Circolare numero 52 del 27-02-2015
Premessa Modalità di attivazione dei progetti di telelavoro Attività telelavorabili Acceso al progetto di telelavoro Telelavoro satellitare – progetti interdirezionali e/o interregionali Obbligo di riservatezza Standard qualitativi e quantitativi della prestazione di telelavoro Misure di prevenzione e protezione – informazioni generali sui rischi Risorse finanziarie Disposizioni finali
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare disciplina le modalità operative per applicare l’Accordo Nazionale del 15 ottobre 2014 sul telelavoro domiciliare e sul progetto sperimentale di telelavoro satellitare. Vengono definiti il ruolo dei Direttori regionali e centrali, la redazione del Piano di Sviluppo del Telelavoro, le procedure di confronto sindacale, i criteri di accesso dei dipendenti, le regole per i progetti interdirezionali e interregionali, nonché gli obblighi in materia di riservatezza, sicurezza, valutazione della prestazione e copertura dei costi.
Istruzioni operative per l’attivazione del telelavoro domiciliare e satellitare
Telelavoro domiciliare e telelavoro satellitare: istruzioni operative
La circolare fornisce le istruzioni per dare attuazione all’Accordo Nazionale sottoscritto il 15 ottobre 2014 in materia di telelavoro domiciliare e di progetto sperimentale di telelavoro satellitare. L’obiettivo è disciplinare in modo uniforme l’attivazione dei progetti, il coinvolgimento delle strutture territoriali e centrali, i requisiti di accesso e gli adempimenti organizzativi, nel rispetto delle finalità di flessibilità, decentramento e autonomia gestionale.
Quadro generale e finalità dell’Accordo
L’Accordo si compone di due sezioni distinte: una dedicata al telelavoro domiciliare e una al telelavoro satellitare. Per il telelavoro domiciliare la disciplina rinnova ed estende l’Accordo del 14 dicembre 2007, rendendo definitivo il ricorso a tale modalità come forma di flessibilità della prestazione lavorativa e ampliandone l’ambito alle Direzioni Regionali e alla Direzione Generale. Il telelavoro satellitare, invece, è introdotto in via sperimentale per consentire una gestione più flessibile del personale, favorire la reinternalizzazione di attività istituzionali oggi affidate a soggetti esterni e sopperire, nei limiti del possibile, alle vacanze di personale non sostituibile per effetto del blocco del turn-over.
Piano di Sviluppo del Telelavoro e procedura di attivazione
La procedura operativa ruota attorno al Piano di Sviluppo del Telelavoro (PST), che deve essere predisposto dai Direttori Regionali e dai Direttori centrali interessati. Il piano deve indicare in modo puntuale:
- le aree geografiche di intervento e/o le aree dirigenziali interessate;
- le attività telelavorabili;
- le postazioni attivabili per ciascuna struttura, nel limite massimo del 5% del personale assegnato;
- le tipologie professionali;
- il numero delle unità lavorative effettivamente coinvolte, distinte per sede e/o area;
- gli obiettivi di miglioramento attesi.
La durata del PST può essere compresa tra 12 e 36 mesi nel telelavoro domiciliare e tra 12 e 24 mesi nel telelavoro satellitare. Il PST deve essere trasmesso alle organizzazioni sindacali regionali e/o della Direzione Generale per l’informativa preventiva, seguita, se richiesta, da confronto.
Ruolo delle strutture e monitoraggio
La circolare valorizza il ruolo dei Direttori Regionali e dei Direttori centrali, ai quali è attribuita autonomia gestionale nell’individuazione dei percorsi più idonei a soddisfare le esigenze del territorio o della struttura gestita. Alla Direzione Centrale Risorse Umane e alla Direzione Centrale Organizzazione resta una funzione di monitoraggio finalizzata a verificare la coerenza complessiva dei Piani con le finalità dell’Accordo, con la possibilità di evidenziare scostamenti o difformità. Inoltre, ogni gennaio, le Direzioni che hanno attivato Piani di Telelavoro devono trasmettere una relazione descrittiva sull’andamento delle iniziative e sul raggiungimento degli obiettivi.
