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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 12929/2025 del 14/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che li aveva condannati al rimborso pro quota delle spese sostenute da Fugini e Ruggeri per l'esecuzione di lavori di bonifica ordinati dal Sindaco. I ricorrenti deducono: (i) errata qualificazione dell'ordinanza sindacale come ordinanza contingibile e urgente ex D.Lgs. 267/2000 anziche' come provvedimento regolato dal D.Lgs. 152/2006; (ii) violazione degli artt. 50 e 54 T.U.E.L. perche' l'ordinanza non potrebbe incidere nei rapporti tra privati e creare obblighi reciproci; (iii) errata applicazione delle regole sulla solidarieta' passiva (artt. 1292 ss. c.c.); (iv) mancata interpretazione costituzionalmente orientata e disapplicazione di norme rilevanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la qualificazione dell'ordinanza come provvedimento contingibile e urgente adottabile anche in materia ambientale quando ricorrano i presupposti di pericolo concreto e imminente. Poiche' l'ordinanza non e' stata impugnata davanti al giudice amministrativo e quindi e' divenuta definitiva, essa ha efficacia anche come titolo che impone l'esecuzione unitaria dei lavori e il regime di solidarieta' tra i destinatari. Ne consegue che i soggetti che hanno eseguito integralmente gli interventi possono ottenere il rimborso pro quota mediante azione di regresso (art. 1299 c.c.) contro gli altri coobbligati. La Corte ha inoltre chiarito che la scelta fra utilizzo del procedimento ordinario previsto dal Codice dell'ambiente e l'adozione di un'ordinanza extra ordinem comporta effetti diversi in termini di oneri procedurali e recupero delle spese, ma non preclude l'esercizio del potere sindacale di ordinanza in situazioni di emergenza.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (Codice dell'ambiente)

    artt. 244, 245, 250, 253, art. 242, art. 192

    Disciplina l'iter ordinario per messa in sicurezza e bonifica; la Corte osserva che, benché tale disciplina sia il percorso ordinario per gli interventi ambientali e condizioni il recupero delle spese da parte della P.A., essa non esclude l'impiego, per esigenze di urgenza, delle ordinanze contingibili e urgenti del T.U.E.L.; se l'ente agisce secondo il Codice dell'ambiente valgono regole specifiche di recupero e procedure istruttorie non richieste invece dall'ordinanza extra ordinem.

  • D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (T.U.E.L.)

    art. 50, comma 5; art. 54, comma 4

    Il Sindaco puo' adottare ordinanze contingibili e urgenti anche in materia ambientale ove sussista pericolo attuale e imminente per la pubblica salute; tali provvedimenti sono atipici, derogatori delle procedure ordinarie, temporalmente e funzionalmente provvisori ma possono ordinare interventi vincolanti per i destinatari e, se non impugnati, divenire definitivi e produrre effetti tra privati, inclusa la solidarieta' passiva tra destinatari.

  • Codice Civile

    artt. 1292 ss.; art. 1299; art. 2041

    Gli artt. 1292 ss. regolano l'obbligazione solidale; l'art. 1299 disciplina l'azione di regresso del coobbligato che ha pagato per intero; l'art. 2041 concerne l'azione per indebito arricchimento. La Corte ha ritenuto applicabili i rimedi civili di regresso tra privati destinatari dell'ordinanza non impugnata.

  • Legge 20 marzo 1865 n. 2248

    Richiamata dai ricorrenti in tema di interpretazione sistematica, ma la Corte non ha ritenuto che tale richiamo giustificasse la disapplicazione dell'ordinanza o la diversa ripartizione degli oneri fra i destinatari.

  • Codice di Procedura Civile

    art. 360 c.p.c.; art. 384 c.p.c.

    L'impugnazione e l'esame in Cassazione sono svolti ex art. 360 c.p.c.; ai sensi dell'art. 384 c.p.c. la Corte ha enunciato principio di diritto relativo agli effetti obbligatori e di solidarieta' delle ordinanze sindacali contingibili e urgenti non impugnate.

Massime di principio

  • Il Sindaco puo' adottare ordinanze contingibili e urgenti anche in materia ambientale quando sussista un pericolo concreto e imminente per la salute pubblica; tali ordinanze possono derogare alle procedure ordinarie previste dal Codice dell'ambiente.
  • Se l'ordinanza contingibile e urgente non viene impugnata davanti al giudice amministrativo diventa definitiva e i suoi effetti possono incidere anche sui rapporti tra privati, imponendo l'esecuzione unitaria dei lavori e il regime di solidarieta' tra i destinatari.
  • Il privato che, in esecuzione di un'ordinanza sindacale definitiva, adempie per l'intero a oneri comuni puo' esercitare azione di regresso contro gli altri coobbligati per la quota di competenza (azione ex art. 1299 c.c.).
  • Chi intende contestare la legittimita' o i contenuti di un'ordinanza contingibile e urgente deve impugnarla davanti alla giurisdizione amministrativa; il mancato ricorso comporta il rischio di vederne riconosciuti gli effetti tra privati dal giudice civile.
  • La scelta dell'ente tra l'uso del procedimento ordinario del Codice dell'ambiente e l'adozione di un'ordinanza extra ordinem comporta conseguenze diverse: il primo richiede oneri procedurali e disciplina specifica per il recupero delle spese da parte della P.A., il secondo consente interventi immediati ma determina effetti diretti tra privati se il provvedimento non viene impugnato.
  • In casi di bene in comune godimento con piu' titolari, un intervento unitario ordinato per emergenza puo' legittimare l'esecuzione dei lavori anche sulle porzioni altrui e richiedere la successiva ripartizione delle spese tra i titolari.

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