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Legge

L.R. Sardegna 8/2018

Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

Normativa regionaleL.R. Sardegna 8/2018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge detta, per la Sardegna, regole su programmazione, progettazione, affidamento, qualificazione delle stazioni appaltanti, trasparenza, sostenibilità ambientale e tutela della qualità architettonica nei contratti pubblici. Sono previste strutture regionali dedicate, elenchi di operatori, incentivi e strumenti telematici. Molte disposizioni richiamano soglie e termini applicabili solo a gare bandite dopo l’entrata in vigore.

Disciplina regionale sarda dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

Disciplina regionale sarda dei contratti pubblici

La legge regionale della Sardegna n. 8 del 2018 organizza, per il solo territorio regionale, un insieme di regole complementari alla disciplina statale ed europea dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Interviene su programmazione, qualità architettonica, centralizzazione della committenza, trasparenza, sostenibilità ambientale, figure tecniche, strumenti telematici e tutela degli immobili pubblici.

Ambito di applicazione e finalità

La disciplina si applica ai contratti pubblici affidati dalle stazioni appaltanti individuate dalla legge e eseguiti nel territorio regionale, limitatamente alle materie di programmazione, progettazione, sostenibilità ambientale e sociale, centralizzazione della committenza e organizzazione amministrativa. Restano esclusi i contratti relativi a materie riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato e restano ferme le disposizioni regionali su settori specifici.

Le finalità dichiarate sono efficienza, efficacia, semplificazione, trasparenza e qualità del ciclo del contratto pubblico. La legge mira anche a rafforzare le infrastrutture regionali, favorire l’aggregazione della domanda, qualificare la committenza pubblica, professionalizzare il responsabile di progetto, tutelare qualità architettonica e paesaggio, promuovere sostenibilità ambientale, uso di materiali locali e riciclati, nonché l’accesso di giovani professionisti e micro e PMI.

Soggetti destinatari

Le disposizioni si applicano all’Amministrazione regionale, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e al sistema Regione; agli enti locali e loro unioni; alle aziende sanitarie della Sardegna; agli organismi di diritto pubblico controllati o finanziati dai soggetti regionali o locali; agli enti aggiudicatori non statali; alle società a capitale pubblico partecipate delle amministrazioni regionali e locali; ai concessionari di lavori e servizi pubblici; ai privati sovvenzionati oltre il 50 per cento per le attività indicate dalla legge. Ai fini della legge sono definiti anche amministrazioni aggiudicatrici, enti aggiudicatori, società partecipate, concessionari, soggetti privati sovvenzionati e stazioni appaltanti.

Programmazione delle opere pubbliche regionali

Per le opere pubbliche di competenza regionale la Giunta approva, entro novanta giorni dall’approvazione del bilancio regionale, il programma triennale dei lavori pubblici e il relativo elenco annuale, aggiornando i programmi precedenti. Rientrano nella competenza regionale, tra le altre, le opere idriche multisettoriali, le opere idrauliche di seconda categoria, le opere portuali di interesse economico regionale e interregionale, la viabilità non statale o locale e le opere sul demanio e patrimonio regionale.

Per il controllo sull’efficacia della spesa, una quota massima dell’1,5 per cento delle risorse del quadro economico può essere destinata a monitoraggio, assistenza tecnica e beni strumentali; la quota può essere accantonata anche su finanziamenti statali ed europei alle condizioni indicate dalla legge. Per specifiche delegazioni amministrative la quota può finanziare anche contratti di servizi e, in parte, personale a tempo determinato.

Attuazione dei lavori regionali e società per opere pubbliche

La Regione può realizzare direttamente le opere di propria competenza o tramite delegazione amministrativa a soggetti attuatori individuati in programmazione. Nel bilancio regionale è previsto uno stanziamento fino all’1 per cento del valore degli interventi del programma triennale dell’anno precedente per studi, indagini e attività di ricerca propedeutiche alla programmazione.

È inoltre prevista la possibilità di costituire una società di capitali interamente partecipata dalla Regione per accelerare opere strategiche di competenza o interesse regionale. La società opera in house esclusivamente per il socio unico, può avvalersi inizialmente anche di personale del sistema Regione e degli enti locali, ed è governata dalla Giunta regionale. Al termine del primo triennio la prosecuzione è subordinata all’approvazione dei risultati di gestione e al raggiungimento degli obiettivi; in caso contrario la società è posta in liquidazione.

