L.R. Veneto 23/2025
La collaborazione istituzionale fra la Regione e la rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riconosce il ruolo della rete veneta degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea e disciplina la collaborazione con la Regione tramite un protocollo per un programma triennale di attività con piani annuali. Prevede ricerca, divulgazione, didattica e relazione annuale. Stanziati 70.000 euro per ciascuno degli esercizi 2025-2027.
Collaborazione istituzionale con la rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto
Collaborazione istituzionale con la rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto
La legge disciplina, per la Regione del Veneto, il rapporto istituzionale con la rete degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea collegati all’Istituto nazionale Ferruccio Parri e operanti nel territorio regionale. Il provvedimento valorizza la memoria della Resistenza e la ricerca storica come strumenti di crescita civile, culturale e democratica.
Finalità e quadro valoriale
La Regione riconosce l’esigenza di mantenere viva la memoria della Resistenza, nei suoi diversi aspetti, e dei valori che essa ha espresso nella Costituzione repubblicana: antifascismo, democrazia, libertà e pluralismo culturale. Viene inoltre affermata la necessità di promuovere la ricerca sulla storia contemporanea di luogo, in coerenza con lo Statuto del Veneto e con l’idea di identità regionale come realtà relazionale, in dialogo con la storia, con le altre comunità e con i contesti nazionale ed ევროპeo.
Ruolo della rete degli Istituti
La Giunta regionale individua nella rete degli Istituti una struttura chiamata a svolgere attività originali e necessarie di:
- ricerca scientifica;
- archiviazione e conservazione;
- divulgazione e didattica;
- collaborazione con università, scuola e altre realtà culturali.
L’ambito di lavoro riguarda la storia della Resistenza e della società contemporanea, sia come memoria rielaborata sul piano socio-culturale sia come ricerca storica fondata su fonti e interpretazioni scientifiche.
Ambiti tematici della ricerca e della divulgazione
La rete opera prevalentemente su un ampio spettro di temi storici, tra cui:
- le implicazioni politiche, sociali ed economiche del Risorgimento, la diaspora migratoria e la Grande Guerra;
- la società di massa del Novecento, il totalitarismo fascista, l’opposizione al regime e il colonialismo;
- il secondo conflitto mondiale, le leggi razziali, lo sterminio degli Ebrei e delle altre vittime di persecuzione razziale e politica, di pulizia etnica e genocidio, la Resistenza, la guerra di liberazione, la Repubblica Sociale Italiana, la nascita della Repubblica, il processo costituente e l’esodo giuliano-dalmata-istriano;
- la società pluralista, i principali snodi politici, la lotta per i diritti civili, la storia dei partiti e dei movimenti sociali, le crisi internazionali e i loro riflessi nazionali e regionali;
- il percorso di adesione e integrazione europea;
- l’individuazione dei luoghi della memoria bellica e civile e la ricostruzione delle vicende dei protagonisti e degli eventi significativi per la comunità veneta e italiana.
Programmazione degli interventi
La Giunta regionale sostiene i programmi di studio e divulgazione elaborati dalla rete, anche in collaborazione con università, istituzioni culturali e scolastiche ed enti locali. Tali programmi devono essere orientati a formare una coscienza storica critica, soprattutto nelle nuove generazioni, come presupposto per una partecipazione attiva e consapevole alla vita della comunità regionale, nazionale ed europea.
Le attività programmate possono consistere in:
- ricerca storica;
- raccolta e conservazione di documentazione archivistica tradizionale o multimediale;
- conferenze e incontri pubblici;
- pubblicazione di libri, atti e articoli;
- gestione di biblioteche specialistiche aperte al pubblico;
- organizzazione e promozione di mostre storiche;
- attività didattiche per studenti e formazione per docenti.
Strumento di collaborazione e rendicontazione
Per attuare gli interventi, la Giunta regionale è autorizzata a sottoscrivere un protocollo di collaborazione con gli Istituti, avente ad oggetto un programma triennale di attività articolato in piani attuativi annuali.
Gli Istituti devono redigere una relazione annuale sulle attività svolte e trasmetterla alla Giunta regionale. La Giunta riferisce poi alla Commissione consiliare competente in materia di cultura, illustrando i risultati conseguiti e indicando obiettivi e contenuti delle attività future. In sede di esame della relazione, la Commissione convoca gli Istituti in rete.
Copertura finanziaria
Gli oneri correnti derivanti dalla legge sono quantificati in 70.000 euro per ciascuno degli esercizi 2025, 2026 e 2027. La copertura è assicurata mediante le risorse della Missione 05, Programma 02, Titolo 1 del bilancio di previsione 2025-2027, con contestuale riduzione di pari importo del fondo previsto dall’articolo 8, comma 1, della legge regionale 27 dicembre 2024, n. 34, allocato nella Missione 20, Programma 03, Titolo 1.
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