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Legge

L.R. Valle d'Aosta 30/2005

Disposizioni per il sostegno alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione dei borghi in Valle d’Aosta.

Normativa regionaleL.R. Valle d'Aosta 30/2005Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina contributi regionali per tutelare, conservare e valorizzare i borghi storici della Valle d’Aosta, finanziando studi e interventi di recupero su immobili compresi nei borghi individuati. Prevede limiti di importo, graduatoria, controlli, divieto di cumulo e revoca. Gli interventi seguono linee guida tecniche di restauro e recupero contenute nell’allegato B.

Sostegno al recupero e alla valorizzazione dei borghi storici valdostani

Sostegno al recupero dei borghi storici della Valle d’Aosta

La legge istituisce un sistema di contributi regionali per proteggere, riqualificare e rivitalizzare i borghi storici valdostani, con l’obiettivo di conservarne il tessuto culturale, sociale, economico ed edilizio. La disciplina si applica esclusivamente nel territorio della Valle d’Aosta e si accompagna a linee guida tecniche dettagliate per gli interventi di recupero.

Finalità e impostazione generale

Il provvedimento mira a:

  • evitare il degrado e la perdita dei valori tradizionali dei borghi storici;
  • promuovere tutela, conservazione e valorizzazione in coerenza con i principi internazionali di conservazione integrata;
  • migliorare ambiente costruito e accoglienza anche in funzione del turismo culturale;
  • recuperare patrimonio edilizio abbandonato, degradato o usato in modo difforme, mantenendo funzioni tradizionali, residenza, attività produttive e servizi sociali.

Ambito di applicazione e definizione di borgo

Ai fini della legge, i borghi sono gli agglomerati definiti dalle norme di attuazione del PTP valdostano e indicati nell’allegato A. I contributi riguardano gli immobili ricadenti nella delimitazione dei borghi operata dai Comuni in sede di adeguamento del PRGC al PTP.

Nelle more di tale delimitazione, sono ammessi gli immobili situati nelle zone A dei PRGC corrispondenti ai borghi elencati nell’allegato A. In ogni caso, non sono concedibili contributi per immobili che, pur inclusi nelle delimitazioni territoriali, non siano ritenuti dalla struttura regionale competente parte integrante del tessuto storico del borgo.

Interventi ammissibili e studio preliminare

Sono finanziabili:

  • sistemazione di spazi o edifici pubblici per predisporre strutture di cantiere ad uso collettivo;
  • opere di restauro o riqualificazione di spazi pubblici e privati e di elementi di uso collettivo;
  • manutenzione o restauro architettonico delle facciate;
  • restauro specialistico di affreschi, elementi scultorei o decorativi di pregio, elementi strutturali particolari e altre parti significative.

Gli interventi devono essere preceduti da uno studio comprendente indagini storiche, archeologiche e diagnostiche, rilievo critico e analisi architettonico-storica; lo studio è parte integrante del progetto ed è anch’esso ammissibile a contributo. Gli interventi devono rispettare le linee guida per il recupero contenute nell’allegato B. Possono riguardare anche parti limitate dell’edificio, purché lo studio preliminare interessi l’intero fabbricato e il progetto autorizzato disciplini le parti comuni, con effetti vincolanti per i successivi recuperi.

Entità dei contributi

Il contributo massimo è pari a:

  • 150.000 euro per gli interventi di recupero;
  • 30.000 euro per gli studi preliminari.

In ogni caso il contributo non può superare l’80% della spesa ammissibile. Per gli studi, l’erogazione è subordinata all’avvio dei lavori oggetto dello studio finanziato.

Domande, istruttoria e graduatoria

La domanda va presentata dai proprietari degli immobili alla struttura regionale competente, con la documentazione stabilita da apposito provvedimento dirigenziale.

L’istruttoria verifica:

  • completezza e regolarità della domanda e degli allegati;
  • validità tecnica ed الاقتصادية dell’intervento.

