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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 21830/2022 del 11/07/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di merito che aveva respinto l'opposizione della cooperativa ad avviso di addebito INPS relativo al pagamento di contributi, sanzioni e interessi per l'aliquota aggiuntiva dello 0,50% (art. 3, legge n.92/2012) per i periodi luglio, agosto e ottobre 2015. La cooperativa contestava la qualificazione dei soci come lavoratori dipendenti (e quindi l'obbligo contributivo) sostenendo autonomia delle prestazioni, diverso inquadramento contrattuale e richiedendo diverso riparto dell'onere della prova; ha poi dedotto profili di violazione delle norme sulla prova, nullità processuali e specificità del rapporto cooperativo (assunzione del rischio d'impresa ex legge n.142/2001).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Uniqacoop ritenendolo infondato o inammissibile nei diversi motivi. Ha confermato l'esame concreto operato dai giudici di merito che hanno qualificato le prestazioni dei soci come subordinate sulla base di elementi fattuali (continuità, elementarità, ripetitività, predeterminazione, utilizzo nell'organizzazione aziendale e modalità retributive proporzionali alla durata). La Corte ha inoltre ritenuto legittimo l'uso della classificazione previdenziale come elemento presuntivo e ha precisato che l'onere di provare l'erroneità dell'iscrizione nella gestione lavoratori dipendenti grava sulla cooperativa. Sono state respinte le doglianze sull'onere della prova, sull'ammissione delle prove e sulle argomentazioni relative alla peculiare natura cooperativistica. La ricorrente è stata condannata alle spese di giudizio e ai contributi di legge.

Norme richiamate

  • legge n.92/2012, art.3

    Si tratta dell'aliquota aggiuntiva dello 0,50% finalizzata al finanziamento del Fondo di solidarietà residuale; la pretesa contributiva dell'INPS riguardava il versamento di tale aliquota per i periodi indicati

  • codice civile, art.2094

    Norma sulla definizione di lavoratore subordinato; la Corte ha applicato i criteri concreti e fattuali di subordinazione (continuità, direzione/eterodirezione, modalità di retribuzione, integrazione nell'organizzazione aziendale) per qualificare i rapporti dei soci come rapporti di lavoro dipendente

  • codice civile, art.2696

    Richiama la disciplina generale dell'onere della prova; la Corte ha ritenuto che le doglianze del ricorrente in realtà sindacassero la valutazione di fatto del giudice di merito e non una violazione della regola dell'onere della prova

  • codice civile, art.2697

    Riguarda l'onere di provare i fatti che affermano l'una o l'altra parte; la Corte ha confermato che l'inquadramento previdenziale come "dipendenti" genera un valore indiziario cui la cooperativa doveva far fronte dimostrando l'erroneità dell'opzione

  • codice civile, art.2729

    Norma sulle presumptiones semplici; la Corte ha precisato i limiti di sindacato in Cassazione sulle valutazioni presuntive di fatto operare dal giudice di merito

  • codice di procedura civile, art.115

    Disciplina dei mezzi di prova non prodotti dalle parti (notorio, d'ufficio): la Corte ha escluso che i giudici di merito abbiano violato l'art.115 ravvisando invece una legittima valutazione delle prove offerte dalle parti

  • legge n.142/2001, art.1, comma 2

    Principio secondo cui la partecipazione dei soci alla gestione e l'assunzione del rischio d'impresa non escludono automaticamente, di per sé, la sussistenza di un rapporto di lavoro dipendente; la Corte ha respinto l'argomento che la sola partecipazione al rischio comporti autonomia

  • codice di procedura civile, art.360, primo comma, n.5

    Richiamato nel ragionamento sui limiti del controllo di legittimità in Cassazione: la Corte ribadisce che la censura in Cassazione non può trasformarsi in una rivalutazione dei fatti che il giudice di merito ha accertato

Massime di principio

  • La classificazione previdenziale dei lavoratori come "dipendenti" rappresenta un forte elemento presuntivo: la parte che contesta tale inquadramento deve provare l'erroneità dell'iscrizione e dimostrare elementi concreti contrari alla subordinazione
  • Per qualificare un rapporto come subordinato i giudici valutano la concreta modalità di svolgimento della prestazione (continuità, eterodirezione, utilizzo nell'organizzazione aziendale, strumenti e materiali, modalità retributive), non soltanto le dichiarazioni contrattuali formali
  • La partecipazione del socio alla gestione della cooperativa e l'assunzione del rischio d'impresa non escludono automaticamente un rapporto di lavoro subordinato; occorre valutare la realtà del rapporto lavorativo
  • In Cassazione le doglianze che si limitano a contestare la valutazione dei fatti fatta dal giudice di merito sono, di regola, inammissibili: è necessario individuare un vizio di diritto o di motivazione rilevante
  • Le istanze istruttorie e le richieste di ammissione di prova devono dimostrare rilevanza e decisività sui fatti storici: il rigetto per irrilevanza o per valutazione discrezionale difficilmente può essere ribaltato in sede di legittimità
  • Nel contenzioso contribuivo la prova del credito previdenziale resta a carico dell'INPS in senso sostanziale, ma la classificazione amministrativa operata dal datore (o dall'ente) può costituire elemento presuntivo a carico del soggetto che contesta l'inquadramento

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