L.R. Sardegna 9/2018
Disposizioni in materia di pesca
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Sardegna canoni per concessioni di pesca e acquacoltura, licenze di pesca nelle acque interne, direttive sulla pesca subacquea professionale e istituisce la guida professionale di pesca. Prevede regole transitorie per i canoni e per le licenze già rilasciate, oltre a rinvii a futuri provvedimenti della Giunta e del Presidente della Regione. Alcune norme decorrono dal 2019, 2020 e 2023.
Disposizioni regionali sarde in materia di canoni concessori, licenze di pesca, pesca subacquea professionale e guida professionale di pesca
Disposizioni regionali in materia di pesca
La legge della Regione autonoma della Sardegna interviene su più profili dell’attività ittica: canoni concessori, licenze per la pesca nelle acque interne, regolazione della pesca subacquea professionale e riconoscimento della figura della guida professionale di pesca. La disciplina è costruita in parte con rinvii a provvedimenti attuativi regionali e in parte con regole immediatamente applicabili.
Canoni per concessioni di pesca e acquacoltura
Per le concessioni demaniali marittime destinate a pesca, acquacoltura e attività connesse, i canoni sono determinati con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta e su proposta dell’Assessore competente in materia di pesca, tenendo conto delle modalità di svolgimento delle attività e del loro impatto ambientale. La stessa disciplina si applica anche alle concessioni per pesca e acquacoltura sul demanio regionale.
In attesa della determinazione regionale dei canoni, si applica il canone annuo previsto dal D.M. 15 novembre 1995, n. 595, con aggiornamento ISTAT. Dal 20 dicembre 2023 la norma transitoria riguarda tutte le concessioni demaniali per finalità di pesca, acquacoltura e attività connesse rilasciate sul demanio marittimo, nel mare territoriale e nel demanio regionale, anche se richieste da imprese singole o associate non cooperative.
La deliberazione regionale che prepara il decreto è sottoposta al parere della commissione consiliare competente, da rendere entro 30 giorni; decorso inutilmente il termine, il parere si intende acquisito.
Istituzione della direzione generale competente
Entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di pesca, deve presentare un disegno di legge per istituire la Direzione generale della pesca, acquacoltura e politiche del mare. La disposizione mira a rafforzare il coordinamento delle politiche regionali di settore.
Licenze di pesca nelle acque interne
L’esercizio della pesca nelle acque interne della Sardegna è subordinato al possesso di una licenza di tipo:
- A, quinquennale, per la pesca professionale;
- B, quinquennale, per la pesca sportiva di residenti in Sardegna e di residenti all’estero nati in Sardegna;
- C, trimestrale, per la pesca sportiva dei non residenti.
Dal 1° gennaio 2020 la licenza di tipo A coincide con la ricevuta del versamento della tassa di concessione regionale, contenente dati anagrafici e causale, da esibire con documento d’identità valido e attestazione di presentazione della comunicazione di inizio attività. Dal 1° gennaio 2019 le licenze di tipo B e C sono costituite dalla ricevuta del versamento della tassa di concessione regionale, da esibire con documento d’identità valido e con l’attestazione di avvenuta compilazione online della comunicazione di esercizio della pesca sportiva.
Le licenze non sono richieste agli incaricati di pubbliche funzioni autorizzati dalla Regione o dagli enti locali e ai minori di dodici anni se accompagnati da un maggiorenne responsabile. Restano validi i titoli di pesca sportiva rilasciati da altre regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano, nonché le esenzioni previste da tali ordinamenti, purché siano esibiti i documenti richiesti e l’attestazione della comunicazione.
Sono inoltre fatte salve, fino alla loro scadenza, le licenze di pesca nelle acque interne già rilasciate dalla Regione.
Un decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta e su proposta dell’Assessore competente, deve stabilire requisiti e modalità della comunicazione di inizio attività per la pesca professionale, importi e modalità di versamento delle tasse di concessione regionale, nonché le modalità della comunicazione di esercizio della pesca sportiva. Anche questo atto è soggetto al parere della commissione consiliare competente, con termine di 30 giorni.
Pesca subacquea professionale
La Giunta regionale, nel rispetto della normativa nazionale e dell’Unione europea, adotta direttive per la pesca subacquea nel mare territoriale prospiciente la Sardegna. Le direttive devono disciplinare:
- le modalità di esercizio della pesca subacquea professionale;
- criteri, requisiti e modalità per il rilascio delle autorizzazioni;
- misure di tutela e protezione delle risorse acquatiche ulteriori rispetto agli standard minimi europei e statali.
Le direttive sono sottoposte al previo parere della commissione consiliare competente, da rendere entro 30 giorni.
Guida professionale di pesca
È istituita la figura della guida professionale di pesca. Essa svolge professionalmente, anche non in via esclusiva e non continuativa, attività di accompagnamento e assistenza per la pesca sportiva e ricreativa, con finalità di promozione dell’esercizio corretto e di valorizzazione turistica del territorio regionale.
Per rientrare nella figura, è richiesta l’iscrizione a un’associazione professionale inserita nell’elenco di cui alla legge n. 4 del 2013, che rilasci attestazione di qualità dei servizi.
Abrogazioni e regime finanziario
Sono abrogati i commi 13 e 14 dell’articolo 22 della legge regionale n. 4 del 2006.
L’attuazione della legge non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza regionale; si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente.
Entrata in vigore
La legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel BURAS.
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