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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40544/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Bruni impugnava la sentenza del Tribunale di Teramo (11/09/2023) che, nell'ambito di patteggiamento per il reato di lesioni personali stradali gravi (art. 590-bis c.p.), aveva applicato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per anni due. Il motivo di ricorso era la carenza di motivazione in relazione all'applicazione della sanzione nella misura massima/ superiore alla media edittale, lamentando l'assenza di adeguate ragioni del giudice circa la scelta della durata della sospensione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha richiamato la giurisprudenza e la sentenza della Corte costituzionale n. 88/2019 (che esclude l'automatismo della revoca della patente per tutte le ipotesi non aggravate da ebbrezza o droga e riconosce al giudice il potere di disporre la sospensione). La Corte ha censurato la motivazione del Tribunale, che si era limitato a una generica affermazione di "congruità" senza indicare le ragioni oggettive (gravità della violazione, entità del danno, pericolo di ulteriore circolazione, e i parametri previsti dall'art. 218, comma 2 c.d.s.) che giustificano una sospensione superiore alla media. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla determinazione della durata della sospensione della patente e il giudizio è stato rinviato al Tribunale di Teramo per nuovo esame su tale punto.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma sul patteggiamento: richiamata per inquadrare il procedimento con cui fu emessa la sentenza impugnata; la Corte conferma che, anche nelle sentenze di patteggiamento, è ammissibile il controllo in cassazione circa l'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie.

  • art. 222, comma 2, d.lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada)

    art. 222, comma 2, d.lgs. n. 285 del 1992

    Regola la revoca o la sospensione della patente; richiamata in relazione al potere del giudice di disporre la sospensione in alternativa alla revoca e alla necessità di motivare la durata della sospensione.

  • art. 590-bis cod. pen.

    Delitto di lesioni personali stradali gravi o gravissime: è il reato per cui è stata applicata la misura della sospensione; la gravità del fatto incide sulla valutazione del periodo di sospensione.

  • art. 589-bis cod. pen.

    Delitto di omicidio stradale: citato in riferimento alla giurisprudenza costituzionale che ha distinto le ipotesi aggravate (per le quali la revoca automatica è legittima) dalle altre, dove il giudice può scegliere la sospensione.

  • art. 218, comma 2, d.lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada)

    art. 218, comma 2, d.lgs. n. 285/1992

    Indica i parametri per la determinazione della durata della sospensione della patente: la Corte ha sottolineato che la misura va determinata secondo questi criteri (gravità, danno, pericolo), non con i criteri dell'art. 133 c.p.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena principale: la Corte ha precisato che tali criteri non sono direttamente applicabili alla durata delle sanzioni amministrative accessorie come la sospensione della patente, che vanno valutate con parametri specifici del codice della strada.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina gli effetti del patteggiamento: la Corte ha rilevato che tale disposizione non impedisce la impugnabilità in cassazione quando si censurino l'applicazione o l'omissione di sanzioni amministrative accessorie.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 88 del 19/02/2019 (depositata 17/04/2019)

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parte del regime che prevedeva la revoca automatica della patente per tutti i casi di condanna per omicidio o lesioni stradali, affermando il potere discrezionale del giudice di applicare la sospensione nelle ipotesi non aggravate.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è ammissibile anche contro la sentenza di patteggiamento quando si contesta l'applicazione o l'omessa applicazione di sanzioni amministrative accessorie.
  • La Corte costituzionale ha escluso l'automatismo della revoca della patente per tutte le condanne per reati stradali: in assenza delle aggravanti da ebbrezza o droga, il giudice può valutare la sospensione in alternativa alla revoca.
  • Se il giudice applica la sospensione della patente in misura modesta o inferiore alla media edittale, una mera enunciazione di "congruità" può essere sufficiente; se invece la durata supera significativamente la media edittale, il giudice è obbligato a motivare dettagliatamente la scelta.
  • La determinazione della durata della sospensione deve fare riferimento ai criteri specifici dell'art. 218, comma 2 c.d.s. (gravità della violazione, entità del danno, pericolo per la circolazione) e non ai criteri dell'art. 133 c.p.; pertanto le motivazioni della sanzione amministrativa accessoria sono autonome rispetto a quelle della pena principale.
  • In situazioni analoghe la difesa dovrebbe chiedere espressamente al giudice una motivazione puntuale ove la sospensione superi la media edittale; in caso di motivazione generica è possibile impugnare con successo per vizio motivazionale e ottenere l'annullamento limitato alla durata con rinvio per nuovo giudizio.

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