Finanziamenti regionali per opere di altri soggetti e utilizzo delle economie

Le stazioni appaltanti possono accedere ai finanziamenti regionali per opere pubbliche di loro competenza tramite programmi settoriali di spesa approvati dalla Giunta e convenzioni di finanziamento. Per le opere di prima priorità degli enti locali è istituito un fondo regionale, con criteri di riparto, modalità di accesso e rimborso delle spese di progettazione stabiliti dalla Giunta. L’erogazione segue il cronoprogramma procedurale e finanziario e, per importi fino a 300.000 euro, avviene in un’unica soluzione. Una quota dei finanziamenti è destinata a monitoraggio, controllo e assistenza tecnica.

I ribassi d’asta e le ulteriori economie restano a disposizione della stazione appaltante per completare l’opera o realizzare altre opere del programma finanziato, salvo diversa previsione del provvedimento di finanziamento.

Infrastrutture strategiche di preminente interesse regionale

La Giunta regionale individua un elenco di infrastrutture strategiche di preminente interesse regionale, anche con partecipazione privata, da realizzare con procedure accelerate. Nell’elenco sono indicati costi, cronoprogrammi, fonti di finanziamento, procedure attuative, relazioni con la pianificazione, impatti ambientali e paesaggistici e piano di monitoraggio e video-osservazione dei cantieri. Le informazioni sono rese pubbliche.

Per le infrastrutture strategiche è prevista l’Autorizzazione unica per le infrastrutture strategiche (AUDIS), rilasciata dalla seconda sezione dell’UTR, che coordina i pareri e le autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e storico-artistiche. La Giunta deve approvare le linee guida del procedimento AUDIS entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Piano triennale per la qualità architettonica e opere di particolare rilevanza

La Regione adotta il Piano triennale per la qualità architettonica delle opere pubbliche (PIQUA), che individua criteri, modalità e coperture finanziarie per promuovere la qualità architettonica. Sono considerate opere di particolare rilevanza quelle che producono significative trasformazioni del territorio, nuovi manufatti rilevanti, recuperi estesi o grandi infrastrutture. Il programma triennale dei lavori pubblici si coordina con il PIQUA, se adottato.

Sulla base del PIQUA la Giunta individua un elenco speciale di opere regionali di particolare rilevanza per le quali deve essere bandito un concorso di idee o di progettazione.

Promozione della qualità architettonica

La legge tutela la qualità dell’ideazione e della progettazione architettonica, intesa come sviluppo coerente dell’intervento in chiave funzionale, sociale, estetica, ambientale e tecnologica. Le linee di intervento regionali comprendono: concorsi di idee e progettazione per opere rilevanti, partecipazione dei giovani professionisti, borse di studio regionali, finanziamento delle spese dei concorsi e valorizzazione di opere d’arte e artigianato negli edifici pubblici.

Le amministrazioni che adottano il PIQUA e affidano all’esterno le prestazioni devono usare il concorso di progettazione o di idee per le opere di particolare rilevanza; in mancanza del PIQUA si applica la disciplina statale. La Regione stanzia annualmente risorse per i concorsi e favorisce la partecipazione dei giovani professionisti anche mediante premi speciali e rimborsi spese.

Le borse di studio regionali sono destinate ai giovani laureati delle università con sede in Sardegna per tirocini, stage o borse in architettura, urbanistica e ingegneria. Le modalità di assegnazione sono definite dalla Giunta entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge di stabilità.

Opere d’arte e artigianato negli edifici pubblici

Le nuove costruzioni e le ristrutturazioni totali di edifici pubblici finanziate dalla Regione devono destinare una quota della spesa ad opere d’arte e artigianato tipico e tradizionale sardo, secondo scaglioni percentuali legati al valore dell’intervento. Sono previste esenzioni, ad esempio per edifici industriali e per interventi sotto 300.000 euro. La regola si applica anche ad alcuni interventi AREA.

Se l’opera artistica non può essere eseguita in sito, la somma accantonata va destinata all’acquisto di opere mobili e manufatti artistici. La scelta degli artisti e degli artigiani avviene tramite procedura concorsuale; in caso di inadempimento, il collaudo non può essere positivo e la Regione può sostituirsi alla stazione appaltante. Gli inserimenti effettuati sono comunicati alla struttura regionale competente e annotati in un registro.

