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Legge

L.R. Liguria 25/2011

Norme urgenti in materia di passaggio al digitale terrestre

Normativa regionaleL.R. Liguria 25/2011Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge ligure disciplina, in via urgente, i titoli necessari per installare o modificare impianti di teleradiocomunicazione per la radiodiffusione televisiva digitale. Prevede tre regimi in base alla potenza irradiata (comunicazione, SCIA o autorizzazione comunale), con intervento del Comune e di ARPAL e rispetto dei limiti nazionali e regionali sulle emissioni.

Disciplina urgente delle autorizzazioni per impianti di teleradiocomunicazione per il passaggio al digitale terrestre in Liguria

Disciplina urgente per il passaggio al digitale terrestre

La legge regionale della Liguria interviene per agevolare il passaggio della radiodiffusione televisiva terrestre dal sistema analogico a quello digitale. La disciplina riguarda le autorizzazioni per l’installazione di nuovi impianti o la modifica di impianti esistenti di radiodiffusione televisiva in tecnica digitale, ferma restando l’osservanza dei limiti, valori e obiettivi di qualità sulle emissioni elettromagnetiche previsti dalla normativa nazionale e regionale.

Ambito applicativo e criteri generali

La norma si applica agli impianti di teleradiocomunicazione nel territorio regionale ligure, distinguendo il titolo abilitativo in base alla potenza massima irradiata in singola antenna e alla tipologia dell’intervento. Il sistema è strutturato per semplificare il passaggio al digitale terrestre, ma non deroga alle prescrizioni ambientali e sanitarie sulle emissioni elettromagnetiche.

Regime della comunicazione

Per i nuovi impianti con potenza massima irradiata in singola antenna non superiore a 7 watt, nonché per la modifica di impianti esistenti anche al di sopra di 7 watt quando l’intervento comporta solo la variazione della frequenza o la riduzione della potenza installata, è sufficiente una comunicazione al Comune territorialmente competente e all’ARPAL, da rendere contestualmente all’attivazione dell’impianto.

La comunicazione deve includere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con:

  • dati dell’impianto;
  • frequenza;
  • potenza irradiata dall’antenna;
  • localizzazione;
  • attestazione dei requisiti previsti dalla legge;
  • dichiarazione di rispetto del limite di esposizione e del valore di attenzione di cui al d.p.c.m. 8 luglio 2003.

Regime della SCIA

Per i nuovi impianti con potenza massima irradiata in singola antenna superiore a 7 watt e non superiore a 20 watt, nonché per le modifiche di impianti esistenti che non rientrano nel regime della comunicazione, è richiesta la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), da presentare al Comune competente e all’ARPAL.

La SCIA deve contenere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con i dati essenziali dell’impianto, i requisiti richiesti e il rispetto dei limiti di esposizione e di attenzione previsti dal d.p.c.m. 8 luglio 2003. Deve inoltre essere corredata dalla documentazione prevista dalla normativa nazionale e regionale applicabile. L’ARPAL effettua le verifiche di competenza entro 60 giorni dalla ricezione della SCIA.

Regime autorizzatorio ordinario

Per i nuovi impianti di teleradiocomunicazione con potenza massima irradiata in singola antenna superiore a 20 watt, è necessario il rilascio di un’autorizzazione da parte del Comune territorialmente competente. Il procedimento segue le regole dell’articolo 27 della legge regionale ligure 6 giugno 2008, n. 16, in materia di attività edilizia, e le relative modifiche successive.

Autorità coinvolte e controlli

Nel sistema delineato dalla legge sono coinvolti il Comune territorialmente competente e l’ARPAL. Il Comune riceve la comunicazione o la SCIA, oppure rilascia l’autorizzazione nei casi più rilevanti; l’ARPAL svolge le verifiche di competenza sulla SCIA entro il termine di 60 giorni.

Decorrenza e attualità della disciplina

La legge è collegata a una fase emergenziale di passaggio al digitale terrestre, riferita all’anno 2011. Pur formalmente recando una disciplina ancora descritta nel testo consolidato, il suo contenuto appare oggi legato a un’esigenza transitoria e storicamente conclusa, con limitata utilità applicativa attuale.

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