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Legge

L.R. Puglia 23/2007

Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi e modalità di censimento di ulteriori forme di aggregazione (•) (•)

Normativa regionaleL.R. Puglia 23/2007

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina, in Puglia, criteri e procedure per riconoscere i distretti produttivi, i distretti tecnologici, transnazionali e interregionali, nonché per censire altre forme di aggregazione pubblico-private. Prevede registro regionale, nucleo promotore, protocollo d’intesa e programma di sviluppo almeno quinquennale, con competenze differenziate tra agricoltura e sviluppo economico.

Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi e censimento di ulteriori aggregazioni in Puglia

Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi in Puglia

La legge regionale disciplina, nel territorio della Puglia, il riconoscimento dei distretti produttivi e di altre forme di aggregazione tra soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di rafforzare reti di collaborazione, innovazione, sviluppo delle filiere e transizione ecologica e digitale. La disciplina oggi risultante include anche il coinvolgimento dei distretti nelle strategie regionali e nei processi decisionali pubblici.

Finalità e ambito di applicazione

La Regione Puglia utilizza questi strumenti per:

  • accrescere competitività e capacità innovativa delle imprese, anche sui mercati esteri;
  • favorire la crescita dimensionale delle imprese;
  • sostenere nuova imprenditorialità, soprattutto ad alto contenuto tecnologico;
  • promuovere complementarità e sinergie nelle filiere produttive e nei settori regionali.

È inoltre garantita la partecipazione dei distretti produttivi ai processi di formazione della decisione pubblica, anche secondo la disciplina regionale sul lobbying.

Tipologie di soggetti riconosciuti o censiti

La disciplina distingue tra diverse figure:

  • distretti produttivi, come soggetti di diritto privato che sviluppano una progettualità strategica comune coerente con le strategie regionali, inclusa la strategia di specializzazione intelligente;
  • distretti produttivi tecnologici, caratterizzati da progettualità ad elevato contenuto tecnologico e dalla presenza necessaria di soggetti impegnati in ricerca e sviluppo;
  • distretti transnazionali e interregionali, riconoscibili nei limiti della normativa eurounitaria e nazionale e previa eventuale stipula di accordi con le amministrazioni competenti;
  • ulteriori forme di aggregazione tra soggetti pubblici e privati, che la Regione censisce a fini conoscitivi.

Requisiti per il riconoscimento

Per il riconoscimento dei distretti produttivi è richiesta una significativa concentrazione di imprese, in numero non inferiore a trenta, anche non territorialmente contigue, prevalentemente con sede legale o operativa in Puglia. Le imprese devono operare nel medesimo settore produttivo, nella medesima filiera o nello stesso ecosistema industriale, oppure attuare azioni strategiche condivise.

Devono inoltre partecipare, in misura sufficiente a garantire la progettualità comune, università, associazioni di categoria e sindacali di rilevanza regionale, enti locali, aziende speciali, camere di commercio, società a partecipazione pubblica, enti del terzo settore, associazioni e fondazioni pubbliche o private, istituti tecnici superiori ed enti di ricerca pubblici e privati.

Per le ulteriori forme di aggregazione il numero minimo di soggetti coinvolti è pari a dieci, tra quelli indicati per i distretti produttivi.

Per i distretti del cibo possono essere previsti ulteriori requisiti con regolamento regionale su proposta dell’assessorato competente in materia di agricoltura.

Registro regionale e censimento

È istituito il registro regionale dei distretti produttivi pugliesi, gestito tramite piattaforma informatica e aperto alla consultazione degli interessati. Nel registro confluiscono:

  • i distretti riconosciuti all’esito dell’istruttoria;
  • i distretti già riconosciuti definitivamente in base alla previgente disciplina, purché osservino le procedure di iscrizione previste.

Sono previste sezioni specifiche per i distretti del cibo e per le ulteriori forme di aggregazione. Una deliberazione della Giunta regionale disciplina contenuti, aggiornamento, competenze di tenuta e funzionamento della piattaforma.

Procedura di riconoscimento

Ai fini del riconoscimento, i soggetti interessati costituiscono un nucleo promotore e designano un referente incaricato di presentare l’istanza.

La costituzione del nucleo avviene tramite protocollo d’intesa sottoscritto da tutti gli aderenti, corredato da un programma di sviluppo. Ogni impresa può partecipare a un solo distretto produttivo; se un’impresa già aderisce a un altro distretto, la nuova istanza è inammissibile.

La competenza amministrativa è così ripartita:

  • per i distretti del cibo, alla struttura regionale competente in materia di agricoltura;
  • per gli altri distretti produttivi e per le ulteriori forme di aggregazione, alla struttura competente in materia di sviluppo economico.

Protocollo d’intesa e programma di sviluppo

Il protocollo d’intesa deve indicare:

  • i soggetti sottoscrittori, con dati identificativi e descrizione dell’attività;
  • il soggetto referente con funzioni di mandatario;
  • l’oggetto e la progettualità strategica comune.

Devono essere allegati:

  • la delega al referente, con documento di identità del delegante;
  • le dichiarazioni sostitutive attestanti il potere di rappresentanza;
  • se la sottoscrizione è autografa, una dichiarazione del referente che le firme sono state raccolte in sua presenza.

Il programma di sviluppo deve:

  • avere durata complessiva di almeno cinque anni;
  • indicare in modo puntuale la progettualità comune e i risultati attesi per ogni annualità;
  • spiegare la coerenza con le politiche regionali di sviluppo sostenibile;
  • riportare indicatori statistici, economici e finanziari del settore;
  • descrivere azioni, progetti, tempi di realizzazione e risultati intermedi;
  • indicare costi stimati e fonti di finanziamento per ciascuna azione o progetto.

Se il riconoscimento riguarda un distretto analogo a uno già esistente, il programma deve evidenziare le specificità rispetto al distretto preesistente e le ragioni che giustificano un nuovo riconoscimento anziché l’adesione al distretto già operativo.

Regime sostanziale e utilizzo nei programmi regionali

I distretti produttivi e le altre forme di aggregazione possono essere coinvolti direttamente o indirettamente nei programmi di intervento regionali. Il loro coinvolgimento è finalizzato allo sviluppo competitivo, innovativo e occupazionale del sistema produttivo regionale, con particolare attenzione all’apertura internazionale e alla nascita di nuova imprenditorialità.

Aggiornamento e disciplina attuativa

La disciplina rinvia a deliberazioni della Giunta regionale per il funzionamento del registro e a un regolamento regionale per eventuali ulteriori requisiti dei distretti del cibo. La concreta attuazione è dunque demandata in parte ad atti amministrativi e regolamentari regionali.

Obsolescenza della disciplina

La legge è formalmente ancora vigente e risulta aggiornata nel 2024, quindi non è deprecata.

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