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Legge

L.R. Campania 5/2019

Disposizioni per la tutela dei corpi idrici della Campania, per la valorizzazione integrata sostenibile dei bacini e sottobacini idrografici e la diffusione dei Contratti di Fiume [...]

Normativa regionaleL.R. Campania 5/2019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge promuove in Campania l’uso sostenibile delle acque e la valorizzazione di bacini e sottobacini idrografici tramite i Contratti di Fiume, in coerenza con la normativa UE e nazionale. Prevede linee guida regionali, un Osservatorio dedicato, possibili contributi e una dotazione di 500.000 euro per il 2019. La disciplina è tuttora in vigore, ma alcune previsioni sono legate all’annualità 2019.

Tutela dei corpi idrici e diffusione dei Contratti di Fiume in Campania

Tutela dei corpi idrici e diffusione dei Contratti di Fiume in Campania

La legge disciplina, per il territorio della Regione Campania, strumenti e azioni per la tutela delle acque e la valorizzazione integrata e sostenibile dei bacini e sottobacini idrografici. Il fulcro è la diffusione dei Contratti di Fiume come modalità volontaria e partecipata di programmazione e gestione territoriale.

Finalità generali

La Regione promuove l’uso sostenibile delle acque interne, superficiali e sotterranee, nonché di quelle costiere e di transizione. Obiettivi centrali sono il recupero e il mantenimento della naturalità dei corpi idrici, la riqualificazione ambientale e paesaggistica e la connessa rigenerazione socioeconomica dei territori interessati, in funzione del raggiungimento e del mantenimento degli obiettivi di tutela qualitativa e quantitativa delle acque e di riduzione dei rischi naturali e antropici.

Contratti di Fiume: natura e funzione

Il Contratto di Fiume è qualificato come accordo volontario di programmazione strategica, integrata e negoziata. Serve alla tutela e corretta gestione delle risorse idriche, alla valorizzazione del bacino o sottobacino di riferimento, alla salvaguardia dal rischio idraulico e allo sviluppo locale.

Sono ricompresi nella nozione anche:

  • contratto di lago;
  • contratto di costa;
  • contratto di acque di transizione;
  • contratto di foce;
  • contratto di falda.

I Contratti di Fiume non costituiscono un nuovo livello di pianificazione, ma una modalità volontaria di gestione capace di integrare e coordinare strumenti pianificatori e interessi presenti sul territorio. Essi concorrono alla definizione e attuazione della pianificazione di distretto a scala di bacino e sottobacino, nel rispetto delle competenze degli enti, delle norme, dei piani e dei vincoli esistenti.

Partecipazione e avvio delle procedure

Possono proporre e avviare l’istituzione dei Contratti di Fiume i portatori di interessi pubblici e privati territorialmente interessati e compresi nel bacino o sottobacino idrografico.

La partecipazione è volontaria, ma l’adesione comporta l’impegno dei firmatari a rispettare quanto condiviso nell’ordinaria attività istituzionale. I soggetti interessati si organizzano in Assemblea, a seguito del lavoro di uno o più laboratori tematici e territoriali, secondo le linee guida nazionali e regionali.

Linee guida regionali e disciplina degli organi

La Regione approva linee guida per:

  • le procedure di avvio dei Contratti di Fiume;
  • la disciplina degli organi del CdF.

La previsione indica un termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della legge per l’adozione di tali linee guida.

Gli organi del CdF sono definiti come:

  • Assemblea di contratto, composta da promotori, capofila e ogni altro soggetto interessato, incluse associazioni e imprese locali;
  • Cabina di regia, composta dai rappresentanti dei soggetti istituzionali e degli altri soggetti individuati dall’Assemblea;
  • Coordinatore della Cabina di regia, individuato dal soggetto capofila, con funzione di responsabile dell’attuazione del contratto e di rappresentante istituzionale del CdF;
  • Segreteria tecnica, con le professionalità di supporto tecnico.

