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Legge

L.R. Sardegna 13/2002

Interventi per i danni provocati dalla siccità 2001 e 2002 e dalle gelate dell'inverno 2001 e 2002

Normativa regionaleL.R. Sardegna 13/2002Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge autorizza stanziamenti straordinari per indennizzare i danni causati dalla siccità 2001-2002 e dalle gelate dell’inverno 2001-2002 in Sardegna. Prevede contributi per imprenditori agricoli, piccole aziende e consorzi di bonifica, con limiti massimi per azienda, esclusione in presenza di assicurazioni agevolate e attuazione subordinata all’autorizzazione UE. È collegata a spese e mutui con effetti finanziari concentrati nel periodo 2002-2017.

Interventi straordinari per i danni da siccità 2001-2002 e gelate in Sardegna

Interventi straordinari per siccità e gelate in Sardegna

La legge disciplina un pacchetto di misure urgenti, limitate alla Regione autonoma della Sardegna, per fronteggiare i danni provocati dalla siccità del 2001 e 2002 e dalle gelate dell’inverno 2001 e 2002. Il provvedimento prevede aiuti alle aziende agricole danneggiate, contributi ai consorzi di bonifica e una specifica copertura finanziaria.

Finalità e ambito di applicazione

L’intervento è destinato a compensare le gravi conseguenze degli eventi calamitosi che hanno interessato l’intero territorio regionale. La legge opera quindi in relazione a danni verificatisi in Sardegna e connessi a quelle specifiche annualità e calamità.

Contributi per la ricostituzione dei capitali di conduzione

L’amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale per ricostituire i capitali di conduzione a favore di:

  • coltivatori diretti;
  • imprenditori agricoli titolari di pensione derivante da attività agricola;
  • imprenditori agricoli a titolo principale.

Il beneficio spetta alle aziende che, a causa delle avversità atmosferiche, abbiano subito un danno pari almeno al:

  • 20% della produzione normale nelle zone svantaggiate;
  • 30% nelle altre zone.

La soglia va calcolata confrontando la produzione lorda della coltura danneggiata con la produzione lorda media delle tre annate precedenti, escludendo eventuali anni in cui si siano verificati altri eventi dannosi. La misura del contributo è finalizzata, nei limiti compatibili con gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato in agricoltura, al risarcimento integrale del danno ed è determinata con parametri per singola coltura, differenziati per aree territoriali e in funzione del danno effettivo.

Indennizzo per mancata coltivazione nelle zone irrigue

Sono previsti contributi in conto capitale anche per le aziende ricadenti nei comprensori di bonifica, sempre a favore dei medesimi soggetti agricoli indicati dalla legge, quando non abbiano potuto coltivare per mancanza di acqua di irrigazione, totale o parziale, secondo l’ordinanza del Commissario straordinario per l’emergenza idrica.

L’aiuto è riconosciuto a condizione che l’azienda abbia subito una perdita di produzione non inferiore al:

  • 20% nelle zone svantaggiate;
  • 30% nelle altre zone.

Estensione alle piccole aziende agricole

Le misure di cui agli articoli relativi ai contributi per danno e mancata coltivazione sono estese, entro un tetto complessivo massimo di 13 milioni di euro, ai titolari di imprese agricole qualificabili come piccole aziende e non ricompresi nelle categorie ordinarie beneficiarie.

Sono considerate piccole le aziende capaci di assorbire da 0,5 a 1 ULU.

Limiti massimi degli aiuti per singola azienda

I contributi non possono superare:

  • 50.000 euro per singola azienda;
  • 100.000 euro per le cooperative di conduzione e per le altre società considerate imprenditori a titolo principale dalla normativa richiamata.

Semplificazione procedurale

L’accesso agli aiuti avviene mediante autocertificazione ai sensi del DPR n. 445 del 2000. La dichiarazione deve attestare:

  • l’ammontare del danno subito;
  • l’ubicazione dell’azienda agricola nel territorio della Sardegna.

Contributi ai consorzi di bonifica

Per gli anni 2001 e 2002 la Regione è autorizzata a concedere un contributo ai consorzi di bonifica per concorrere alle spese di mantenimento degli impianti consortili, rese più onerose dalla siccità e dalla riduzione delle disponibilità idriche.

Le risorse vanno ripartite tra i diversi consorzi in relazione alla effettiva disponibilità d’acqua registrata negli anni 2001 e 2002. Per tale intervento è prevista una spesa di 5 milioni di euro per il 2002.

Misura degli aiuti, esclusioni e rapporti con le assicurazioni

L’importo complessivo degli aiuti non può superare il danno effettivamente subito a causa delle calamità. Inoltre:

  • dalle somme spettanti si detrae quanto percepito in forza di regimi assicurativi;
  • non sono concessi aiuti in presenza di assicurazione agevolata.

Direttive attuative e autorizzazione europea

Le direttive di attuazione sono emanate dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di agricoltura e sentita la Commissione consiliare competente.

L’attuazione concreta degli aiuti è subordinata all’approvazione della Commissione europea oppure al decorso del termine di due mesi previsto per l’esame degli aiuti.

Copertura finanziaria e periodo di spesa

La legge autorizza uno stanziamento complessivo di 250 milioni di euro. Gli oneri sono valutati in:

  • 250 milioni di euro per l’anno 2002;
  • 20.511.521 euro per ciascuno degli anni dal 2003 al 2017.

La copertura per il 2002 deriva in parte da recuperi di crediti verso operatori agricoli e in parte dalla contrazione di mutui; per gli anni successivi è prevista la copertura tramite variazioni di bilancio e leggi di bilancio annuali. Il rimborso dei mutui decorre dal 1° gennaio 2003.

Valutazione di obsolescenza

La disciplina è oggi sostanzialmente esaurita sotto il profilo applicativo, perché riferita a eventi calamitosi specifici del 2001-2002 e a una copertura finanziaria con effetti conclusi entro il 2017. Rimane rilevante solo come testo storico o per eventuali questioni pregresse.

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