La valutazione tecnica è affidata a una conferenza di servizi convocata dal dirigente competente, con la partecipazione delle strutture regionali in materia di beni archeologici, paesaggistici, architettonici, storico-artistici, catalogazione e archivi storici. Sulla base dell’istruttoria la struttura competente forma una graduatoria secondo criteri di priorità stabiliti dalla Giunta regionale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Concessione, erogazione, revoca e divieto di cumulo

La concessione, il rigetto e l’eventuale revoca dei contributi sono disposti con deliberazione della Giunta regionale.

L’erogazione è subordinata alla verifica della:

  • conformità degli interventi e degli studi al progetto approvato;
  • completezza e regolarità della documentazione di spesa.

Le agevolazioni sono revocate in caso di inadempimento agli obblighi di legge o al provvedimento di concessione; la revoca può essere anche parziale e la Giunta stabilisce modalità e termini di restituzione.

I contributi non sono cumulabili con altre provvidenze pubbliche per i medesimi interventi; il richiedente deve dichiarare l’assenza di altri benefici o domande analoghe al momento della presentazione della domanda.

Vigilanza e ulteriori adempimenti

La struttura competente può effettuare controlli in qualsiasi momento sullo stato di attuazione degli interventi e sul rispetto degli obblighi previsti dalla legge e dal provvedimento di concessione.

Ogni ulteriore aspetto procedurale, compresi criteri e requisiti di ammissione e modalità di individuazione delle spese ammissibili, è demandato alla Giunta regionale con deliberazione da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. La Giunta può inoltre modificare l’elenco dei borghi e le linee guida per il recupero.

Aspetti finanziari

Per l’applicazione dell’articolo sugli interventi è autorizzata una spesa annua di 300.000 euro a decorrere dal 2005, coperta sul bilancio regionale 2005 e pluriennale 2005/2007 mediante utilizzo del fondo globale per spese di investimento. La Giunta può apportare le variazioni di bilancio necessarie.

Linee guida tecniche per il recupero

L’allegato B contiene regole tecniche molto dettagliate per il restauro conservativo dei borghi, improntate alla conservazione dello schema statico originario e dei materiali tradizionali. In sintesi:

  • le fondazioni si consolidano preferendo tecniche tradizionali e interventi sulle cause di dissesto, come infiltrazioni e cedimenti;
  • le murature si recuperano con ricostituzione dei giunti, integrazioni, iniezioni, cuciture murarie e, se necessario, bonifica da umidità;
  • i tramezzi sono considerati elementi identitari da conservare, specie se lignei;
  • volte, solai in legno e travi devono essere conservati e consolidati con tecniche compatibili, evitando sistemi incongrui come solette in cemento armato;
  • i tetti devono mantenere l’orditura originaria e il manto in lastre di pietra, salvo deroga per tipologie originarie diverse; gli abbaini sono ammessi solo in casi coerenti con la tipologia e con locali già idonei all’abitabilità;
  • intonaci e tinteggiature vanno conservati o ripristinati con materiali tradizionali, soprattutto a base di calce e terre naturali, evitando cemento e pitture chimiche;
  • pavimentazioni, serramenti, camini, balconi, decorazioni e stucchi vanno tutelati come elementi caratterizzanti dell’edificio, con sostituzioni ammesse solo quando il recupero non sia possibile e nel rispetto delle caratteristiche originarie.

Elenco dei borghi interessati

L’allegato A individua i borghi ammessi al regime di tutela e contributo, tra cui, fra gli altri, Bard, Verrès, Saint-Vincent, Villeneuve, Pont-Saint-Martin, Donnas, Châtillon, Morgex, Nus, Quart e altri borghi specificamente elencati.

Obsolescenza

La legge resta formalmente strutturata come disciplina dei contributi per i borghi storici valdostani, ma il contenuto finanziario è ancorato al 2005 e al triennio 2005/2007; pertanto, per la parte strettamente di stanziamento originario, la norma è oggi sostanzialmente superata, mentre la disciplina di principio e le linee guida conservano rilievo solo se non sostituite da interventi successivi.

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