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Decreto ministeriale MEF

DECRETO 12 novembre 2021 - Ministero dell'economia e delle finanze

Determinazione del contributo a fondo perduto «perequativo».

Decreti del MEFCod. G.U. 21A07092Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto attua il contributo perequativo previsto dal decreto-legge n. 73/2021 per titolari di partita IVA che abbiano subito nel periodo d’imposta 2020 un peggioramento del risultato economico di almeno il 30% rispetto al 2019. L’importo, fino a 150.000 euro, è calcolato applicando aliquote dal 30% al 5% alla differenza al netto di precedenti contributi; occorreva presentare la dichiarazione 2020 entro il 30 settembre 2021.

Contributo perequativo a fondo perduto per il peggioramento del risultato economico 2020

Contributo perequativo per il peggioramento del risultato economico

Il decreto definisce le condizioni di accesso e i criteri di calcolo del contributo a fondo perduto previsto dall’art. 1, commi da 16 a 27, del decreto-legge n. 73/2021. La misura era riferita al peggioramento del risultato economico d’esercizio del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 rispetto a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Soggetti beneficiari e requisito di accesso

Il contributo, fino all’importo massimo di 150.000 euro, era destinato ai soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti in Italia, che svolgono attività d’impresa, arte o professione oppure producono reddito agrario, purché in possesso degli ulteriori requisiti stabiliti dal decreto-legge n. 73/2021.

Per accedere alla misura, il risultato economico d’esercizio 2020 doveva essere peggiorato di almeno il 30% rispetto a quello del 2019.

Calcolo dell’importo

Il contributo si determinava applicando una percentuale alla differenza tra i risultati economici d’esercizio 2019 e 2020, diminuita degli eventuali contributi a fondo perduto già riconosciuti dall’Agenzia delle entrate in base alle disposizioni emergenziali richiamate dal decreto. Il calcolo era comunque soggetto ai limiti di spesa previsti dal decreto-legge n. 73/2021.

Le aliquote erano commisurate ai ricavi o compensi indicati dall’art. 1, comma 18, del medesimo decreto-legge:

  • 30% per ricavi o compensi non superiori a 100.000 euro;
  • 20% oltre 100.000 euro e fino a 400.000 euro;
  • 15% oltre 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;
  • 10% oltre 1 milione e fino a 5 milioni di euro;
  • 5% oltre 5 milioni e fino a 10 milioni di euro.

Il contributo non spettava se l’ammontare complessivo dei contributi emergenziali già riconosciuti, tra quelli considerati per il calcolo, era pari o superiore alla differenza tra i risultati economici del 2019 e del 2020.

Dichiarazioni e termine di accesso

Per ottenere il contributo era necessario aver presentato la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 entro il 30 settembre 2021. Il beneficio non spettava se tale dichiarazione era presentata dopo il termine oppure se la dichiarazione relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 non era stata validamente presentata.

Le dichiarazioni integrative o correttive relative ai periodi d’imposta 2019 e 2020 presentate dopo il 30 settembre 2021 non rilevavano quando i dati aggiornati avrebbero determinato un contributo maggiore di quello risultante dalle dichiarazioni trasmesse entro la scadenza.

Testo integrale

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