. per il coordinamento delle attività di distretto, l’animazione economica e l’assistenza alle imprese nel monitoraggio dei progetti.

I fondi sono costituiti con deliberazione della Giunta regionale e i rapporti con FI.L.S.E. sono regolati da apposita convenzione, che disciplina anche la rendicontazione annuale. Le risorse possono essere integrate con fondi comunitari, statali e regionali, in via complementare rispetto alle agevolazioni statali.

Agevolazioni: criteri, beneficiari e condizioni

Le agevolazioni sono concesse dalla Regione, tramite FI.L.S.E. S.p.A., sulla base di criteri e modalità stabiliti dalla Giunta regionale, sentite le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative.

La Giunta disciplina, tra l’altro:

  • coordinamento con interventi comunitari e nazionali;
  • termini e modalità di presentazione delle domande;
  • criteri di valutazione e ammissione;
  • forma e intensità delle agevolazioni;
  • quota dei fondi da destinare ai singoli interventi;
  • revoca dei contributi.

I beneficiari possono essere:

  • consorzi;
  • società consortili;
  • società miste pubblico-private;
  • associazioni temporanee e altre forme di cooperazione tra imprese.

Le imprese aderenti devono essere prevalentemente piccole o medie e appartenere alla medesima filiera. È richiesta, inoltre, una maggioranza di imprese con sede operativa nel territorio distrettuale o meta distrettuale, oppure una partecipazione economica preponderante delle imprese localizzate nel territorio rispetto a quelle esterne.

Sono comunque ammesse partecipazioni di soggetti esterni, pubblici o privati, anche non appartenenti alla stessa filiera, purché non superino complessivamente la quota sostenuta dai soggetti del distretto o della filiera.

Contratti di rete

Le agevolazioni previste per i distretti tecnologici e gli altri interventi di cui alla legge possono essere riconosciute anche alle imprese che abbiano stipulato un contratto di rete.

In questo caso:

  • le imprese aderenti devono essere prevalentemente micro, piccole e medie;
  • devono appartenere alla medesima filiera produttiva;
  • la Giunta regionale definisce criteri e modalità di concessione coerenti con gli obiettivi della legge.

Progetti di filiera

La legge promuove i progetti di filiera come strumento di politica industriale per rafforzare la specializzazione settoriale e migliorare l’efficienza della filiera produttiva.

Possono accedere alle agevolazioni le imprese associate, prevalentemente PMI, con sede operativa in Liguria e operanti nei settori corrispondenti alle specializzazioni produttive distrettuali individuate dalla Giunta regionale. Sono ammessi anche progetti con attività complementari rispetto alle specializzazioni produttive.

La Giunta regionale definisce i criteri di concessione, le caratteristiche dei progetti, la quota di risorse del fondo destinata ai progetti di filiera, le procedure di domanda e la forma e l’entità delle agevolazioni.

Distretti tecnologici regionali

I distretti tecnologici regionali sono società costituite da imprese, enti di ricerca e università, finalizzate a ricerca, sviluppo precompetitivo, trasferimento tecnologico, innovazione di processo e di prodotto e internazionalizzazione. Possono partecipare anche enti pubblici e società controllate, e le micro, piccole e medie imprese possono aderire in forme associative coerenti con la disciplina.

Tali distretti possono ricevere cofinanziamenti a carico della legge se inseriti nella programmazione comunitaria o negoziata. Criteri e modalità sono definiti dalla Giunta regionale.

Collaborazione istituzionale e monitoraggio

La Regione e FI.L.S.E. S.p.A. possono avvalersi di enti strumentali e società controllate o partecipate per sviluppare investimenti nei distretti, meta distretti e filiere, con particolare riferimento a ricerca, lavoro, informatica, energia, ambiente, credito e internazionalizzazione.

La Regione può inoltre stipulare accordi con società partecipate da Province e Comuni per favorire lo sviluppo dei distretti industriali e dei meta distretti.

Sul piano del coordinamento, la Regione assicura un confronto periodico con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria per:

  • definire indirizzi unitari;
  • raccordare gli strumenti di politica industriale;
  • monitorare gli interventi;
  • valutare gli effetti delle azioni e, se necessario, adottare misure correttive.

Copertura normativa e disposizioni finali

La legge abroga la precedente disciplina regionale sugli investimenti nei distretti industriali della Liguria e una disposizione della legge regionale 24 marzo 1999, n. 9. Il testo consolidato non contiene la disciplina finanziaria dettagliata né il programma annuale, che risultano omessi o abrogati nelle parti indicate.

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