L.R. Toscana 13/2022
Disposizioni finalizzate a favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica. Modifiche alle leggi regionali 27/2012, 65/2014, 77/2017 e 55/2021.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge rafforza la disciplina toscana sulla mobilità ciclistica: aggiorna pianificazione regionale e locale, introduce il mobility manager regionale, promuove ciclostazioni, bike sharing e interventi per la sicurezza dei ciclisti, e prevede contributi regionali per manutenzione di percorsi ciclabili. Alcune misure finanziarie sono limitate agli anni 2022-2024; la legge è in vigore in Toscana dal 6 maggio 2022.
Sviluppo della mobilità ciclistica in Toscana e modifiche a norme regionali correlate
Sviluppo della mobilità ciclistica in Toscana
La legge regionale Toscana n. 13 del 2022 interviene principalmente sulla l.r. 27/2012 per rafforzare la promozione della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, turistico e ricreativo. La disciplina risultante riguarda la pianificazione regionale e locale, le infrastrutture di supporto, il mobility management e il sostegno alla manutenzione dei percorsi ciclabili.
Finalità e obiettivi generali
La Regione Toscana afferma espressamente di perseguire lo sviluppo della mobilità sostenibile anche attraverso l’uso della bicicletta, sia per le esigenze quotidiane sia per le attività sportive e turistico-ricreative. Gli obiettivi di ripartizione modale sono demandati allo strumento di programmazione regionale previsto dalla normativa di settore.
Pianificazione regionale della mobilità ciclistica
Il piano regionale della mobilità ciclistica individua gli interventi necessari per promuovere la bicicletta nel territorio regionale e disciplina l’intero sistema ciclabile regionale.
Il piano:
- è costruito sulla base dei contenuti previsti dalla legge statale n. 2/2018;
- è redatto tenendo conto dei PUMS e dei programmi e progetti presentati dai comuni e dalla Città metropolitana;
- valorizza come dorsali della rete gli itinerari della rete ciclabile nazionale “Bicitalia”;
- è approvato con cadenza triennale secondo i termini e le modalità della legge statale.
Il piano regionale è ricompreso nel PRIIM e, in coerenza con tale strumento, deve indicare:
- gli obiettivi di ripartizione modale, con livelli percentuali minimi da raggiungere tramite la bicicletta;
- obiettivi di intermodalità con il trasporto pubblico, sia a livello regionale sia locale;
- obiettivi e strategie per riconvertire in percorsi ciclabili e ciclopedonali aree e manufatti dismessi o inutilizzati, con particolare riferimento a tratte ferroviarie e stradali, argini e alzaie, acquedotti, ponti e altri manufatti stradali.
Nella formazione del piano devono essere sentite le associazioni che promuovono specificamente l’uso della bicicletta.
Pianificazione comunale, provinciale e metropolitana
I comuni non appartenenti alla Città metropolitana di Firenze e la stessa Città metropolitana devono predisporre e adottare i biciplan come piani di settore dei PUMS, con l’obiettivo di definire strategie e azioni per aumentare l’uso della bicicletta e migliorare la sicurezza di ciclisti e pedoni.
I biciplan, definiti secondo la normativa statale, costituiscono atti di indirizzo per la programmazione pluriennale delle opere dei rispettivi enti.
La Città metropolitana di Firenze e le province definiscono interventi di pianificazione coerenti con il piano regionale e con i biciplan; inoltre, comuni, Città metropolitana e province devono assicurare la coerenza della pianificazione territoriale e urbanistica con tali strumenti.
Mobility management regionale
La Regione Toscana, in attuazione del decreto ministeriale 12 maggio 2021 sul mobility manager:
- nomina il mobility manager regionale, con funzioni di supporto professionale continuativo a decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione della mobilità sostenibile;
- adotta il piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) per il proprio personale.
Il mobility manager regionale coordina annualmente il monitoraggio di quanto attuato nel territorio regionale in materia di PSCL, anche per promuovere azioni sinergiche di incentivo della mobilità sostenibile.
Tipologie di interventi e sicurezza ciclabile
Gli interventi previsti dalla normativa regionale sulla mobilità ciclistica sono esplicitamente orientati anche alla massima sicurezza dei ciclisti.
Tra le azioni promosse figurano anche:
- servizi di bike sharing;
- interventi di riconversione e recupero di infrastrutture dismesse;
- misure riferite agli strumenti di pianificazione di livello regionale e locale.
Ciclostazioni e intermodalità
La legge rafforza la rete delle ciclostazioni, intese come centri dotati di servizi di informazione all’utenza, deposito custodito, assistenza tecnica e possibile noleggio biciclette.
I comuni sedi di aeroporti, stazioni ferroviarie, autostazioni, stazioni metropolitane e stazioni di trasporto marittimo, fluviale e lacustre devono realizzare ciclostazioni all’interno o in prossimità di tali infrastrutture.
La finalità è favorire l’intermodalità tra bicicletta e altri mezzi di trasporto.
Gestione, manutenzione e contributi regionali
Per la gestione e la manutenzione dei tracciati e percorsi ciclabili, la Regione può intervenire con contributi.
È previsto che accordi tra enti locali, e nei casi indicati con adesione della Regione Toscana, definiscano interventi coordinati, individuando anche un soggetto capofila.
La Regione è autorizzata a concedere:
- contributi per la manutenzione straordinaria dei tracciati e percorsi ciclabili;
- per i tracciati o percorsi di interesse regionale, contributi per la manutenzione ordinaria fino al 90% dei costi complessivi, se gli accordi coinvolgono, in una singola provincia, Città metropolitana o unione di comuni, tutti i comuni interessati dal tracciato.
Le modalità di concessione, erogazione, rendicontazione, revoca e restituzione dei contributi sono demandate a deliberazione della Giunta regionale.
Relazione al Consiglio regionale
La Giunta regionale trasmette al Consiglio la relazione annuale presentata al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi della legge statale n. 2/2018.
Modifiche alla disciplina urbanistica regionale
Nel contenuto necessario del piano strutturale è inserito anche l’obiettivo relativo alle infrastrutture e ai servizi finalizzati a promuovere la mobilità sostenibile, con particolare riferimento alla mobilità ciclistica.
Modifiche finanziarie e abrogazioni collegate
La legge interviene anche su disposizioni finanziarie pregresse relative alla manutenzione della rete ciclabile, aggiornando un termine e abrogando alcune previsioni non più coerenti.
È inoltre autorizzata una spesa specifica per i contributi di manutenzione ordinaria dei tracciati o percorsi ciclabili di interesse regionale:
- 260.000 euro per il 2022;
- 400.000 euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024.
La copertura è a valere sugli stanziamenti della Missione 10, Programma 05, Titolo 1 del bilancio 2022-2024.
Regime temporale e obsolescenza
La legge è stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale del 6 maggio 2022 e la disciplina finanziaria esplicitamente prevista opera per gli anni 2022-2024. Non risulta però un atto obsoleto in senso pratico, poiché contiene una disciplina ancora utile e applicabile sulla mobilità ciclistica regionale e sulle relative pianificazioni.
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