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Decreto ministeriale

Decreto ministeriale n. 164 del 21/04/2021

Rinnovo materiale rotabile ferroviario, enti beneficiari sono le Regioni (escluse le Province autonome). Annualità dal 2021 al 2033

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti164

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto ripartisce tra le Regioni risorse complessive pari a 169.474.349,00 euro per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario destinato ai servizi di trasporto regionale. Le risorse provengono in parte dal Fondo investimenti ex legge 145/2018 e in parte dal fondo rifinanziato ex legge 208/2015, con riparto annuale dal 2021 al 2033 e quote regionali determinate secondo i criteri del D.M. 10 agosto 2017, n. 408, con verifica della quota spettante alle Regioni del Mezzogiorno. Il decreto disciplina anche tipologie ammissibili di materiale, modalità di utilizzo, erogazione e rendicontazione, vincoli di destinazione e reversibilità, nonché ipotesi di revoca delle risorse non utilizzate.

Riparto e disciplina delle risorse per l’acquisto di materiale rotabile ferroviario per il trasporto regionale

Riparto delle risorse per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario regionale

Il decreto disciplina il riparto e l’utilizzo di risorse statali destinate all’acquisto e alla riqualificazione di materiale rotabile ferroviario per servizi di trasporto regionale. La base finanziaria è costituita da risorse del Fondo investimenti istituito dall’art. 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e dal fondo ex art. 1, comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, rifinanziato dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178.

Base normativa e finalità

Il provvedimento richiama, tra l’altro, la ripartizione del Fondo investimenti operata con D.P.C.M. 11 giugno 2019, il decreto MEF 4 ottobre 2019 n. 195790 e il decreto ministeriale 10 agosto 2017, n. 408, che costituisce il parametro di riferimento per la definizione delle quote regionali. Il decreto è adottato anche alla luce dell’intesa in Conferenza permanente Stato-Regioni del 25 marzo 2021 (atto 41/CSR) e della disciplina sui rapporti finanziari con le Province autonome di Trento e Bolzano, che restano escluse dalla ripartizione.

Risorse complessive e articolazione temporale

L’art. 1 quantifica le risorse complessive in 169.474.349,00 euro. La copertura è così articolata:

  • 80.000.000,00 euro a valere sulle annualità 2021-2030 del fondo ex art. 1, comma 866, legge 208/2015, rifinanziato dalla legge 178/2020;
  • 89.474.349,00 euro a valere sulle annualità 2026-2033 del Fondo investimenti ex art. 1, comma 95, legge 145/2018.

Le annualità sono ripartite come segue: 2.000.000,00 euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022; 4.000.000,00 euro per il 2023; 10.000.000,00 euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025; 19.516.724,00 euro nel 2026; 20.365.512,00 euro nel 2027; 20.631.295,00 euro nel 2028; 21.660.130,00 euro nel 2029; 24.003.075,00 euro nel 2030; 12.011.648,00 euro per ciascuno degli anni 2031 e 2032; 11.274.317,00 euro nel 2033.

Beneficiari, soggetti attuatori e termini

I beneficiari sono le singole Regioni, a statuto ordinario e speciale. Le Regioni possono operare direttamente oppure tramite:

  • imprese affidatarie del servizio contrattualizzato dalla Regione;
  • soggetti affidatari della gestione di parchi rotabili.

Le procedure di acquisto devono sfociare in atti contrattuali stipulati a partire dalla data di efficacia del decreto e non oltre il 31 ottobre 2026. È inoltre previsto che singoli atti contrattuali possano assumere la forma di contratti applicativi di accordi o contratti quadro già in essere, oppure di ordinativi derivanti da cessione parziale o integrale di contratti già stipulati da società ferroviarie esercenti servizi della medesima tipologia.

Riparto tra Regioni

Il riparto avviene secondo le quote indicate negli allegati 2, 3, 4 e 5. Le percentuali discendono dall’applicazione dei criteri del D.M. 10 agosto 2017, n. 408, utilizzando i medesimi dati di riferimento. Per le Regioni del Mezzogiorno il decreto recepisce la verifica della quota percentuale, con eventuale rideterminazione delle quote mantenendo le proporzioni relative tra le Regioni interessate e quelle rimanenti.

L’allegato 2 espone la ripartizione complessiva 2021-2033, distinguendo tra regioni del Mezzogiorno e restanti regioni. Gli allegati 3, 4 e 5 riportano il dettaglio per annualità.