Progetto di struttura e contratti individuali
Concluso il confronto sindacale, o comunque decorso il termine di 30 giorni, i Direttori Regionali e/o centrali, con il supporto dei direttori di struttura e/o dei dirigenti di area, procedono alla stesura del Progetto di Struttura, che deve contenere i dati e la durata previsti dall’Accordo, compresa l’indicazione del personale ammesso. Successivamente si procede alla sottoscrizione del contratto individuale di telelavoro tra il dipendente e il responsabile della struttura di appartenenza. Solo per il telelavoro domiciliare il contratto va trasmesso alla DCSIT, Area Sistemi e processi di supporto Risorse Umane, per l’imputazione del giustificativo TEL0. I contratti individuali possono essere sottoscritti solo dopo l’attivazione e il collegamento in linea della postazione a distanza, oppure comunque dopo la predisposizione della nuova postazione di lavoro.
Attività telelavorabili e possibile assegnazione a mansioni equivalenti
Le attività che possono essere inserite nel PST sono quelle previste dall’Accordo per il telelavoro domiciliare e satellitare. I dirigenti centrali e regionali possono comunque individuare ulteriori attività telelavorabili, purché in coerenza con obiettivi e finalità dell’Accordo. Se necessario per il perseguimento delle esigenze funzionali individuate nel PST, il dipendente può essere assegnato anche a mansioni diverse, purché equivalenti a quelle abitualmente svolte.
Accesso volontario, destinatari e criteri di priorità
L’accesso al telelavoro avviene su base volontaria, su domanda del dipendente. Possono presentare istanza, nei limiti fissati dagli articoli 1, comma 2, e 20, comma 2 dell’Accordo, i dipendenti delle aree professionali A, B e C dei profili amministrativo e informatico, assunti a tempo indeterminato e con orario a tempo pieno o parziale, che abbiano la necessità di conciliare il lavoro con condizioni di salute o familiari.
Nel telelavoro domiciliare, se le domande superano i posti disponibili indicati nel PST, la graduatoria viene formata secondo i criteri di priorità dell’art. 33 dell’Accordo. Per il telelavoro satellitare, i medesimi criteri si applicano nei casi in cui l’accesso al centro satellite avvicini il dipendente al domicilio proprio o dell’assistito. I punteggi previsti sono cumulabili. La domanda deve essere supportata da idonea documentazione, compresi certificati o dichiarazioni sostitutive ai sensi del DPR 445/2000 e, quando necessario, certificazioni sanitarie.
Progetti interdirezionali e interregionali nel telelavoro satellitare
In attuazione dell’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra Direzione Generale e strutture territoriali, il solo telelavoro satellitare può essere sperimentato anche mediante progetti interdirezionali e/o interregionali. Tali progetti possono prevedere che personale della Direzione Generale svolga attività proprie delle strutture territoriali.
In questa ipotesi il PST deve essere redatto e sottoscritto sia dal Direttore Regionale interessato sia dal Direttore Centrale Risorse Umane, al quale è attribuita anche la stesura del Progetto di Struttura e la sottoscrizione dei contratti individuali. Se il progetto comporta lo spostamento di unità lavorative fra Regioni diverse, il PST deve essere sottoscritto da entrambi i Direttori Regionali coinvolti; il Progetto di Struttura è invece redatto e sottoscritto dal Direttore Regionale titolare del personale inserito nel progetto. Il contratto individuale è firmato dal titolare della struttura nei ruoli della quale risulta inserito il personale, curando di definire una frequenza dei rientri in sede compatibile con distanza, costi e facilità degli spostamenti.
Riservatezza dei dati e trattamento delle informazioni
Il telelavoratore è designato dal proprio responsabile quale incaricato del trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 196/2003. La circolare richiama il massimo rispetto della riservatezza delle informazioni trattate, richiedendo di prevenire distruzioni o perdite, anche accidentali, dei dati e di evitare accessi non autorizzati o trattamenti non consentiti.
Valutazione della prestazione e standard qualitativi
Poiché gli obiettivi di qualità sono riferiti al servizio reso all’utenza, non è prevista una differenziazione degli indicatori di qualità per i prodotti telelavorati. La valutazione dell’apporto individuale dei telelavoratori avviene con riferimento all’indicatore globale di produttività dei processi primari, utilizzando l’indicatore relativo al processo di riferimento del lavoratore. La verifica è effettuata sul valore consuntivato nell’anno precedente nella sede di appartenenza, ridotto del 5%. La valutazione dell’attività svolta è affidata al Direttore della sede di riferimento.
Sicurezza sul lavoro e requisiti dell’ambiente domestico
La circolare richiama espressamente il d.lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, precisando che i lavoratori a distanza sono soggetti alle relative disposizioni. Il datore di lavoro deve informarli sulle politiche aziendali in materia di sicurezza, con particolare attenzione ai videoterminali, e il lavoratore è tenuto ad applicare correttamente le direttive ricevute.
