L.R. Marche 8/2025
Interventi a sostegno della famiglia, della genitorialità e della natalità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina, per la Regione Marche, un sistema organico di sostegni alla famiglia, alla natalità, alla genitorialità e alle famiglie fragili: programmazione triennale, consulta e cabina di regia, contributi, voucher, sportelli e centri per la famiglia, misure su bigenitorialità, adozioni, conciliazione e imprese family friendly. Prevede anche abrogazioni di leggi regionali pregresse e stanziamenti solo per il 2025-2026.
Interventi regionali a sostegno della famiglia, della genitorialità e della natalità nelle Marche
Interventi a sostegno della famiglia, della genitorialità e della natalità nelle Marche
La legge regionale Marche 29 maggio 2025, n. 8 istituisce un quadro organico di politiche familiari, rivolto al sostegno della famiglia, della natalità, della genitorialità e delle situazioni di fragilità. La disciplina opera esclusivamente nel territorio della Regione Marche e si fonda su programmazione triennale, coordinamento istituzionale e collaborazione con enti locali, consultori, terzo settore e altri soggetti sociali ed economici.
Finalità e obiettivi generali
La Regione riconosce e valorizza la famiglia come soggetto sociale centrale, promuovendone i diritti e i compiti di cura, educazione e tutela dei figli. Gli obiettivi comprendono il sostegno alla natalità, alla maternità e paternità responsabili, alla libertà educativa, alla conciliazione vita-lavoro, alla prima infanzia, alle reti di famiglie, al caregiver, al turismo familiare, alla cura domiciliare dei minori prematuri o con criticità cliniche e al supporto delle coppie con problemi di infertilità.
Sono inoltre previste azioni per:
- rimuovere ostacoli economici, sociali e culturali alla nascita, all’adozione e alla vita familiare;
- prevenire situazioni di disagio, povertà ed esclusione sociale;
- sostenere la vita fin dal concepimento e offrire supporti per evitare interruzioni di gravidanza dovute a difficoltà rimovibili;
- tutelare il diritto del minore alla famiglia tramite affido e adozione;
- promuovere la cultura dell’infanzia, la solidarietà tra generazioni e la formazione degli operatori sulle politiche familiari.
Programmazione degli interventi e governance
La legge prevede un programma triennale degli interventi, approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, sentita la Commissione competente e la Consulta regionale per la famiglia. Il programma resta efficace fino all’approvazione del successivo e deve indicare obiettivi, modalità di intervento, priorità, strutture coinvolte e risorse complessive ripartite tra gli interventi.
Per il coordinamento è istituita la Cabina di regia per le politiche familiari, composta da Presidente della Giunta o delegato, assessore competente e altri assessori interessati, nonché dirigenti delle strutture regionali e dell’Agenzia regionale sanitaria competenti. La Cabina:
- coordina gli interventi regionali;
- sostiene iniziative a favore della famiglia;
- promuove indagini e monitoraggi;
- redige annualmente una relazione sulla famiglia con la Consulta;
- cura informazione e sensibilizzazione;
- raccoglie segnalazioni e proposte della Consulta e degli iscritti all’elenco regionale;
- mette a disposizione delle famiglie, anche tramite portale, informazioni su politiche, servizi, agevolazioni e bandi.
Associazionismo familiare, Consulta e partecipazione
La Regione valorizza gli enti e le associazioni iscritti in un elenco regionale; la Giunta disciplina le modalità di iscrizione e la struttura competente in materia di famiglia tiene l’elenco. Sono valorizzate le realtà che promuovono mutuo aiuto, solidarietà intergenerazionale e interculturale, formazione dei genitori, vita di coppia, bigenitorialità, accoglienza per famiglie adottive e sostegno a famiglie con bambini prematuri o con esigenze particolari.
È istituita la Consulta regionale per la famiglia, organo propositivo e consultivo sulle politiche familiari. Tra le sue funzioni figurano:
- proposte e osservazioni sul programma triennale;
- monitoraggio, verifica e valutazione degli interventi;
- rapporti periodici sullo stato di attuazione della legge;
- studi, seminari e convegni;
- indagini e ricerche sui problemi familiari;
- Valutazione di impatto familiare (VIF) sugli atti di Consiglio e Giunta che riguardino anche indirettamente la famiglia.
La Consulta è composta da rappresentanti politici e tecnici regionali, dagli enti e associazioni iscritti, dal Garante regionale dei diritti della persona, dai Comuni, dagli ATS, dai consultori pubblici, dalla Commissione pari opportunità, dalla Consulta disabilità e dalla Confederazione dei consultori privati. Dura fino alla scadenza della legislatura e i componenti hanno diritto al solo rimborso spese di viaggio.
