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Legge

L.R. Lombardia 25/2016

Politiche regionali in materia culturale - Riordino normativo

Normativa regionaleL.R. Lombardia 25/2016

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge riordina gli interventi regionali lombardi in materia di cultura, spettacolo, biblioteche, musei, ecomusei, lingua lombarda, audiovisivo e imprese culturali. Definisce funzioni di Regione, province e comuni, programmi triennali, strumenti di finanziamento e norme transitorie. Molte disposizioni finanziarie e di programmazione del 2016 hanno efficacia storica e risultano oggi superate.

Politiche regionali in materia culturale e spettacolo in Lombardia

Politiche regionali in materia culturale e spettacolo in Lombardia

La legge disciplina, per la Regione Lombardia, il quadro organico degli interventi regionali in materia di cultura, patrimonio culturale, spettacolo e valorizzazione delle identità territoriali. Il provvedimento definisce finalità, riparto di funzioni, strumenti programmatori, sostegni finanziari e misure specifiche per beni culturali, lingua lombarda, attività culturali e settore dello spettacolo.

Finalità generali

La Regione persegue una pluralità di obiettivi: diffusione e fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale, promozione delle arti e dello spettacolo, sostegno alla creatività, all’innovazione, alla ricerca e alla professionalità culturale, tutela della proprietà intellettuale, valorizzazione di tradizioni e culture locali, cooperazione tra soggetti pubblici e privati, formazione degli operatori, volontariato culturale, integrazione con ambiente, turismo, istruzione e welfare, cooperazione istituzionale, internazionalizzazione e accessibilità delle persone con disabilità alla vita culturale.

Ambito di applicazione

La disciplina regionale riguarda la valorizzazione del patrimonio culturale lombardo, la promozione e organizzazione di attività culturali e dello spettacolo, con riferimento a:

  • beni culturali artistici, storici, archeologici, etnoantropologici, archivistici, documentari e bibliografici;
  • patrimonio culturale immateriale, anche riconosciuto dall’UNESCO;
  • biblioteche, archivi, musei, ecomusei, aree e parchi archeologici e altri istituti e luoghi della cultura;
  • siti UNESCO e altri riconoscimenti internazionali;
  • cammini e itinerari culturali;
  • attività di ricerca e tecnologia per la valorizzazione culturale;
  • patrimonio linguistico;
  • attività espositive, eventi, spettacolo dal vivo, cinema, audiovisivo e sale dello spettacolo;
  • arti performative e creatività artistica.

Riparto delle funzioni istituzionali

La Regione svolge funzioni di indirizzo, coordinamento, programmazione, controllo e monitoraggio, attua direttamente o tramite soggetti pubblici e privati le iniziative del programma triennale, sostiene gli interventi con contributi e, nel territorio della Città metropolitana di Milano, esercita specifiche funzioni amministrative in materia di sistemi bibliotecari, biblioteche, servizi culturali, sistemi museali e catalogazione.

Le province esercitano funzioni amministrative su biblioteche e sistemi bibliotecari locali, servizi culturali di rilevanza locale, sistemi museali locali e coordinamento del censimento, inventariazione e catalogazione dei beni culturali. I comuni, singoli o associati, sviluppano le attività culturali di interesse locale e curano istituzione, funzionamento e sviluppo degli istituti e luoghi della cultura di loro competenza.

Riconoscimento di istituti, luoghi della cultura e attività di rilevanza regionale

La Regione riconosce istituti e luoghi della cultura, anche inseriti in sistemi o reti, se rispettano standard di qualità relativi a forma giuridica stabile, programmazione, risorse, strutture idonee, personale adeguato, catalogazione, apertura al pubblico e rapporti con il territorio. La Giunta definisce i criteri applicativi.

La Regione individua inoltre, con procedura di evidenza pubblica, i soggetti che svolgono attività di rilevanza regionale nel settore dello spettacolo e della promozione educativa culturale; con tali soggetti può stipulare convenzioni per rafforzarne la funzione pubblica e sociale.