Per verificare il rispetto della normativa, datore di lavoro, rappresentanze dei lavoratori e autorità competenti possono accedere al luogo di lavoro nei limiti della disciplina nazionale e contrattuale; se la prestazione è svolta presso il domicilio, l’accesso richiede preavviso e consenso del lavoratore. Il datore di lavoro può avvalersi delle figure della prevenzione e protezione previste dalla normativa, e il lavoratore può chiedere ispezioni dei propri locali. Devono essere adottate misure per evitare l’isolamento del telelavoratore, consentendogli di incontrare i colleghi e di accedere alle informazioni aziendali.
Il telelavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e di quella delle persone presenti nello spazio di lavoro, usare diligentemente la postazione ed evitare situazioni pericolose o infortuni. Deve inoltre mantenere in buono stato locali e impianti e far eseguire, tramite ditte abilitate, gli eventuali interventi manutentivi necessari.
Per il telelavoro domiciliare l’ambiente di lavoro deve essere conforme alla normativa in materia di salute e sicurezza e all’allegato XXXIV del d.lgs. 81/08. La circolare richiede che l’ambiente presenti:
- abitabilità;
- superficie e volume adeguati alla postazione;
- impianti elettrici, di riscaldamento o condizionamento a norma;
- certificazione degli impianti;
- condizioni ambientali idonee, anche in relazione a illuminazione, microclima, rumore ed esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici.
Lo spazio di lavoro deve essere separato da quello domestico, per facilitare la distinzione tra tempi di lavoro e tempi di vita familiare e per evitare disagi o situazioni stressanti. È vietato collocare computer, fax, stampanti e altre apparecchiature elettriche in locali non idonei. Inoltre, il telelavoratore deve impegnarsi a utilizzare correttamente le attrezzature e a rispettare il limite di lavoro al videoterminale e le relative pause. Deve anche osservare il riposo di 11 ore consecutive ogni 24, da collocare sempre tra la mezzanotte e le 5 del mattino. In caso di inosservanza, il datore di lavoro è sollevato da responsabilità.
Aspetti economici e copertura delle spese
Le spese per l’acquisto degli strumenti informatici e delle postazioni di lavoro, compresa la linea telefonica e la relativa presa, nonché i rimborsi per le spese elettriche, gravano sui budget dei centri di spesa competenti. La quantificazione esatta delle risorse e l’assunzione dei relativi impegni finanziari avvengono solo dopo la definizione della fase progettuale.
Durata delle disposizioni
Le disposizioni attuative contenute nella circolare restano in vigore fino a quando non saranno sostituite o modificate da innovazioni legislative o contrattuali.
Punti principali
Finalità dell’Accordo e tipologie di telelavoro
L’Accordo del 15 ottobre 2014, adottato in attuazione dell’art. 34, comma 2, lettere a) e b) del CCNL 14/02/2001, si articola in due sezioni: telelavoro domiciliare e telelavoro satellitare. Il telelavoro domiciliare viene reso stabile e viene ampliata la possibilità di attivazione ai Direttori Regionali e alla Direzione Generale. Il telelavoro satellitare è introdotto in via sperimentale per una più flessibile gestione del personale, anche al fine di reinternalizzare attività istituzionali e compensare vacanze di organico dovute al blocco del turn-over.
Piano di Sviluppo del Telelavoro e iter di attivazione
I Direttori Regionali e i Direttori centrali interessati devono predisporre il Piano di Sviluppo del Telelavoro (PST), indicando aree geografiche o dirigenziali coinvolte, attività telelavorabili, postazioni attivabili, tipologie professionali, numero delle unità coinvolte e obiettivi di miglioramento. Il PST può avere durata tra 12 e 36 mesi per il telelavoro domiciliare e tra 12 e 24 mesi per il satellitare. Il piano va trasmesso alle OO.SS. per informativa preventiva e, se richiesto, confronto. Conclusa la fase sindacale, o comunque trascorsi 30 giorni, si redige il Progetto di Struttura e si sottoscrivono i contratti individuali di telelavoro, da firmare solo dopo l’attivazione e il collegamento della postazione a distanza.
Ruolo di monitoraggio e relazioni annuali
Alla Direzione Centrale Risorse Umane e alla Direzione Centrale Organizzazione è attribuita soltanto una funzione di monitoraggio sulla coerenza dei Piani con gli obiettivi dell’Accordo, con possibilità di segnalare scostamenti o difformità. Ogni gennaio le Direzioni che hanno attivato Piani di Telelavoro devono trasmettere una relazione sull’andamento delle iniziative e sul raggiungimento degli obiettivi.