La Regione promuove inoltre le alleanze territoriali per la famiglia, reti locali costituite dagli enti locali con soggetti sociali, economici e culturali, finalizzate a sinergie territoriali, informazione sui servizi, iniziative formative, revisione dei servizi di cura e degli strumenti di programmazione locale.
Valutazione di impatto familiare, giornata della famiglia e monitoraggio
La VIF è effettuata dalla Consulta sugli atti sottoposti al suo esame dal Presidente. Il Consiglio definisce con atto interno termini e modalità per acquisirla; la Regione può inoltre promuovere intese con i Comuni per adottare sistemi analoghi di valutazione.
La Giornata regionale della famiglia si celebra ogni anno il 15 maggio; in tale occasione la Regione può promuovere la Conferenza regionale della famiglia.
Sostegno alla natalità e al percorso nascita
La Regione eroga contributi per il sostegno della natalità e della maternità, anche tramite gli ATS, cumulabili con altri benefici pubblici salvo diverso divieto europeo, statale o regionale. L’importo è raddoppiato se nel nucleo vi sono uno o più minori con disabilità grave ai sensi della legge n. 104/1992. La Regione interviene anche abbattendo le spese dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, pubblici o privati.
È previsto un percorso nascita coordinato dai consultori familiari, in coerenza con la pianificazione socio-sanitaria e nel rispetto della normativa statale sulla maternità, sull’interruzione volontaria di gravidanza e sulla PMA. Il percorso comprende:
- informazione, consulenza preconcezionale e supporto per infertilità e PMA;
- controllo sanitario della gravidanza e assistenza alle gravidanze a rischio;
- corsi di preparazione alla nascita;
- assistenza domiciliare al parto e al puerperio, con promozione dell’allattamento;
- sostegno alle madri in difficoltà per prevenire l’interruzione di gravidanza quando vi siano ostacoli rimovibili.
Il sistema deve fornire anche informazioni sui diritti della donna, sui servizi presenti nel territorio, su associazioni e gruppi non istituzionali e sulla pratica del parto in anonimato. Per rafforzare il percorso nascita la Regione promuove:
- l’inserimento dello psicologo perinatale nei reparti di ostetricia e ginecologia e nel Centro Unico Regionale di Diagnosi Prenatale di II livello;
- la presenza di associazioni di volontariato a sostegno della gravidanza, dell’interruzione naturale o volontaria di gravidanza e del lutto perinatale;
- assistenza adeguata in caso di feto terminale;
- la rete regionale di medicina prenatale.
Per i bambini nati prematuri la Regione promuove sostegno psicologico ai genitori, anche dopo la dimissione, e l’accessibilità h24 dei genitori nei reparti di terapia intensiva neonatale.
Sostegno alla genitorialità, conciliazione e strumenti economici
La Regione promuove attività di informazione e consulenza per i neogenitori, anche a domicilio, durante la gravidanza e nei primi sei mesi di vita del bambino, tramite consultori familiari in collaborazione con pediatri di libera scelta e servizi sociali degli ATS.
Per la conciliazione dei tempi educativi e di lavoro la Giunta introduce premialità nei bandi comunali o delle aggregazioni di Comuni per progetti di armonizzazione degli orari dei servizi educativi per la prima infanzia con le esigenze degli utenti.
La Regione può inoltre erogare voucher di cura per l’assunzione di assistenti familiari destinati alla cura di figli minori o di persone con disabilità o non autosufficienti a carico della famiglia.
È istituito il fattore famiglia come strumento integrativo per definire la condizione economica e sociale della famiglia che accede a prestazioni sociali e servizi a domanda individuale; la Regione ne promuove l’uso da parte dei Comuni. La Giunta stabilisce ambiti di applicazione, criteri e modalità attuative.
Sportelli e centri per la famiglia
ATS e Comuni, singoli o associati, con i consultori familiari e con eventuale sostegno regionale, possono attivare sportelli per la famiglia per:
- supportare la conoscenza di norme e provvedimenti in materia familiare;
- fornire informazioni sui servizi;
- raccordare risorse pubbliche e private solidaristiche;
- favorire il mutuo aiuto.
Essi collaborano anche al coordinamento con strutture regionali, provinciali, comunali, delle AST e altri enti pubblici. La Regione sostiene inoltre i centri per la famiglia attivati dagli ATS, dai Comuni o dagli enti del terzo settore.