Programmazione regionale e strumenti attuativi

Lo strumento centrale è il programma triennale per la cultura, approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta. Esso definisce quadro conoscitivo, priorità di intervento, riferimento finanziario pluriennale, raccordo con altri piani e programmi, modalità di presentazione dei progetti integrati della cultura e interventi sperimentali.

La legge prevede inoltre la promozione di progetti integrati della cultura, di ricognizioni specifiche come l’elenco delle scuole di musica e dell’offerta formativa musicale, e di sistemi informativi culturali per catalogazione, comunicazione e pubblicazione digitale dei dati e delle risorse culturali.

Beni culturali e patrimonio immateriale

La Regione promuove salvaguardia, sicurezza, conoscenza, manutenzione, accessibilità e fruizione pubblica dei beni culturali di interesse architettonico, artistico, storico, archeologico, paesaggistico, archivistico, bibliografico e documentario. Favorisce interventi integrati, riuso culturale di immobili pubblici dismessi e accordi con Ministero, enti pubblici, università e soggetti privati.

Per il patrimonio etnoantropologico e immateriale sostiene conoscenza, individuazione, salvaguardia e valorizzazione, promuove inventari e favorisce l’iscrizione nelle liste UNESCO. La legge richiama espressamente la definizione UNESCO del patrimonio immateriale.

Biblioteche, archivi, musei, aree archeologiche, UNESCO, ecomusei e itinerari

La Regione coordina le biblioteche pubbliche, promuove reti integrate, accesso ai documenti e digitalizzazione del patrimonio librario e documentario. Per gli archivi storici sostiene la conoscenza e valorizzazione degli archivi degli enti locali e del patrimonio archivistico conservato negli istituti e luoghi della cultura.

Per i musei e i sistemi museali promuove sviluppo, qualificazione professionale, attività in rete, coordinamento con altri istituti culturali e collaborazione con lo Stato per il sistema museale nazionale. Sostiene aree e parchi archeologici, i siti regionali UNESCO, le candidature di nuovi siti e le relative azioni di conservazione, accesso e comunicazione.

Gli ecomusei sono promossi, riconosciuti e monitorati come istituzioni territoriali partecipate dalla popolazione; la legge ne valorizza la funzione di tutela dell’eredità culturale vivente e di sviluppo sostenibile. Sono inoltre promossi itinerari culturali e cammini, intesi come percorsi tematici o percorsi di fruizione del patrimonio culturale e naturale, con particolare attenzione alle radici cristiane del territorio.

Patrimonio di proprietà regionale e archivi speciali

La Regione e gli enti del sistema regionale valorizzano il proprio patrimonio culturale anche tramite accordi con istituti e luoghi della cultura e attraverso l’acquisizione di oggetti o collezioni d’arte. È previsto il ricorso alla catalogazione per integrare tali beni in sistemi di conoscenza regionali, nazionali e internazionali.

L’Archivio di etnografia e storia sociale (AESS) promuove la conoscenza, l’acquisizione, la conservazione e la fruizione di documenti visivi e sonori su vita sociale, tradizioni, lavoro, storia orale, canto e musica tradizionale, con particolare attenzione a lingua lombarda e patrimonio immateriale. L’Archivio regionale della produzione editoriale e il Centro di documentazione regionale curano la conoscenza, conservazione e fruizione del patrimonio librario e documentale regionale.

Lingua lombarda

La Regione promuove la rivitalizzazione, valorizzazione e diffusione di tutte le varietà locali della lingua lombarda come espressione di patrimonio culturale immateriale. Gli interventi comprendono attività divulgative, creazione artistica, diffusione di libri e pubblicazioni, sezioni dedicate nelle biblioteche, programmi editoriali e radiotelevisivi, ricerche sui toponimi.