Tipologia di materiale rotabile e costi ammissibili

Il materiale acquistabile deve essere coerente con il servizio regionale o regionale metropolitano cui è destinato e rispettare i requisiti tecnici dell’allegato 1. Sono contemplate diverse tipologie di rotabili, tra cui complessi accoppiabili, articolati o ad elementi separati, carrozze doppio piano e carrozze pilota DP, carrozze a piano unico, elementi intermedi e locomotive.

Tra le caratteristiche richieste figurano, in sintesi:

  • scartamento normale o ridotto;
  • trazione diesel, elettrica, mista o ad alimentazione alternativa sperimentata;
  • accoppiabilità in multiplo;
  • per la trazione diesel, omologazione NRMM, sistemi di monitoraggio consumi, funzioni di parking e smart parking.

Gli equipaggiamenti obbligatori includono, tra gli altri, vigilanza attiva sulla condotta, protezione e controllo marcia treno compatibili con la rete, climatizzazione, WiFi, prese per ricarica biciclette elettriche, sistemi di conteggio passeggeri, localizzazione dei rotabili, informazione video e audio, citofonia di allarme e videosorveglianza interna ed esterna.

Il decreto ammette anche ulteriori equipaggiamenti, ma solo se non comportano maggiorazioni di costo non giustificate rispetto all’applicazione della normativa tecnica europea e se supportate dalla valutazione tecnica ed economica regionale.

Acquisto di ricambi, attrezzature di riqualificazione e cofinanziamento

Le somme eccedenti il costo di uno o più rotabili completi possono essere destinate, con priorità ai ricambi di scorta per il periodo post garanzia, per assicurare elevata disponibilità del servizio e continuità operativa durante gli interventi manutentivi.

Una ulteriore quota può essere destinata a ricambi per materiale rotabile e/o ad equipaggiamenti per la riqualificazione, purché il materiale abbia anzianità non superiore a tredici anni alla data di stipula dell’atto contrattuale. Se la quota assegnata a una Regione non copre il costo di un’ulteriore unità di materiale rotabile e la Regione ritiene non sostenibile il cofinanziamento necessario, l’intero ammontare può essere destinato alle forniture accessorie di cui sopra.

La copertura integrale del costo delle unità contrattualizzate resta comunque a carico della Regione, anche tramite i soggetti attuatori, salvo l’ipotesi di destinazione alternativa prevista dal comma 9 dell’art. 2.

Erogazione delle risorse

L’erogazione avviene su istanza della Regione ed è articolata in tre fasi:

  • 30% della quota di riparto, come anticipazione, dopo la stipula degli atti contrattuali;
  • 60% della quota, anche in più scaglioni non inferiori al 10% della quota, sulla base della rendicontazione progressiva dell’avanzamento delle forniture;
  • 10% a completamento delle forniture e messa in servizio del materiale rotabile, nonché accettazione delle forniture di ricambi.

L’erogazione non può superare la disponibilità annuale e può essere adeguata a eventuali riprogrammazioni del bilancio statale, comunicate dal Ministero alle Regioni. Il decreto prevede inoltre che, per le forniture contrattualizzate nei termini, le risorse possano essere erogate in un’unica soluzione al verificarsi delle condizioni previste per il saldo.

Rendicontazione e documentazione

L’art. 6 disciplina in modo dettagliato la documentazione richiesta per ogni fase. L’istanza di anticipazione deve essere trasmessa entro sessanta giorni dalla stipula dell’atto contrattuale e deve contenere, tra l’altro, dati su atti contrattuali, CUP e CIG, soggetti coinvolti, costi ammissibili, quantità e tipologia dei rotabili, requisiti tecnici e tempistica di avanzamento.

Le istanze successive richiedono la rendicontazione di almeno l’80% dell’anticipo erogato, con fatture quietanzate, atti di liquidazione e pagamento, nonché evidenza dell’avanzamento della fornitura. La domanda di saldo richiede ulteriore documentazione sull’ultimazione delle forniture, sull’accettazione dei ricambi, sulla messa in servizio, sui vincoli di destinazione e reversibilità e sull’apposizione del pannello informativo.

Entro novanta giorni dal saldo va trasmessa la documentazione di completamento con un prospetto riepilogativo delle fatture non ancora prodotte, delle autorizzazioni di messa in servizio e degli atti regionali di pagamento.

Revoca delle risorse non utilizzate

Le risorse non utilizzate entro il termine per la stipula degli atti contrattuali sono revocate. Sono inoltre revocate:

  • le economie non riutilizzate entro sei mesi dalla messa in servizio, mediante nuovo atto contrattuale per le medesime finalità;
  • le anticipazioni per cui non siano presentate ulteriori istanze di rendicontazione entro quindici mesi;
  • le risorse oggetto di rendicontazione se manca la documentazione richiesta.