Intervento regionale e sostegno finanziario

La Regione promuove la programmazione strategica negoziata come modalità di gestione integrata delle politiche ambientali e territoriali a livello di bacino e sottobacino, mediante processi partecipati e concertazione tra soggetti pubblici, privati e parti sociali.

Per l’attuazione della legge la Regione può intervenire direttamente o concedere contributi, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, a favore dei soggetti che realizzano azioni e progetti previsti dai Piani d’Azione dei Contratti di Fiume. È previsto anche il finanziamento della fase preparatoria del documento strategico e del Piano d’azione.

Tra le iniziative prioritarie sono indicate quelle per:

  • abbattere i rischi da dissesto idrogeologico e migliorare la qualità delle acque;
  • tutelare il patrimonio naturalistico e gli equilibri del bacino;
  • migliorare la fruibilità delle aree e i collegamenti, preferibilmente con trasporto pubblico ecosostenibile;
  • favorire servizi compatibili con la tutela naturalistica e forme di turismo ecosostenibile;
  • sviluppare accordi con scuole e università;
  • sostenere ulteriori interventi prioritari individuati nel DEFR o nella relativa risoluzione consiliare.

In prima applicazione e in via sperimentale, se manca l’iniziativa di altri portatori di interesse, la Regione può attivare uno o più CdF, anche coordinati tra loro, assumendo il ruolo di capofila.

La Regione promuove inoltre Accordi di Programma Quadro con Ministero dell’ambiente, Distretto idrografico dell’Appennino Meridionale e altri soggetti pubblici, per coordinare risorse e interventi di tutela, risanamento, ristrutturazione, valorizzazione e bonifica utili ai Piani d’Azione dei CdF.

Strumenti di programmazione attuativa

In base all’idrografia e alla dimensione dell’ambito territoriale di riferimento, possono essere utilizzati strumenti di programmazione come:

  • Investimento Territoriale Integrato (ITI);
  • Sviluppo Locale di tipo Partecipativo (SLOP);
  • procedure volontarie di Programmazione Strategica e Negoziata (PSN).

La Regione promuove anche le attività e gli strumenti previsti dai programmi comunitari, nazionali e regionali, compresi i casi in cui essa stessa attivi i CdF in via sperimentale.

Osservatorio Regionale dei Contratti di Fiume

È istituito l’Osservatorio Regionale dei Contratti di Fiume, struttura centrale di indirizzo e coordinamento per armonizzare le procedure e facilitare le relazioni tra enti, soggetti pubblici e privati e territori interessati.

Le sue funzioni comprendono, tra l’altro:

  • affiancamento e monitoraggio;
  • gestione ed elaborazione dati;
  • percorsi formativi, di ricerca e di approfondimento;
  • proposta ed elaborazione di programmi coerenti con le linee guida nazionali e regionali;
  • collegamento con le istituzioni regionali e nazionali.

La Giunta regionale ne disciplina composizione e funzionamento. La legge indica tra i possibili componenti rappresentanti di direzioni regionali, dell’Autorità di bacino distrettuale, dell’ARPAC, del referente regionale dell’Osservatorio nazionale, esperti e uffici della programmazione unitaria.

La partecipazione all’Osservatorio è gratuita e non dà diritto a compensi, gettoni o indennità. Per lo svolgimento delle funzioni, l’Osservatorio si avvale di un ufficio e di personale della direzione generale competente in materia di difesa del suolo ed ecosistema.

Copertura finanziaria

Per le finalità della legge è autorizzata una spesa di 500.000 euro per l’annualità 2019, a valere sulla Missione 9, Programma 1, Titolo 1 del bilancio di previsione 2019-2021.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania. Le previsioni finanziarie richiamate esauriscono il loro effetto sull’annualità 2019, mentre la disciplina sostanziale dei Contratti di Fiume resta applicabile nell’ordinamento regionale.

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