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Ordinanza

Ordinanza n. 35/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione cautelare dell'efficacia, - del decreto del Questore di Grosseto dell’8 ottobre 2025 notificato in data 1° novembre 2025 con il quale è stata rigettata l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato del ricorrente, nonché di ogni altro atto pregresso, successivo e comunque connesso.

Giustizia amministrativa202503615

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Grosseto dell'8 ottobre 2025, notificato il 1° novembre 2025, con il quale è stata rigettata l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, chiedendone in via incidentale la sospensione cautelare. Il provvedimento amministrativo ha motivato l'attuale pericolosità sociale del ricorrente, valorizzando anche una recente condanna per concorso in rapina, ritenuta riconducibile a un reato ostativo al rilascio o rinnovo del titolo ai sensi dell'art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, ha ritenuto che il ricorso non fosse assistito da fumus boni iuris, poiché il diniego appariva adeguatamente motivato in ordine all'attuale pericolosità sociale del ricorrente e fondato, tra l'altro, sulla recente condanna per concorso in rapina, qualificata come reato ostativo dall'art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998. Non sono stati quindi ravvisati i presupposti per la tutela cautelare previsti dall'art. 55 c.p.a. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    La recente condanna per concorso in rapina è stata ritenuta elemento ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno e concorrente fondamento della valutazione di attuale pericolosità sociale.

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare è stata negata per l'assenza dei presupposti cautelari, in particolare per il difetto di fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È stato disposto l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare il ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È stato richiamato quale fondamento della tutela dei dati personali relativi alla parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può negare la sospensione del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno quando, con valutazione sommaria, il provvedimento risulti adeguatamente motivato sull'attuale pericolosità sociale dello straniero.
  • Una recente condanna per concorso in rapina può essere valorizzata dall'amministrazione quale reato ostativo ai sensi dell'art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998 e quale elemento della valutazione di pericolosità sociale rilevante ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno.
  • L'assenza di fumus boni iuris è sufficiente a escludere la concessione della tutela cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazione

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