Ufficio tecnico regionale dei lavori pubblici (UTR)

L’UTR è organo consultivo e di coordinamento per le opere pubbliche regionali o di interesse regionale, articolato in due sezioni: la prima con funzioni consultive sui lavori pubblici, la seconda per il coordinamento e l’attuazione tecnica-amministrativa delle infrastrutture strategiche ai fini dell’AUDIS. La legge disciplina composizione, esperti esterni, durata degli incarichi, compensi e supporto tecnico-amministrativo.

La prima sezione esprime pareri su progetti, varianti rilevanti, riserve di importo significativo e piani regolatori portuali. Per opere e lavori sopra 10 milioni di euro il parere è richiesto su specifici livelli progettuali; per i progetti esecutivi sopra soglia solo in casi limitati. Il parere è reso entro sessanta giorni, prorogabili una sola volta di quarantacinque giorni. Decorso il termine, il procedimento prosegue senza il parere. I limiti di importo sono aggiornabili ogni cinque anni.

La seconda sezione rilascia l’AUDIS per le infrastrutture strategiche. Per i progetti richiedenti il parere della prima sezione è previsto un accantonamento dell’1 per mille del valore dell’intervento per il funzionamento dell’UTR, da versare al bilancio regionale.

Approvazione dei progetti

I progetti di opere o lavori pubblici regionali sono approvati dal dirigente competente, previa verifica progettuale e, per importi superiori a 10 milioni di euro, previo parere dell’UTR. I progetti delle altre stazioni appaltanti sono approvati dai rispettivi organi o dirigenti secondo il proprio ordinamento. Senza i pareri, le autorizzazioni e i nulla osta obbligatori i progetti non possono essere approvati. L’approvazione dei progetti, nei limiti della legge, equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità e urgenza, fatti salvi gli effetti urbanistici ed espropriativi previsti da altre norme.

Osservatorio regionale dei contratti pubblici e SITARS

L’Osservatorio regionale dei contratti pubblici opera presso l’Assessorato competente in materia di lavori pubblici ed è sezione regionale dell’Osservatorio nazionale. Le stazioni appaltanti, le società partecipate, le imprese pubbliche e gli altri enti coinvolti nel ciclo del contratto assolvono tramite l’Osservatorio gli obblighi informativi e di pubblicità previsti dal codice dei contratti.

L’Osservatorio monitora programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione, elabora rapporti statistici, redige un rapporto informativo annuale, tiene archivi informatici e cura il prezzario regionale. Gestisce i dati tramite SITARS, supporta la richiesta del CUP e gli adempimenti anticorruzione, pubblica l’elenco delle opere incompiute, assiste gli enti sugli obblighi informativi e gestisce l’anagrafe delle opere pubbliche. La Giunta disciplina funzionamento, organizzazione e personale entro novanta giorni dall’entrata in vigore.

Prezzario regionale dei lavori pubblici

La Regione, tramite l’Osservatorio, elabora un prezzario regionale dei lavori pubblici di riferimento per la programmazione e per la definizione degli importi a base di gara. Il prezzario è approvato dalla Giunta, aggiornato ogni anno e pubblicato sul sito dell’Osservatorio e su quello istituzionale regionale.

Il prezzario costituisce base per capitolati, gare e verifica dell’anomalia delle offerte. Se il responsabile di progetto si discosta dal prezzario deve motivare con analisi dettagliata dei prezzi. Il prezzario considera costi per la sicurezza, oneri socio-ambientali, costo della manodopera, materie seconde e, per i servizi di ingegneria e architettura, tabelle parametriche del personale.

Elenchi di operatori economici qualificati

Per i servizi di ingegneria e architettura sotto 100.000 euro le stazioni appaltanti utilizzano l’elenco di operatori economici qualificati accessibile dalla piattaforma della Centrale regionale di committenza. La selezione avviene nel rispetto della rotazione e di criteri oggettivi basati su capacità tecnico-professionale ed eventualmente economico-finanziaria. Per contratti sotto 20.000 euro e non complessi è preferito l’affidamento a giovani professionisti iscritti da meno di cinque anni.

