Cassazione Civile, Sentenza n. 10868/2021 del 23/04/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente contestava la legittimità del sistema organizzativo del turno di disponibilità cui era addetto, che prevedeva la comunicazione del turno di servizio con un preavviso minimo di sei ore. Sosteneva che tale meccanismo violasse norme amministrative e principi civilistici (art. 10 R.d. n. 2328/1923; art. 6 d.P.R. n. 1372/1971; artt. 1175 e 1375 c.c.) e cagionasse danno non patrimoniale per l'incidenza negativa sulla vita sociale e familiare, richiedendo quindi risarcimento
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibili i primi due motivi per carenza documentale e per voler ottenere un nuovo esame del merito: il ricorrente non ha prodotto in modo completo i contratti collettivi, accordi e circolari su cui fondava le doglianze (violazione dell'art. 366 c.p.c.), impedendo alla Corte di verificare ex actis le allegazioni. Quanto al terzo motivo (danno non patrimoniale), la Corte ha ritenuto infondata la censura perché il ricorrente non ha fornito allegazioni e prove specifiche circa la natura, le caratteristiche e il nesso causale del danno lamentato; la giurisprudenza richiede una concreta allegazione del pregiudizio per riconoscere risarcimento. Perciò il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità
Norme richiamate
R.D. n. 2328 del 1923
Il ricorrente richiamava questa norma per censurare il sistema di turnazione; la Corte di Cassazione ha però rigettato il motivo relativo alla disciplina richiamata per inammissibilità processuale, non potendo verificare la corretta applicazione per carenza di documenti prodotti
d.P.R. n. 1372 del 1971
La questione dell'applicabilità di tale norma (riferita dal datore al personale di stazione) è stata oggetto di contestazione, ma la Cassazione non ha esaminato nel merito per ragioni procedurali; in sede di appello la Corte territoriale ha ritenuto prevalente la valutazione complessiva della disciplina contrattuale
Codice Civile
Rinvocate in relazione ai principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione del rapporto di lavoro; la Cassazione ha osservato che la valutazione della legittimità deve confrontarsi con l'insieme della disciplina contrattuale, e che l'accertamento del danno richiede allegazioni specifiche
Codice Civile
Richiamati con riferimento alla responsabilità, liquidazione del danno e onere della prova; la Corte ha ribadito che grava sul lavoratore l'onere di allegare e provare l'esistenza, la natura e il nesso causale del danno
Costituzione
Invocata dal ricorrente per la tutela della vita sociale e familiare; la Corte ha ricordato che la mera violazione contrattuale non comporta automaticamente il risarcimento del danno non patrimoniale senza prova specifica del pregiudizio
d.P.R. n. 115 del 2002
La Corte ha attestato la sussistenza dei presupposti processuali per l'eventuale versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla norma
C.C.N.L. Attività Ferroviarie
Richiamato dalle parti in ordine alla disciplina dei turni e dei riposi; la Corte di merito ha valutato la disciplina collettiva nel suo complesso ritenendo che il disagio del preavviso fosse compensato dalla disciplina sui riposi, ma la Cassazione non ha potuto valutare integralmente le pretesi violazioni per carenza di produzione dei testi
C.C.N.L. Aziendale
16.4.2003, artt. 14 e 34 (punto 8.4.1)
Richiamato come norma aziendale pertinente: la Corte territoriale l'ha ritenuto parte del quadro complessivo che giustifica l'organizzazione dei turni; la Cassazione ha censurato l'omessa produzione integrale in sede di ricorso
Circolari Trenitalia
25.1.1981 (art. 10) e 20.3.1968
Citazioni richiamate dal ricorrente come fonte regolamentare interna; la mancata produzione integrale ha reso impossibile alla Corte di esaminare la violazione lamentata
Accordo sindacale
Invocato dal ricorrente come norma integrativa della disciplina dei turni; anche questo atto non è stato prodotto integralmente in cassazione e perciò non ha potuto essere valutato
Massime di principio
- Per impugnare efficacemente in Cassazione questioni fondate su contratti collettivi o accordi aziendali è necessario depositare i testi integrali o riprodurre le norme chiave nel ricorso e richiedere l'acquisizione del fascicolo di merito; la mancata produzione può rendere il motivo inammissibile
- Il giudizio di legittimità può ritenere non decisivo il mero riferimento a una presunta violazione normativa se, in sede di merito, la disciplina complessiva (es. compensazioni tramite riposi) giustifica l'organizzazione del lavoro
- Il riconoscimento del danno non patrimoniale per violazioni contrattuali non è automatico: il lavoratore deve allegare e provare specificamente la natura, le caratteristiche e il nesso causale del pregiudizio subito
- La Corte valuta l'insieme delle norme applicabili (normativa amministrativa, contrattuale e accordi interni) e può escludere l'illegittimità se il meccanismo contrattuale complessivo prevede misure compensative
- Tentare di ottenere in Cassazione una nuova valutazione di merito senza aver posto elementi decisivi e documenti in grado di consentire il controllo ex actis espone il ricorrente al rigetto per inammissibilità
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