Le somme revocate devono essere restituite al bilancio dello Stato entro sessanta giorni dalla comunicazione di avvio della revoca. Le risorse revocate presenti sullo stato di previsione del Ministero, anche in conto residui non perenti, possono essere riutilizzate per successivi riparti con le medesime finalità.

Vincoli di destinazione e reversibilità

Il materiale rotabile acquistato o riqualificato, nonché i ricambi di scorta, sono vincolati esclusivamente ai servizi di trasporto ferroviario regionale della Regione assegnataria. È inoltre previsto un vincolo di reversibilità: la proprietà resta in capo alla Regione, al soggetto da essa designato o al nuovo affidatario, purché sia garantita la reversibilità a favore della Regione previa corresponsione del valore residuo, calcolato secondo i criteri dell’Autorità di regolazione dei trasporti (delibera 11 novembre 2019, n. 154, allegato A, misura 9), al netto dell’eventuale quota di contributo pubblico non ammortizzata.

Ulteriori risorse pubbliche, pubblicità del finanziamento e disciplina UE

L’eventuale utilizzo di ulteriori risorse pubbliche per le medesime finalità sarà disciplinato con nuovo decreto ministeriale, eventualmente mantenendo le procedure e condizioni del presente atto.

Il decreto impone anche un obbligo di pubblicità: ogni rotabile o complesso ferroviario acquistato o riqualificato deve recare un pannello con la dicitura che richiama il finanziamento statale del Fondo investimenti ex legge 145/2018 e le risorse statali ex legge 178/2020, da collocare secondo le modalità indicate.

Infine, in coerenza con il regolamento (UE) n. 1370/2007 e successive modifiche, i corrispettivi dei contratti di obbligo di servizio pubblico, anche vigenti, non comprendono le compensazioni per l’ammortamento delle forniture finanziate dal decreto né i relativi oneri finanziari.

Efficacia

Il decreto acquista efficacia dalla data di comunicazione alle Regioni dell’avvenuta registrazione presso gli organi di controllo.

Punti principali

Oggetto e copertura finanziaria

Il decreto definisce modalità e procedure per l’impiego di 169.474.349,00 euro destinati al rinnovo del materiale rotabile ferroviario per servizi regionali. La copertura è assicurata da 80.000.000,00 euro sul fondo ex art. 1, comma 866, legge 208/2015, rifinanziato dalla legge 178/2020, e da 89.474.349,00 euro sul Fondo investimenti ex art. 1, comma 95, legge 145/2018.

Riparto tra Regioni e criteri utilizzati

Le risorse sono ripartite alle singole Regioni secondo le quote riportate negli allegati 2, 3, 4 e 5. Il riparto utilizza i criteri del D.M. 10 agosto 2017, n. 408, con i medesimi dati di riferimento, e tiene conto della verifica della percentuale riservata alle Regioni del Mezzogiorno, nel rispetto della disciplina richiamata e dell’intesa in Conferenza Stato-Regioni del 25 marzo 2021 (atto 41/CSR).

Modalità di impiego delle risorse

Le Regioni sono beneficiarie dirette delle risorse e possono operare direttamente o tramite imprese affidatarie del servizio o soggetti affidatari della gestione dei parchi rotabili. Gli atti contrattuali devono essere stipulati dalla data di efficacia del decreto e comunque non oltre il 31 ottobre 2026, salvo alcune eccezioni previste per forniture accessorie.

Spese ammissibili, vincoli e requisiti tecnici

Le risorse finanziano l’acquisto di nuovo materiale rotabile ferroviario e, in presenza di eccedenze o insufficiente copertura per un’unità completa, possono essere destinate a ricambi di scorta, attrezzature di riqualificazione ed equipaggiamenti. Il materiale deve rispettare i requisiti tecnici dell’allegato 1; l’IVA è ammissibile solo se effettivamente e definitivamente sostenuta e non recuperabile; non sono ammissibili spese amministrative di gara o contratto né spese manutentive.

Erogazione, rendicontazione e revoca

L’erogazione avviene per il 30% a titolo di anticipazione, per il 60% in progressione di avanzamento e per il 10% a saldo, su istanza regionale e con documentazione dettagliata. Il decreto prevede termini stringenti per la trasmissione delle istanze e per la rendicontazione, nonché cause di revoca delle somme non utilizzate o non correttamente rendicontate, con obbligo di restituzione al bilancio dello Stato.

Come è indicizzato

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