Per i lavori pubblici sotto 1.000.000 di euro le stazioni appaltanti utilizzano l’elenco regionale di operatori qualificati. Per importi inferiori a 150.000 euro basta l’iscrizione alla Camera di commercio; per importi pari o superiori serve la qualificazione attestata secondo la disciplina statale. Gli affidamenti diretti vanno allegati al conto consuntivo annuale.

Elenco degli operatori virtuosi e volontariato nei lavori pubblici

La legge istituisce un elenco regionale degli operatori virtuosi, sezione dell’elenco di cui all’articolo 24, per gli operatori che abbiano eseguito gratuitamente interventi preventivi di tutela del territorio o interventi per fronteggiare emergenze, con importo stimato inferiore a 20.000 euro e in possesso di certificazione tecnica. Gli operatori presentano una proposta tecnica, una perizia e un cronoprogramma; l’ente decide entro trenta giorni. Gli interventi emergenziali possono essere autorizzati immediatamente, con eventuali prescrizioni.

Le prestazioni sono attestate dall’ente beneficiario. Per ottenere l’iscrizione nella sezione dedicata, l’operatore presenta dichiarazione sostitutiva. Gli operatori virtuosi iscritti sono selezionati con priorità, nella misura almeno del 20 per cento degli invitati nelle procedure negoziate, disposizione poi abrogata.

Affidamenti diretti e misure promozionali

Per i lavori sotto 40.000 euro l’affidamento è prioritariamente rivolto agli operatori virtuosi iscritti nella sezione dedicata o alle microimprese con iscrizione camerale per attività analoga, salvo motivate esigenze di specializzazione. Anche questi affidamenti diretti devono essere allegati al conto consuntivo annuale.

Sostenibilità ambientale e acquisti verdi

Le amministrazioni aggiudicatrici, con esclusione dei comuni sotto 3.000 abitanti e della Centrale regionale di committenza, approvano entro un anno un Piano d’azione triennale per gli acquisti verdi. La Regione emana linee guida entro novanta giorni e può condizionare eventuali incentivi alla predisposizione del piano. Le misure ambientali puntano a riduzione dell’uso di risorse naturali, sostituzione di fonti non rinnovabili, diminuzione dei rifiuti e delle emissioni, riduzione dei rischi ambientali, riciclo e riuso.

L’Osservatorio monitora gli acquisti verdi e ogni anno, entro il 30 settembre, è presentata una relazione alla Giunta regionale sullo stato di attuazione del green public procurement. La relazione contiene anche criticità, attuazione del piano, difficoltà di reperimento e incentivi erogati.

Incentivi alle imprese per certificazioni di qualità e ambientali

La Giunta regionale può concedere contributi alle micro e piccole imprese esecutrici di opere e lavori pubblici con sede in Sardegna per l’acquisizione della certificazione di qualità conforme alle norme europee. Sono previsti inoltre incentivi per la registrazione EMAS e, per determinati soggetti, per altre certificazioni di conformità indicate dalla legge statale.

Progettazione, documentazione digitale e atti di gara

Nei capitolati e nei bandi finanziati con fondi regionali va prevista la produzione elettronica degli elaborati progettuali. La Regione promuove una piattaforma telematica per presentazione, archiviazione e consultazione dei progetti. Prima del collaudo l’appaltatore deve consegnare gli elaborati finali as built con certificazioni, manuale d’uso e manutenzione e documentazione fotografica.

Per i lavori sotto 40.000 euro non complessi, la documentazione a base d’asta può essere semplificata a un capitolato prestazionale e a pochi elaborati grafici.

Tutela dei giovani professionisti

La legge prevede misure specifiche a favore dei giovani professionisti: presenza obbligatoria nei raggruppamenti per i servizi di ingegneria e architettura, punteggi premianti nei bandi, premi speciali nei concorsi di idee e progettazione, e criteri di selezione preferenziale negli affidamenti di importo modesto. La Regione disciplina anche linee guida per la qualificazione del responsabile di progetto e può istituire un albo dei responsabili qualificati.

Corrispettivi, incentivi tecnici e responsabile di progetto

Il corrispettivo per i servizi di architettura e ingegneria è determinato secondo il decreto ministeriale richiamato dalla legge statale e la relativa procedura va allegata al bando o invito. I compensi non possono essere subordinati all’ottenimento del finanziamento dell’opera.

