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Ordinanza

Ordinanza n. 201/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del provvedimento dell’Ambasciata D’Italia a Brazzaville di rifiuto del visto d’ingresso – motivo di studio, nonché di ogni atto alla stessa preordinato, presupposto, consequenziale e connesso.

Giustizia amministrativa202514223

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto d'ingresso per motivi di studio adottato dall'Ambasciata d'Italia a Brazzaville

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per motivi di studio, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il testo non espone analiticamente tutti i motivi di ricorso, ma dalla motivazione dell'ordinanza emerge la contestazione della legittimità del diniego e, in particolare, della valutazione dell'Ambasciata. Il giudice ha esaminato l'applicabilità del preavviso di rigetto e la valutazione del rischio migratorio, desunto dalla contemporanea iscrizione del ricorrente presso due diversi atenei, per corsi universitari eterogenei in informatica e scienze sociali.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che la discrezionalità amministrativa in materia di visti per studio sia particolarmente ampia e sindacabile soltanto ab externo, in presenza di macroscopiche abnormità logiche, non ravvisate nella fattispecie. Ha inoltre ritenuto applicabile la disciplina introdotta dal d.l. 145/2024, convertito con modificazioni nella l. 187/2024, che esclude la necessità del preavviso di rigetto nei procedimenti in questione. La valutazione del rischio migratorio è stata considerata sorretta da un elemento obiettivo e idoneo, sul piano inferenziale, a indicare una ragionevole possibilità di abuso del titolo: la contemporanea iscrizione presso due atenei a corsi del tutto eterogenei. Il periculum non è stato specificamente esaminato o valorizzato, risultando già insussistente il fumus. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base della delibazione propria della fase cautelare, il TAR ha respinto la domanda per insussistenza del fumus boni iuris.

  • d.l. 145/2024, convertito con modificazioni nella l. 187/2024

    Il giudice ne ha ritenuto applicabile la disciplina, nella parte in cui esclude la necessità del preavviso di rigetto nei procedimenti relativi ai visti oggetto della controversia.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In materia di diniego di visto d'ingresso per motivi di studio, la discrezionalità dell'amministrazione è particolarmente ampia e il sindacato giurisdizionale è limitato a vizi macroscopici, quali palesi abnormità o illogicità della valutazione.
  • La contemporanea iscrizione di un richiedente presso due diversi atenei, per corsi universitari del tutto eterogenei, può costituire elemento obiettivo e logicamente idoneo a fondare una valutazione di rischio migratorio e di possibile abuso del titolo di studio.
  • Nei procedimenti relativi ai visti d'ingresso oggetto della disciplina del d.l. 145/2024, convertito con modificazioni nella l. 187/2024, non è necessario il preavviso di rigetto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

Testo integrale

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