Cassazione Civile, Sentenza n. 32386/2021 del 08/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeProcedimento ancora pendente: non è stata pronunciata una decisione definitiva. Nella fase istruttoria si valutano elementi quali: prova del pregiudizio subito, urgenza della misura, possibilità di misure meno afflittive, e responsabilità del gestore della piattaforma. Di norma, finché non viene emessa un'ordinanza, permane lo status quo (i contenuti restano accessibili) salvo interventi cautelari d'urgenza.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Valutazione di una richiesta di oscuramento di contenuti online. Tipicamente il motivo riguarda la rimozione o il blocco di materiale ritenuto illecito o lesivo di diritti (es. diffamazione, violazione privacy, contenuti protetti da diritto d'autore, contenuti illeciti). La fase di valutazione implica l'accertamento dell'urgenza, della proporzionalità della misura rispetto al diritto alla libera espressione, dell'identità e legittimazione del richiedente e della sussistenza di elementi probatori che giustifichino l'intervento.
Norme richiamate
Direttiva 2000/31/CE (e-Commerce), articolo 14
Responsabilità limitata degli intermediari per contenuti terzi salvo che non intervengano con conoscenza effettiva del contenuto illecito; la misura di oscuramento può essere richiesta ma richiede valutazione di urgenza e proporzionalità
Costituzione Italiana, articolo 21
Tutela della libertà di manifestazione del pensiero: ogni richiesta di oscuramento deve essere bilanciata con il diritto alla libera espressione
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
Se l'oscuramento riguarda dati personali occorre valutare il diritto alla privacy e gli strumenti di tutela dei dati personali, compresa la possibilità di esercitare diritti nei confronti del titolare del trattamento
Massime di principio
- In assenza di decisione giudiziale o provvedimento amministrativo d'urgenza, lo status quo viene di norma mantenuto: i contenuti restano accessibili fino a diversa pronuncia
- La richiesta di oscuramento va valutata bilanciando il diritto alla reputazione e alla privacy con la libertà di espressione; l'intervento deve essere proporzionato e motivato
- Per ottenere misure cautelari urgenti è necessario fornire elementi probatori chiari e dimostrare il periculum in mora (pregiudizio imminente) e il fumus boni iuris (fondatezza della pretesa)
- Gli intermediari (piattaforme/ISP) godono di responsabilità limitata ma possono collaborare adottando misure tecniche se sussistono ordini legittimi o una chiara illiceità dei contenuti
- È opportuno considerare rimedi alternativi meno invasivi (rectius, rettifica, avvisi, limitazione di visibilità) prima di procedere con oscuramenti globali
- In casi che coinvolgono dati personali o diritti fondamentali è preferibile ottenere un provvedimento motivato da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa competente
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