Gli incentivi per le funzioni tecniche sono disciplinati, per il sistema Regione, da criteri approvati dalla Giunta entro sessanta giorni; l’erogazione non rientra nel limite di spesa del decreto legislativo n. 75 del 2017.

Il responsabile di progetto sostituisce il RUP e coordina le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione. Deve essere nominato prima degli atti di programmazione e possedere requisiti rapportati all’importo e alla complessità dell’intervento. Per lavori e servizi di ingegneria e architettura sono previsti requisiti differenziati per fasce di importo. Il nominativo va indicato nel bando o nell’invito. La Giunta deve adottare linee guida di qualificazione entro sei mesi.

Il responsabile di progetto controlla l’andamento dell’intervento, effettua accessi e verifiche, redige il documento di indirizzo della progettazione e coordina i responsabili per fasi. Può avvalersi di un team interno o, in caso di complessità, di servizi di supporto esterni affidati con procedure di evidenza pubblica.

Commissione giudicatrice, ufficiale rogante e buone pratiche

La legge originariamente disciplinava l’albo telematico dei commissari di gara e la selezione delle commissioni per gli appalti con offerta economicamente più vantaggiosa; tali disposizioni sono state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale e risultano non più applicabili. Anche il comma che regolava l’albo telematico e alcune previsioni collegate sono state travolte dalla medesima pronuncia. È stata successivamente aggiunta una regola sul punteggio minimo dell’offerta tecnica, ma anch’essa è stata dichiarata incostituzionale.

Per i contratti stipulati in forma pubblica amministrativa, nell’ambito del sistema Regione, l’ufficiale rogante riceve i contratti con modalità elettronica ed è un funzionario distinto da chi firma il contratto. L’incarico è conferito a dipendenti con qualifica dirigenziale o funzionari D area giuridico-amministrativa, con possibili titoli preferenziali e formazione dedicata.

Le linee guida, la documentazione standard e il codice regionale di buone pratiche sono stati previsti per facilitare l’applicazione uniforme della disciplina e l’accesso delle micro, piccole e medie imprese; anche tali disposizioni sono state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale.

Subappalti, subcontratti e pagamenti diretti

La stazione appaltante paga direttamente il subappaltatore o il cottimista in casi specifici, tra cui indagini geologiche e sismiche, oppure durante il concordato preventivo con continuità aziendale. Può inoltre prevedere nel bando se effettuare il pagamento diretto o richiedere all’appaltatore la trasmissione delle fatture quietanzate; in caso di mancato invio può sospendere i pagamenti successivi.

Sono previste regole analoghe per i subcontratti di forniture pagati in base agli stati di avanzamento o al saldo finale. Se vi è crisi di liquidità dell’appaltatore, la stazione appaltante può autorizzare pagamenti diretti anche alle mandanti dei raggruppamenti e agli altri soggetti coinvolti, nei limiti previsti.

Aspetti sociali, ambientali e ristorazione collettiva

Le stazioni appaltanti possono inserire tra i criteri di valutazione o tra le condizioni di esecuzione misure sociali come l’assunzione di disoccupati di lunga durata, l’inserimento di lavoratori svantaggiati e persone con disabilità, la formazione di giovani inoccupati e condizioni contrattuali più favorevoli. Possono anche prevedere l’assorbimento prioritario del personale del precedente appaltatore, se compatibile con l’organizzazione dell’aggiudicatario.

Nei capitolati delle opere stradali si privilegiano materiali di scarto da cave di granito e marmo con specifiche autorizzazioni ambientali. Nei criteri di aggiudicazione devono essere valorizzati elementi di sostenibilità ambientale quali risparmio energetico, materiali a minore impatto, tecniche ecocompatibili, materiali riciclati, bioedilizia e ingegneria naturalistica.

Per la ristorazione collettiva la Regione promuove il contrasto allo spreco alimentare e l’uso di prodotti locali, biologici, integrati, sociali, tradizionali e a filiera corta, con priorità per quelli senza OGM. L’aggiudicazione deve avvenire con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa valorizzando qualità, salute, ambiente e sviluppo locale sostenibile.