È valorizzato anche il patrimonio espressivo in lingua lombarda, come teatro, musica popolare, burattini, poesia, prosa e cinema. La Regione promuove la ricerca scientifica e la digitalizzazione, anche con università e enti di ricerca. I comuni possono istituire consulte locali gratuite di esperti per sostenere tali obiettivi.

Attività culturali, innovazione, cooperazione europea e imprese

La promozione educativa e culturale include eventi, mostre, festival, convegni, concorsi e attività didattiche finalizzate alla conoscenza dei valori storici, etnografici, artistici e culturali. La Regione sostiene la valorizzazione dell’arte lombarda, delle identità territoriali, gli scambi culturali, la comunicazione digitale dell’offerta culturale, la creatività, nuove forme di fruizione, il volontariato e la partecipazione delle persone con disabilità.

Sono previste misure per l’innovazione culturale, l’internazionalizzazione e la partecipazione a programmi europei, nonché per le imprese culturali e creative, con particolare attenzione ai giovani e alla qualificazione professionale in collaborazione con università e istituti di formazione. Sono favorite anche le iniziative per le nuove generazioni e le residenze per artisti.

Spettacolo dal vivo, cinema e sale

Nel settore dello spettacolo dal vivo la Regione sostiene produzione, distribuzione e circuitazione di danza, musica e teatro, con attenzione ai soggetti che realizzano continuativamente progetti artistici di qualità.

Per le attività cinematografiche e audiovisive sostiene festival, rassegne, circuiti, produzione, catalogazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico, documentazione del patrimonio storico-artistico e paesaggistico e attività di ricerca, formazione e aggiornamento. Sostiene inoltre la ristrutturazione e l’adeguamento tecnologico delle sale e delle strutture destinate allo spettacolo; le sale e arene cinematografiche in complessi urbani con funzioni culturali, formative e ricreative sono qualificate come attrezzature di interesse generale.

Finanziamenti e fondo per la cultura

L’attuazione avviene tramite convenzioni, bandi, procedure di evidenza pubblica, accordi, protocolli e partecipazione a programmi e progetti interregionali, comunitari e internazionali. I beneficiari possono ricevere contributi in conto capitale, in conto corrente, finanziamenti agevolati e garanzie.

Il fondo per la cultura comprende risorse correnti e in conto capitale per progetti culturali, partecipazione agli enti lombardi partecipati, investimenti, fondo di rotazione e fondo di garanzia per spettacolo e imprese culturali creative. Il testo contiene però previsioni finanziarie puntuali per il triennio 2016-2018, oggi storiche e superate dalla programmazione successiva.

Clausola valutativa e monitoraggio

Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della legge e i risultati ottenuti. La Giunta trasmette ogni due anni, entro il 30 giugno, una relazione sullo stato di attuazione del programma triennale e dei progetti integrati, sul grado di raggiungimento degli obiettivi, sulle criticità e sui risultati conseguiti. La Regione rende accessibili i dati raccolti e il Consiglio pubblica gli esiti della valutazione.

Disposizioni finali, transitorie e abrogazioni

I procedimenti già avviati si concludono secondo le norme vigenti al momento dell’avvio; gli organismi già costituiti cessano secondo le regole della loro costituzione; gli strumenti di programmazione già approvati restano efficaci fino all’approvazione del programma triennale. L’atto abroga numerose leggi regionali precedenti e varie disposizioni settoriali che disciplinavano musei, biblioteche, archivi storici, spettacolo, ecomusei, patrimonio immateriale, Prima guerra mondiale, integrazione europea e altri interventi culturali.

Obsolescenza pratica

Il testo mantiene un impianto generale ancora utile come legge-quadro, ma molte parti finanziarie, programmatorie e transitorie riferite al 2016-2018 sono ormai superate. Le disposizioni storiche di copertura e allocazione di bilancio non hanno più applicazione pratica; resta invece attuale la disciplina di principio e di sistema, salvo successive modifiche normative.

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