Imprese amiche della famiglia e misure di welfare aziendale
La Regione sostiene le imprese che adottano servizi di welfare e misure family friendly per i dipendenti. La Giunta disciplina criteri e modalità per il sostegno e per il rilascio del logo “Impresa amica della famiglia”. Le azioni valorizzate includono:
- flessibilità oraria, telelavoro, lavoro a domicilio, banca ore e altre forme di adattamento del lavoro;
- formazione per il reinserimento dopo il congedo parentale;
- sostituzione del titolare o lavoratore autonomo in astensione obbligatoria o parentale;
- bonus bebè, borse di studio, family card, assicurazioni e altri benefici;
- mense aperte ai familiari, nidi aziendali, agrinido, servizi di assistenza e sostegni per cure mediche;
- chiusura dell’esercizio per almeno il 50% dei giorni festivi indicati dalla legge.
Adozione, affido e reti di sostegno
La Regione può erogare contributi, anche tramite ATS, alle associazioni iscritte in albi nazionali o regionali che svolgono formazione e orientamento verso adozione e affido. Può inoltre concedere contributi alle famiglie adottanti e affidatarie e sostenere le reti associative con interscambio formativo e mutuo aiuto.
La Regione e le AST devono potenziare i servizi socio-sanitari coinvolti nel processo di affidamento familiare secondo le esigenze emerse nella gestione dell’anno precedente.
Famiglie monoparentali, numerose e in difficoltà economica
La Regione interviene a favore delle famiglie monoparentali e dei genitori separati o divorziati in difficoltà economica, anche con contributi tramite ATS.
Per le famiglie numerose la Regione prevede sostegni e incentiva i Comuni che attivano progetti con riduzione delle tariffe dei servizi comunali e protocolli con soggetti privati. Ai fini della legge, la famiglia numerosa è il nucleo con almeno tre figli non percettori di redditi individuali superiori a 5.000 euro.
Le famiglie in difficoltà economiche e le famiglie numerose possono ricevere interventi per attività sportive dei figli e per l’acquisto di materiale didattico e culturale.
Per i contributi relativi agli interventi su natalità, famiglie monoparentali e famiglie in difficoltà economiche, la Giunta definisce entità, requisiti e modalità di accesso.
Tutela della bigenitorialità, mediazione e supporto nella fase separativa
In caso di separazione, scioglimento o cessazione del matrimonio, annullamento, nullità e nei procedimenti sui figli nati fuori dal matrimonio, la Regione e gli enti e organismi regionali indirizzano, su istanza di almeno un genitore, tutte le comunicazioni sul minore ad entrambi i genitori, nel rispetto del provvedimento di affidamento e con obbligo di aggiornare eventuali variazioni.
La Giunta promuove protocolli con scuole ed enti locali affinché le informazioni scolastiche e le comunicazioni amministrative rilevanti sui figli minori siano trasmesse a entrambi i genitori.
La Regione potenzia inoltre l’assistenza e mediazione familiare presso i consultori per sostenere la genitorialità e la gestione della conflittualità in fase separativa. Promuove anche protocolli d’intesa tra enti locali, istituzioni pubbliche e private ed enti ecclesiastici per creare reti di assistenza omogenee sul territorio a favore di genitori soli, separati o divorziati, famiglie numerose e fragili. Tali protocolli mirano in particolare a:
- rimuovere ostacoli abitativi, lavorativi, economici e di accesso al credito;
- sostenere le madri in difficoltà per prevenire l’interruzione di gravidanza e prenderle in carico dopo la maternità;
- introdurre flessibilità dei tempi di lavoro nella contrattazione decentrata;
- favorire l’accesso al credito e la locazione di immobili;
- realizzare servizi informativi per l’esercizio della genitorialità;
- offrire percorsi di supporto psicologico.
Clausola valutativa, attuazione e rapporti periodici
La Giunta deve trasmettere al Consiglio una relazione dettagliata sullo stato di attuazione della legge entro un anno dall’entrata in vigore e poi entro il 31 dicembre di ogni anno. La Commissione assembleare competente può riferire al Consiglio per le determinazioni conseguenti.
Entro 90 giorni dall’entrata in vigore la Giunta deve adottare gli adempimenti previsti dalla legge.
Abrogazioni e disciplina finanziaria
La legge dispone l’abrogazione della l.r. Marche 10 agosto 1998, n. 30 e della l.r. Marche 15 ottobre 2012, n. 29.
Per attuare gli interventi è istituito il Fondo per gli interventi a sostegno della famiglia, della genitorialità e della natalità, finanziabile con risorse regionali, statali ed europee compatibili. La Giunta ripartisce le risorse regionali in coerenza con il programma triennale.
La copertura finanziaria prevede una spesa autorizzata di:
- euro 400.000,00 per il 2025;
- euro 250.000,00 per il 2026.
Per gli anni successivi, la spesa sarà determinata con le rispettive leggi di bilancio. È inoltre azzerata, per il 2025 e 2026, la precedente autorizzazione relativa alla voce “Interventi per il sostegno della famiglia della natalità e della genitorialità” prevista nella legge di stabilità regionale 2025.
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