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Legge

L.R. Toscana 57/2019

Sostegno al processo di razionalizzazione del sistema di gestione delle infrastrutture per il trasferimento tecnologico.

Normativa regionaleL.R. Toscana 57/2019Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Toscana un fondo per incentivare la razionalizzazione di società di gestione di infrastrutture per il trasferimento tecnologico e, dal 2020, anche singole società oggetto di aggregazione e società di servizi. Prevede condizioni di accesso, forme dell’intervento, regole sugli aiuti di Stato, possibilità di commutazione in partecipazione societaria e copertura finanziaria per il 2020-2022.

Sostegno alla razionalizzazione delle infrastrutture toscane per il trasferimento tecnologico

Sostegno alla razionalizzazione delle infrastrutture per il trasferimento tecnologico in Toscana

La legge disciplina, per la Regione Toscana, un intervento pubblico volto a rafforzare il raccordo tra sistema produttivo e sistema della ricerca attraverso le infrastrutture per il trasferimento tecnologico. L’obiettivo è favorire la razionalizzazione delle società che gestiscono tali infrastrutture e, successivamente, anche sostenere specifiche società oggetto di aggregazione che operano nel settore.

Finalità e ambito di applicazione

La Regione Toscana considera le infrastrutture per il trasferimento tecnologico un sistema di interesse pubblico a valenza generale, collegato alle funzioni regionali di promozione dello sviluppo economico e produttivo e di sostegno all’attività d’impresa.

Rientrano in questa nozione:

  • parchi scientifici e tecnologici;
  • incubatori di impresa;
  • laboratori di ricerca industriale;
  • laboratori di prove e test;
  • dimostratori tecnologici.

La disciplina si applica al territorio toscano e riguarda soggetti che operano in Toscana in modo esclusivo o prevalente.

Fondo per il trasferimento tecnologico: finalità e forme di intervento

Per sostenere il processo di razionalizzazione delle società di gestione delle infrastrutture è istituito un fondo per il trasferimento tecnologico, destinato a erogare incentivi economici al soggetto gestore risultante dal processo di razionalizzazione.

Il fondo può intervenire nelle seguenti forme:

  • conferimento di capitale;
  • prestito;
  • contributo a fondo perduto.

Le modalità operative e la disciplina di dettaglio sono definite con deliberazione della Giunta regionale.

Requisiti per accedere al fondo nella formulazione originaria

L’intervento del fondo è subordinato a una serie di condizioni riferite al soggetto gestore e alla compagine delle società coinvolte:

  • l’oggetto sociale del soggetto gestore deve riguardare attività idonee a razionalizzare il funzionamento delle infrastrutture toscane aggregate;
  • devono partecipare almeno tre società tra quelle indicate dalla legge, localizzate in Toscana;
  • le amministrazioni pubbliche devono permanere nella compagine societaria delle società indicate per almeno tre anni dalla data di intervento del fondo;
  • lo statuto del soggetto gestore deve consentire l’adesione di ulteriori società di gestione partecipate, organismi di ricerca pubblici, camere di commercio, enti locali e imprese;
  • lo statuto deve escludere l’adesione di società che svolgono solo servizi immateriali e di società i cui ricavi da gestione di infrastrutture, in ciascun esercizio del triennio 2016-2018, siano inferiori al 33 per cento dei ricavi complessivi, con attestazione di revisore legale.

Estensione dell’operatività del fondo alle società oggetto di aggregazione

Dal 2020 il fondo può intervenire anche a favore di singole società di gestione di infrastrutture per il trasferimento tecnologico, purché oggetto di un processo di aggregazione, operanti in Toscana in modo esclusivo o prevalente anche senza partecipazione pubblica, nonché a favore di società, sempre oggetto di aggregazione, partecipate anche parzialmente o indirettamente da amministrazioni pubbliche e operanti in Toscana in modo esclusivo o prevalente, che prestano servizi alle imprese per il trasferimento tecnologico.

Sono escluse:

  • le società che svolgono attività a favore delle imprese per il trasferimento tecnologico con ricavi, in ciascun esercizio del triennio precedente, inferiori al 25 per cento del totale;
  • le società i cui ricavi da gestione di infrastrutture, in ciascun esercizio del triennio precedente, siano inferiori al 25 per cento del totale.

L’operatività esclusiva o prevalente e il dato sui ricavi sono attestati da revisore legale; l’operatività è considerata prevalente quando almeno il 51 per cento del fatturato è realizzato in Toscana.

In questa ipotesi il fondo interviene con le stesse forme previste per il fondo originario; nel caso di conferimento di capitale, la partecipazione è di minoranza e non può superare il 40 per cento del capitale sociale, con periodo massimo di investimento di sette anni.

Regime degli aiuti di Stato

Gli incentivi economici concessi dal fondo sono erogati nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato.

In via ordinaria, sono concessi ai sensi del regolamento de minimis. Per gli incentivi previsti per le nuove fattispecie introdotte nel 2020 è possibile superare i limiti de minimis, purché vi sia notifica alla Commissione europea ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014.

Commutazione dell’intervento del fondo e restituzione

Trascorsi tre anni dall’intervento del fondo nella disciplina originaria, oppure sette anni nel caso dell’intervento esteso del 2020, la Regione valuta in alternativa alla restituzione dell’incentivo la sua commutazione in partecipazione societaria, nel rispetto della normativa sulle società a partecipazione pubblica e della disciplina regionale sulla partecipazione regionale a enti e società.

La restituzione può essere ulteriormente posticipata di un triennio se la Regione non procede alla commutazione e se continua a sussistere la condizione relativa alla permanenza delle amministrazioni pubbliche nella compagine societaria.

La commutazione non è ammessa quando l’incentivo è stato concesso come contributo a fondo perduto.

Tempistiche per l’avvio della razionalizzazione

La costituzione del soggetto gestore doveva essere deliberata da ciascuna delle società interessate entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Se tale termine non veniva rispettato, la Regione doveva impartire indirizzi per la dismissione della propria partecipazione indiretta nelle società indicate dalla norma.

Regime finanziario

Per la costituzione e l’operatività del fondo è stata autorizzata una spesa massima complessiva di 256.000 euro per l’anno 2020, imputata in parte alla spesa corrente e in parte alla spesa in conto capitale del bilancio 2020-2022.

Sono inoltre previsti oneri di gestione del fondo pari a 5.000 euro annui per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, con copertura a valere sugli stanziamenti del bilancio di previsione; per gli anni successivi la copertura è rinviata alla legge di bilancio.

Entrata in vigore e attualità della disciplina

La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana. Tuttavia, la disciplina contiene termini e riferimenti temporali ormai conclusi, soprattutto per la costituzione del soggetto gestore, per i requisiti basati sul triennio 2016-2018 e per la copertura finanziaria limitata al periodo 2020-2022.

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