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Legge

L.R. Lombardia 25/2017

Disposizioni per la tutela delle persone sottoposte a provvedimento dell'Autorità giudiziaria

Normativa regionaleL.R. Lombardia 25/2017

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Lombardia un sistema integrato di interventi per persone adulte e minori sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, con misure su salute, istruzione, lavoro, famiglia, mediazione e giustizia riparativa. Prevede coordinamento istituzionale, monitoraggi e finanziamenti soprattutto per il 2018-2019, con copertura successiva nei limiti del bilancio annuale. L’impianto è ancora utile, ma alcune norme di spesa sono riferite a esercizi chiusi.

Tutela e reinserimento delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria in Lombardia

Tutela e reinserimento delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria in Lombardia

La legge istituisce in Lombardia un insieme di interventi per tutelare la dignità e i diritti delle persone adulte e minori sottoposte a provvedimento dell’autorità giudiziaria, favorendone recupero, risocializzazione e reinserimento. Il provvedimento opera in raccordo con amministrazione penitenziaria, enti territoriali, sanità, scuola, terzo settore, volontariato e sistema produttivo.

Finalità generali e campo di intervento

La Regione persegue una duplice finalità: da un lato garantire parità di condizioni di vita e opportunità alle persone coinvolte; dall’altro ridurre il ricorso alle misure privative della libertà, sostenendo percorsi rieducativi e di inclusione sociale. L’azione regionale è concepita come complementare rispetto a quella degli altri soggetti istituzionali e sociali coinvolti nel circuito penale e penitenziario.

Sistema integrato di interventi e coordinamento territoriale

La disciplina prevede la definizione di linee guida regionali e la promozione di piani territoriali integrati e complementari, anche nell’ambito dei piani di zona. L’obiettivo è ridurre il rischio di recidiva e sostenere l’attuazione delle finalità rieducative della pena.

La Regione sostiene inoltre:

  • un sistema a rete tra enti territoriali e servizi dell’amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile;
  • l’estensione del segretariato sociale e di sportelli informativi interni ed esterni alle strutture penitenziarie;
  • il volontariato penitenziario, favorendone connessione e integrazione con i servizi;
  • l’interoperabilità dei sistemi informatici e la raccolta coordinata dei dati sul percorso individuale della persona.

Formazione congiunta degli operatori

La Regione promuove e sostiene percorsi formativi interdisciplinari, in forma complementare e in un’ottica di rete, rivolti agli operatori pubblici, del terzo settore e del volontariato che intervengono a favore delle persone sottoposte a provvedimento dell’autorità giudiziaria. La formazione può riguardare specifiche tematiche ed è data particolare attenzione ai corsi di lingua straniera.

Tutela della salute in ambito penitenziario

La tutela sanitaria è uno degli assi portanti della legge. La Regione interviene tramite la rete dei servizi sanitari e mediante prevenzione sanitaria e profilassi delle malattie infettive.

Sono previste, tra l’altro:

  • intese per istituire un organismo interistituzionale di monitoraggio della rete dei servizi sanitari penitenziari, con presenza anche delle ATS;
  • équipe integrate per le dipendenze patologiche e protocolli operativi omogenei;
  • accesso a comunità terapeutico-riabilitative e centri semiresidenziali per soggetti adulti e minori sottoposti a misure non detentive;
  • azioni per le persone con invalidità o patologie psichiatriche e per la riabilitazione all’interno delle strutture penitenziarie;
  • informazione puntuale sulle prestazioni erogabili già all’ingresso in istituto, anche tramite carta dei servizi;
  • promozione della telemedicina e di strumenti per la raccolta di dati sanitari;
  • presa in carico da parte dei servizi pubblici e accreditati per le dipendenze e dei CPS per le problematiche psichiatriche;
  • percorsi di inserimento in strutture residenziali e semiresidenziali per misure penali non detentive;
  • continuità terapeutica e accompagnamento alle dimissioni;
  • presa in carico dei pazienti psichiatrici autori di reato e delle persone che sviluppano problemi psichiatrici durante il percorso penale;
  • almeno una articolazione per la salute mentale attivata presso una struttura penitenziaria del territorio e un reparto per l’osservazione psichiatrica;
  • integrazione del trattamento nei casi di comorbilità psichiatrica e da sostanze;
  • formazione e aggiornamento del personale sanitario penitenziario.

La Regione assicura inoltre monitoraggio tecnico-organizzativo, supporto gestionale e alla ricerca, valutazione epidemiologica e valutazione di efficienza, efficacia e coerenza degli interventi. Le ATS devono svolgere rilevazioni semestrali secondo linee guida regionali da verificare ogni cinque anni.

Attività trattamentali, socio-educative, sportive, culturali e musicali

La legge valorizza il trattamento intramurario e i progetti individuali di reinserimento attraverso attività culturali, sportive, musicali e di mediazione interculturale e linguistico-culturale.

