Ordinanza n. 201/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del provvedimento dell’Ambasciata D’Italia a Brazzaville di rifiuto del visto d’ingresso – motivo di studio, nonché di ogni atto alla stessa preordinato, presupposto, consequenziale e connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto d'ingresso per motivi di studio adottato dall'Ambasciata d'Italia a Brazzaville
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per motivi di studio, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il testo non espone analiticamente tutti i motivi di ricorso, ma dalla motivazione dell'ordinanza emerge la contestazione della legittimità del diniego e, in particolare, della valutazione dell'Ambasciata. Il giudice ha esaminato l'applicabilità del preavviso di rigetto e la valutazione del rischio migratorio, desunto dalla contemporanea iscrizione del ricorrente presso due diversi atenei, per corsi universitari eterogenei in informatica e scienze sociali.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che la discrezionalità amministrativa in materia di visti per studio sia particolarmente ampia e sindacabile soltanto ab externo, in presenza di macroscopiche abnormità logiche, non ravvisate nella fattispecie. Ha inoltre ritenuto applicabile la disciplina introdotta dal d.l. 145/2024, convertito con modificazioni nella l. 187/2024, che esclude la necessità del preavviso di rigetto nei procedimenti in questione. La valutazione del rischio migratorio è stata considerata sorretta da un elemento obiettivo e idoneo, sul piano inferenziale, a indicare una ragionevole possibilità di abuso del titolo: la contemporanea iscrizione presso due atenei a corsi del tutto eterogenei. Il periculum non è stato specificamente esaminato o valorizzato, risultando già insussistente il fumus. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base della delibazione propria della fase cautelare, il TAR ha respinto la domanda per insussistenza del fumus boni iuris.
d.l. 145/2024, convertito con modificazioni nella l. 187/2024
Il giudice ne ha ritenuto applicabile la disciplina, nella parte in cui esclude la necessità del preavviso di rigetto nei procedimenti relativi ai visti oggetto della controversia.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In materia di diniego di visto d'ingresso per motivi di studio, la discrezionalità dell'amministrazione è particolarmente ampia e il sindacato giurisdizionale è limitato a vizi macroscopici, quali palesi abnormità o illogicità della valutazione.
- La contemporanea iscrizione di un richiedente presso due diversi atenei, per corsi universitari del tutto eterogenei, può costituire elemento obiettivo e logicamente idoneo a fondare una valutazione di rischio migratorio e di possibile abuso del titolo di studio.
- Nei procedimenti relativi ai visti d'ingresso oggetto della disciplina del d.l. 145/2024, convertito con modificazioni nella l. 187/2024, non è necessario il preavviso di rigetto.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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