Provvedimento del 25/05/2015
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl provvedimento disciplina come l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza dati e informazioni su possibili anomalie nelle dichiarazioni relative alla rateizzazione di plusvalenze e sopravvenienze attive. Indica il contenuto delle comunicazioni, le modalità di invio al contribuente, le forme di interlocuzione tramite email e la possibilità di regolarizzare errori e omissioni con ravvedimento operoso.
Modalità di comunicazione di anomalie fiscali su plusvalenze e sopravvenienze attive rateizzate
Comunicazione di anomalie su plusvalenze e sopravvenienze attive rateizzate
Il provvedimento definisce le modalità con cui l’Agenzia delle Entrate rende disponibili al contribuente e alla Guardia di Finanza elementi e informazioni relativi a possibili irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi. L’obiettivo è favorire una comunicazione preventiva, semplificare gli adempimenti e incentivare l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari.
Ambito di applicazione
Le informazioni riguardano specifici contribuenti titolari di reddito d’impresa che abbiano optato, ai sensi degli articoli 86 e 88 del TUIR, per la rateizzazione fino a un massimo di cinque esercizi delle plusvalenze e/o sopravvenienze attive, in deroga alla tassazione integrale nell’anno di realizzo.
Le anomalie segnalate attengono alla corretta indicazione delle quote costanti da riportare in dichiarazione. In particolare, il documento mira a individuare casi in cui la quota di competenza risulti parzialmente o totalmente omessa nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2011.
Contenuto delle comunicazioni
Le comunicazioni messe a disposizione del contribuente contengono i seguenti dati:
- numero identificativo della comunicazione;
- modello di dichiarazione presentata relativa all’anno di realizzazione della plusvalenza o sopravvenienza;
- protocollo identificativo e data di invio della dichiarazione;
- ammontare complessivo della plusvalenza o sopravvenienza attiva realizzata e oggetto di rateazione;
- numero di rate scelte e importo della quota costante;
- dati della dichiarazione per il periodo d’imposta 2011 in cui la quota di competenza risulta omessa, in tutto o in parte;
- ammontare della quota di competenza omessa.
Modalità di messa a disposizione dei dati al contribuente
L’Agenzia delle Entrate trasmette la comunicazione contenente tali informazioni:
- agli indirizzi di Posta Elettronica Certificata (PEC) attivati dai contribuenti ai sensi della normativa richiamata;
- in alternativa, tramite posta ordinaria, se l’indirizzo PEC non è attivo o non risulta registrato nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC).
Interlocuzione del contribuente con l’Agenzia
Il contribuente, anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del DPR n. 322/1998, può:
- richiedere informazioni;
- segnalare elementi, fatti e circostanze non conosciuti dall’Agenzia.
La segnalazione avviene mediante invio di una email agli indirizzi di posta elettronica dell’Agenzia indicati nella comunicazione ricevuta.
Disponibilità dei dati alla Guardia di Finanza
I dati e gli elementi individuati dal provvedimento sono resi disponibili alla Guardia di Finanza tramite strumenti informatici.
Regolarizzazione tramite ravvedimento operoso
Il contribuente che abbia avuto conoscenza degli elementi e delle informazioni comunicate può regolarizzare eventuali errori od omissioni ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997. La regolarizzazione consente di beneficiare della riduzione delle sanzioni in funzione del tempo trascorso dalla violazione.
Motivazioni e raccordo con la disciplina sul ravvedimento
Il provvedimento dà attuazione all’articolo 1, comma 636, della legge n. 190/2014, che demanda al Direttore dell’Agenzia la definizione delle modalità di messa a disposizione delle informazioni al contribuente e alla Guardia di Finanza.
Le motivazioni chiariscono che:
- il sistema è volto a consentire la correzione di errori o omissioni mediante ravvedimento operoso;
- la disciplina del ravvedimento è stata riformata dalla legge n. 190/2014 per favorire la regolarizzazione spontanea con sanzioni ridotte e graduabili in base alla tempestività dell’intervento;
- la regolarizzazione è possibile anche se la violazione è già stata constatata o sono iniziate attività di controllo, purché non siano stati notificati atti di liquidazione, irrogazione sanzioni o accertamento, né siano state ricevute comunicazioni di irregolarità o esiti di controllo formale richiamati nel provvedimento.
Riferimenti normativi richiamati
Tra le principali fonti richiamate figurano:
- il D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, per le attribuzioni del Direttore dell’Agenzia;
- lo Statuto dell’Agenzia delle Entrate e il Regolamento di amministrazione;
- il DPR 29 settembre 1973, n. 600;
- il TUIR, DPR 22 dicembre 1986, n. 917;
- il DPR 10 novembre 1997, n. 442;
- il D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472;
- il DPR 22 luglio 1998, n. 322;
- il decreto dirigenziale 31 luglio 1998 sulle modalità tecniche di trasmissione telematica;
- il provvedimento del Direttore dell’Agenzia n. 79952 del 10 giugno 2009;
- la legge 23 dicembre 2014, n. 190, articoli 1, commi da 634 a 636.
Dati finali del provvedimento
Il provvedimento è emanato a Roma il 25 maggio 2015 e reca la sottoscrizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.
Testo integrale
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