La Regione sostiene anche:

  • il coordinamento tra servizi sociali, istituzioni penitenziarie, servizi territoriali, scuola, formazione professionale, lavoro, imprese e terzo settore;
  • la diffusione all’esterno di eventi e iniziative culturali prodotti in carcere;
  • percorsi di formazione per peer supporter, basati su operatori adeguatamente preparati ai principi della peer education.

Assistenza alla persona e alle famiglie

Sono previsti interventi e progetti, in area penale interna ed esterna, per mantenere e rafforzare i legami familiari delle persone detenute, con particolare attenzione alla genitorialità e al rapporto figli-genitori.

La Regione concorre anche alla progettazione ed erogazione di:

  • assistenza alle famiglie e supporto alla genitorialità;
  • interventi per migliorare le condizioni di vita della popolazione femminile sottoposta a provvedimento giudiziario;
  • misure alternative alla detenzione per donne con figli minori.

È inoltre prevista la promozione di percorsi di inclusione tramite accoglienza abitativa temporanea.

Istruzione, formazione e certificazione delle competenze

La Regione promuove la partecipazione a percorsi di istruzione, il contrasto alla dispersione scolastica, il sostegno agli studi universitari e la formazione professionale, favorendo l’integrazione con il mercato del lavoro nel sistema duale lombardo.

Sono inoltre favoriti:

  • percorsi personalizzati di riqualificazione professionale;
  • certificazione delle competenze acquisite in ambito non formale e informale, tramite operatori accreditati ai servizi per il lavoro.

Attività lavorativa e inserimento occupazionale

La Regione sostiene orientamento, consulenza e motivazione al lavoro per facilitare l’accesso alle misure regionali di sostegno all’occupazione. Definisce inoltre i criteri di accesso alle misure per l’inserimento lavorativo o la riqualificazione professionale di adulti e minori sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Sono previsti anche:

  • progetti, anche sperimentali, di imprenditorialità sociale;
  • incentivazioni come borse-lavoro e tirocini per le imprese che assumono soggetti ammessi al lavoro esterno o a misure non detentive;
  • sviluppo di laboratori professionalizzanti intramurari;
  • accordi quadro di sviluppo territoriale per favorire l’inserimento lavorativo.

Giustizia riparativa

La Regione promuove in via sperimentale misure di giustizia riparativa finalizzate a:

  • sensibilizzare sulle conseguenze del reato e sui suoi effetti sociali;
  • offrire percorsi di ascolto alle persone offese;
  • realizzare interventi informativi, preventivi e riparativi per minori, giovani e adulti;
  • sensibilizzare gli autori di reato verso condotte riparatorie;
  • rafforzare il coinvolgimento della comunità territoriale;
  • favorire la mediazione nelle situazioni di conflitto.

Funzioni di coordinamento, monitoraggio e valutazione

Per l’attuazione della legge è istituito, entro sei mesi dall’entrata in vigore, un tavolo tecnico presieduto dal Presidente della Regione o da un suo delegato e composto da rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria, dell’esecuzione penale esterna, della giustizia minorile, degli enti locali, del terzo settore e degli enti di formazione accreditati. La Giunta ne definisce il funzionamento.

Il tavolo tecnico presenta una relazione annuale sullo stato di avanzamento dei piani e degli interventi.

Il Consiglio regionale esercita una valutazione periodica sull’attuazione della legge sulla base di una relazione biennale della Giunta, che deve descrivere affollamento degli istituti, caratteristiche della popolazione interessata, misure alternative applicate, interventi realizzati, stato dei piani territoriali, interoperabilità informatica e criticità riscontrate. Le relazioni del tavolo tecnico confluiscono nella relazione al Consiglio.

Garante dei detenuti

Il Difensore regionale svolge le funzioni di Garante dei detenuti, contribuendo, in accordo con i garanti territoriali, alla tutela dei diritti delle persone sottoposte a provvedimento dell’autorità giudiziaria in carcere e di quelle sottoposte a misure penali non detentive.

Attuazione, abrogazione e disciplina finanziaria

La Regione doveva adottare i provvedimenti attuativi entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. La norma abroga la precedente legge regionale lombarda n. 8 del 2005 sulla tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari.

Sul piano finanziario, la legge prevede coperture specifiche per gli esercizi 2018 e 2019 per interventi trattamentali, socio-educativi, sportivi, culturali, musicali e di assistenza; altre spese sono ricondotte alle risorse ordinarie sanitarie, scolastiche, formative, del FSE 2014-2020 e di altri stanziamenti regionali o ministeriali. Per gli esercizi successivi al 2019 la copertura avviene nei limiti delle risorse annualmente stanziate con le leggi di bilancio.

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