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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18002/2021 del 23/06/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sulla proprietà di una porzione di lastrico solare di 26 metri quadrati sita in Milano, via Beroldo 4. Tersicore chiedeva il riconoscimento della proprietà e/o l'accertamento dell'acquisto per usucapione a suo favore; i convenuti (Miniati e Acampora) contestavano e, in primo grado, i Miniati furono ritenuti acquirenti per usucapione e successivamente i Miniati cedettero il bene ad Acampora. In appello Tersicore impugnò il riconoscimento dell'usucapione sostenendo l'inidoneità del bene ad essere usucapito, l'assenza dei requisiti di possesso richiesti e che atti di Tersicore avevano interrotto il termine prescrizionale; i resistenti chiesero il rigetto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Tersicore e i ricorsi incidentali, confermando la decisione della corte d'appello che aveva riconosciuto l'acquisto della porzione di lastrico solare in capo ai Miniati per usucapione e, di conseguenza, aveva respinto le domande di Tersicore. La Corte ha ritenuto procedibile il ricorso nonostante alcune carenze formali sulla produzione della relata di notificazione, ha valutato la regolarità della motivazione della corte d'appello (soprattutto sulla valutazione probatoria riguardante la continuità, la pubblicità e la pacificità del possesso dei Miniati) e ha escluso che i lavori eseguiti dalla Tersicore nel 2003 costituissero atti interruttivi dell'usucapione, perché non idonei a privare materialmente i possessori del possesso per oltre un anno né erano atti giudiziali diretti alla privazione del possesso. Ha inoltre compensato tra le parti le spese di legittimità e liquidato spese di lite a carico della ricorrente in favore di uno dei controricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato per l'eventuale omessa pronuncia su questioni; la Corte distingue tra omessa pronuncia su eccezioni processuali e su questioni di merito e ritiene non sussistente l'omessa pronuncia rilevante ai fini di cassazione nel caso di eccezioni pregiudiziali di rito

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3,4,5)

    norme richiamate per i motivi di ricorso in cassazione (violazione di norme, omesso esame di fatto decisivo); la Corte valuta la specificità delle censure e l'ammissibilità dei motivi ex art.360

  • art. 1167 c.c.

    interpreta il requisito per l'efficacia interruttiva di atti compiuti dal proprietario: per interrompere l'usucapione l'atto deve privare materialmente il possessore del possesso per più di un anno o essere atto giudiziale; lavori squisitamente materiali e di breve durata non sono efficaci a interrompere l'usucapione

  • art. 1165 e art. 2943 c.c.

    richiamati nel quadro della disciplina dell'usucapione: l'usucapione richiede possesso continuato, pubblico, pacifico ed esclusivo per il termine previsto e il rinvio alle norme tassative sul possesso impedisce di attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli elencati dalla legge

  • art. 1126 c.c.

    utilizzato per affermare che il lastrico solare, anche se copertura di edificio altrui, è suscettibile di proprietà e quindi di usucapione

  • art. 369 c.p.c. e art. 325 c.p.c.

    richiamati in tema di produzione della copia autentica della sentenza impugnata e dei termini di notificazione del ricorso; la Corte ritiene il ricorso procedibile se risulta dalla relata del ricorso che la notificazione è stata effettuata entro termini utili rispetto alla pubblicazione della sentenza

  • d.m. n. 55 del 2014

    richiamato in relazione ai criteri di liquidazione delle spese di lite; la Corte osserva che il ricorrente non ha fornito la specificazione necessaria per contestare la liquidazione operata in sede di merito

  • art. 13, d.P.R. n. 115/2002 (come modificato dalla L. n. 228/2012)

    richiamato per l'eventuale obbligo di versamento aggiuntivo del contributo unificato in sede di cassazione da parte delle parti, se dovuto

Massime di principio

  • Il lastrico solare, pur essendo copertura di un edificio altrui, può essere oggetto di usucapione quando risulti che il possessore ha esercitato su di esso un possesso continuo, pubblico, pacifico ed esclusivo per il termine di legge.
  • Per interrompere l'usucapione non è sufficiente compiere lavori occasionali o atti materiali se questi non privano il possessore dell'effettivo possesso per più di un anno o non costituiscono atti giudiziali diretti alla privazione del possesso.
  • La valutazione della continuità, pubblicità e pacificità del possesso è questione di fatto affidata al giudice del merito; la Cassazione sindaca solo la correttezza logico-giuridica della motivazione, non la rivalutazione delle risultanze probatorie.
  • Le dichiarazioni e le condotte delle parti (missive, rimozioni di cose, posizionamento di piante, manutenzioni eseguite a proprie spese) concorrono a formare la prova del possesso 'uti dominus' se attentamente valutate nel loro insieme e nel contesto fattuale.
  • Chi impugna in cassazione deve formulare motivi specifici e pertinenti (ex art.360 c.p.c.) e, quanto a questioni procedurali come la notificazione, deve produrre o render evidente la tempestività con documenti idonei; la mancanza di specificità rende i motivi inammissibili.
  • Nel conflitto tra acquisto a titolo derivativo e usucapione prevale normalmente l'acquirente per usucapione, per cui la prova di un acquisto derivativo antecedente non necessariamente prevale sul titolo acquisito per possesso prolungato.
  • Per contestare in sede di legittimità la liquidazione dei compensi secondo i parametri del d.m. n.55/2014 è necessario specificare le prestazioni e i relativi importi per consentire il controllo della correttezza della liquidazione.

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