Sopralluogo e soccorso istruttorio

La stazione appaltante disciplina nel bando o nella lettera di invito le modalità del sopralluogo obbligatorio. Il sopralluogo è valido anche se effettuato da legale rappresentante, direttore tecnico o altro dipendente del concorrente.

Il soccorso istruttorio è non oneroso per le carenze formali della domanda; restano non sanabili le carenze che impediscono di individuare il contenuto o il responsabile del documento.

Centrale regionale di committenza, piattaforme telematiche e aggregazione

La Centrale regionale di committenza dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture opera come struttura dell’Amministrazione regionale per garantire l’unitarietà nella gestione delle attività di aggregazione e centralizzazione della domanda. La Regione promuove l’utilizzo di sistemi telematici, approva un piano straordinario ICT per le stazioni appaltanti degli enti locali e sviluppa una piattaforma telematica regionale di negoziazione per e-procurement, procedure aperte, ristrette e negoziate.

La piattaforma è integrata con il Sistema pubblico di connettività e interoperabile con l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici. Sono previste regole comuni, condivisione dei servizi, interconnessione dei sistemi e specifiche tecniche approvate dalla Giunta.

Esercizio associato delle funzioni e avvalimento

La Regione favorisce l’esercizio associato delle funzioni contrattuali da parte degli enti locali, con particolare riguardo a consulenza, programmazione, responsabile di progetto, progettazione, direzione lavori, collaudo e controllo dell’esecuzione. L’esercizio associato può avvenire mediante unione di comuni, convenzione con uffici comuni o delega di funzioni.

Quando l’esercizio associato riguarda il responsabile di progetto o i responsabili per fasi, l’incarico è svolto da un dipendente dell’unione, del consorzio, dell’ufficio comune o dell’ente delegato. La Regione considera l’esercizio associato elemento premiante per i finanziamenti dei programmi di spesa regionali. È inoltre ammesso l’avvalimento di uffici di altre amministrazioni, regolato da convenzione.

Fascicolo degli immobili pubblici e sicurezza

È istituito per ciascun immobile pubblico il fascicolo degli immobili pubblici, da aggiornare almeno ogni cinque anni, contenente dati identificativi, progettuali, strutturali, impiantistici e ambientali e le modifiche intervenute. Il fascicolo è tenuto dal rappresentante legale dell’ente proprietario e serve anche per il rilascio di autorizzazioni o certificazioni. In caso di compravendita o locazione, l’ente fornisce le informazioni del fascicolo.

La compilazione è affidata a un tecnico abilitato dell’ente; se mancano risorse o competenze, le attività possono essere esternalizzate, preferibilmente usando l’elenco degli operatori qualificati. Il tecnico rilascia una dichiarazione di conformità alla configurazione originaria o, se vi sono modifiche sostanziali, dichiara l’insussistenza di pregiudizi alla stabilità e all’idoneità statico-funzionale e impiantistica. Entro sei mesi gli enti devono acquisire gli elementi informativi necessari e la Giunta approva lo schema tipo del fascicolo e i tempi di attuazione.

Norme transitorie, abrogazioni e decorrenza

La legge si applica, in quanto compatibile, anche alle concessioni di lavori e di servizi e, in generale, alle procedure e ai contratti i cui bandi o avvisi siano pubblicati dopo la sua entrata in vigore; per le procedure senza bando, vale quando alla data di entrata in vigore non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare offerta. Per quanto non disciplinato, si rinvia al codice dei contratti pubblici, ai relativi atti attuativi e alla normativa statale ed europea.

Sono abrogate diverse disposizioni regionali pregresse, tra cui la legge regionale Sardegna n. 5 del 2007 sugli appalti pubblici. La legge entra in vigore il trentesimo giorno dalla pubblicazione sul BURAS.

Stato di attualità e profili obsoleti

Parte della legge è stata modificata nel tempo, ma il suo impianto complessivo resta quello di una disciplina regionale di settore. Tuttavia risultano obsolete o non più applicabili le norme dichiarate incostituzionali dalla Corte costituzionale, nonché le previsioni ormai superate da modifiche legislative successive o riferite a meccanismi transitori già esauriti. In particolare, non sono da considerare operative le disposizioni espunte dalla giurisprudenza costituzionale e le previsioni transitorie già applicate nei primi anni successivi all’entrata in vigore.

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