Attività telelavorabili e mansioni assegnabili
Le attività telelavorabili sono quelle indicate negli articoli 4, comma 4, e 23, comma 3, dell’Accordo, ma i dirigenti centrali e regionali possono individuare ulteriori attività, purché coerenti con finalità e obiettivi dell’Accordo. Ove necessario per esigenze funzionali, il dipendente può essere assegnato a mansioni diverse, purché equivalenti a quelle normalmente svolte.
Accesso al telelavoro e criteri di priorità
L’accesso avviene su base volontaria, su richiesta del dipendente. Possono presentare domanda, nei limiti degli articoli 1, comma 2, e 20, comma 2, i dipendenti delle aree professionali A, B e C dei profili amministrativo e informatico, assunti a tempo indeterminato e con orario pieno o parziale, che debbano conciliare lavoro e condizioni di salute o familiari. Se le domande superano i posti disponibili nel PST, si applicano i criteri di priorità dell’art. 33; per il satellitare, tali criteri operano anche quando il centro satellite avvicina il dipendente al domicilio proprio o dell’assistito. La domanda deve essere corredata da certificazioni o dichiarazioni sostitutive ex DPR 445/2000 e, se necessarie, da certificazioni sanitarie.
Progetti di telelavoro satellitare interdirezionali e interregionali
Per il solo telelavoro satellitare possono essere sperimentati progetti che prevedano lo svolgimento, da parte di personale della Direzione Generale, di attività proprie delle strutture territoriali. In tali casi il PST è redatto e sottoscritto sia dal Direttore Regionale interessato sia dal Direttore Centrale Risorse Umane, che cura poi il progetto di struttura e i contratti individuali. Se il progetto comporta spostamento di unità lavorative tra Regioni, il PST deve essere sottoscritto da entrambi i Direttori Regionali coinvolti; il progetto di struttura è invece redatto e firmato dal Direttore Regionale titolare del personale. Nel contratto individuale va definita una frequenza dei rientri in sede compatibile con distanze, costi e facilità degli spostamenti.
Riservatezza e protezione dei dati personali
Il telelavoratore è designato quale incaricato del trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 196/2003 e deve rispettare rigorosamente la riservatezza delle informazioni trattate. Deve evitare distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati e impedire accessi non autorizzati o trattamenti non consentiti.
Valutazione della prestazione e standard qualitativi
Poiché gli obiettivi di qualità sono riferiti al servizio all’utenza, l’apporto dei telelavoratori viene misurato tramite l’indicatore globale di produttività dei processi primari, riferito al processo di appartenenza del lavoratore. La valutazione si basa sul valore consuntivato nell’anno precedente nella sede di appartenenza, ridotto del 5%. La valutazione dell’attività è affidata al Direttore della sede di riferimento.
Sicurezza, prevenzione e requisiti dell’ambiente di lavoro
La circolare richiama l’applicazione del d.lgs. 81/2008 ai lavoratori a distanza, con obblighi di informazione su salute e sicurezza, accesso ai luoghi di lavoro nei limiti di legge e misure per evitare l’isolamento del telelavoratore. Il lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e di quella delle persone vicine allo spazio di lavoro, usare diligentemente la postazione e mantenere in buono stato locali e impianti. Per il telelavoro domiciliare l’ambiente deve essere conforme all’allegato XXXIV del d.lgs. 81/08 e presentare requisiti di abitabilità, adeguata superficie e volume, impianti a norma e condizioni ambientali idonee. Lo spazio di lavoro deve essere separato da quello domestico, è vietato collocare apparecchiature in locali non idonei e il telelavoratore deve rispettare le pause, il limite di utilizzo al videoterminale e il riposo di 11 ore consecutive ogni 24 ore, da collocarsi tra mezzanotte e le 5. Il datore di lavoro è esonerato da responsabilità se il lavoratore non osserva tali disposizioni.
Risorse finanziarie e durata delle disposizioni
Le spese per strumenti informatici, postazioni di lavoro, linea telefonica, presa e rimborsi per consumi elettrici gravano sui budget dei centri di spesa competenti. La quantificazione puntuale delle risorse e l’assunzione degli impegni avverranno dopo la definizione della fase progettuale. Le disposizioni restano efficaci fino a eventuali modifiche o sostituzioni derivanti da innovazioni legislative o contrattuali.
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