R.R. Puglia 12/2003
Regolamento regionale per la ricollocazione e per la mobilità del personale appartenente all'area dirigenziale medica e veterinaria a seguito di processi di ristrutturazione(•)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeRegolamento della Regione Puglia, emanato nel 2003, che disciplina le procedure di ricollocazione interna, mobilità esterna e, solo in ultima istanza, collocazione in disponibilità del personale dirigente medico e veterinario in esubero per processi di ristrutturazione. Impone alle aziende sanitarie la rideterminazione delle dotazioni organiche entro 90 giorni. È oggi superato/implicitamente abrogato dal regolamento regionale n. 27/2012.
Ricollocazione e mobilità dei dirigenti medici e veterinari in caso di ristrutturazione delle aziende sanitarie pugliesi
Ricollocazione e mobilità del personale dirigente medico-veterinario in Regione Puglia
Il regolamento disciplina, per la Regione Puglia, le procedure da seguire quando processi di ristrutturazione determinano esuberi nell’area dirigenziale medica e veterinaria delle aziende sanitarie ed enti del comparto. L’obiettivo è rendere uniformi, imparziali e trasparenti le operazioni di ricollocazione, privilegiando la sistemazione del personale nell’ambito dell’organizzazione sanitaria regionale.
Ambito di applicazione e finalità
La disciplina riguarda i dirigenti medici e veterinari dipendenti delle aziende sanitarie ed enti del comparto pugliesi, coinvolti in processi di ristrutturazione della rete o delle strutture sanitarie. Il regolamento si fonda sul quadro normativo statale e contrattuale richiamato, e si colloca nell’ambito delle procedure di gestione delle eccedenze di personale.
Quadro di riferimento e coordinamento con la contrattazione
Il testo richiama come basi normative principali:
- l’art. 3, comma 4, della legge n. 405/2001, in tema di riordino della rete ospedaliera e riassorbimento prioritario degli esuberi;
- gli artt. 33 e 34 del d.lgs. n. 165/2001, sulla gestione delle eccedenze;
- l’art. 31 del CCNL 5 dicembre 1996;
- l’art. 39, comma 8, del CCNL 8 giugno 2000.
È inoltre prevista la possibilità di adeguare il regolamento all’eventuale perfezionamento dell’accordo integrativo nazionale richiamato in materia di mobilità per eccedenze.
Adempimenti preliminari delle aziende sanitarie
Entro 90 giorni dall’adozione del provvedimento regionale sui criteri per la definizione delle dotazioni organiche conseguenti ai processi di ristrutturazione, ogni azienda sanitaria deve adottare una deliberazione di rideterminazione della dotazione organica, previa intesa con le organizzazioni sindacali in sede di contrattazione integrativa aziendale.
La deliberazione deve indicare:
- le unità operative confermate, dismesse, riconvertite e di nuova istituzione, con sedi e tempi di attuazione;
- per ciascuna unità operativa, la dotazione organica risultante dal provvedimento regionale, distinguendo:
- posti coperti confermati;
- posti coperti in eccedenza per depotenziamenti o disattivazioni, anche parziali;
- posti coperti e in eccedenza utilizzabili per servizi domiciliari a favore di malati cronici e terminali;
- posti vacanti confermati e disponibili, escludendo quelli già oggetto di procedura concorsuale in corso o giunta alle prove d’esame;
- posti vacanti o che si renderanno vacanti entro 1 anno;
- posti vacanti di nuova istituzione per potenziamenti, attivazioni o riconversioni.
In prima applicazione, per 1 anno, i posti indicati ai numeri 3), 4), 5) e 6) sono riservati prioritariamente alla ricollocazione interna e, in subordine, alla mobilità conseguente ai processi di ristrutturazione.
Le unità operative, aree e discipline devono essere indicate secondo la denominazione principale della tabella A del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modificazioni. Le deliberazioni devono essere trasmesse immediatamente all’ufficio regionale competente per il controllo, il coordinamento delle operazioni e le verifiche di corretta applicazione, oltre che alle organizzazioni sindacali aziendali firmatarie del CCNL.
Ordine delle procedure e priorità di utilizzo
La regolamentazione stabilisce un ordine tassativo delle operazioni, finalizzato a evitare, ove possibile, la dichiarazione di eccedenza del personale. Occorre esperire ogni utile tentativo di ricollocazione anche in discipline equipollenti o affini.
L’ordine delle procedure è il seguente:
- ricollocazione interna all’azienda;
- mobilità esterna;
- collocazione in disponibilità.
La dichiarazione di eccedenza può intervenire solo dopo l’infruttuoso espletamento della ricollocazione interna e prima dell’eventuale attivazione delle fasi successive.
Regole particolari per i dirigenti sindacali
Per i dirigenti sindacali richiamati dal contratto collettivo, la ricollocazione interna conseguente al conferimento del nuovo incarico deve essere espressamente accettata dall’interessato, previo nulla osta dell’organizzazione sindacale di appartenenza. Questa regola non si applica se la struttura interessata viene disattivata.
Decorrenza e regime temporale
Le disposizioni operano nell’ambito dei processi di ristrutturazione e prevedono una specifica disciplina transitoria di 1 anno per l’utilizzo prioritario di alcuni posti vacanti e vacanti a breve scadenza. Il testo è del 2003 e, secondo l’annotazione fornita, risulta implicitamente abrogato dal regolamento regionale n. 27/2012, che ha sostituito la disciplina in materia.
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