L.R. Umbria 26/2024
Norme in materia di politiche regionali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso e per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Abrogazioni di disposizioni regionali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce per l’Umbria un quadro organico di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e mafiosa, con misure su legalità, scuola, imprese, ambiente, usura, vittime, beni confiscati, formazione e Osservatorio regionale. Abroga la precedente disciplina del 2010, 2012, 2016, 2017 e parte della l.r. 13/2008.
Politiche regionali umbre contro la criminalità organizzata e per la legalità
Politiche regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della legalità
La legge disciplina, per la Regione Umbria, un sistema organico di interventi finalizzati a prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso, a ridurre i danni connessi alla loro presenza sul territorio e a diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. La disciplina opera nel solo territorio regionale ed è attuata nel rispetto delle competenze statali e della programmazione regionale in materia di sicurezza dei cittadini.
Finalità e impostazione generale
La Regione concorre allo sviluppo di una convivenza civile e ordinata attraverso interventi rivolti a:
- valorizzare la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile;
- contenere i fattori criminogeni e prevenire i rischi di infiltrazione criminale nel tessuto sociale ed economico;
- contrastare segnali di espansione o radicamento delle organizzazioni criminali;
- ridurre i danni derivanti dall’insediamento di tali organizzazioni e dei fenomeni criminosi connessi.
Gli interventi possono essere promossi, progettati o realizzati direttamente dalla Regione oppure da altri soggetti pubblici e privati con il sostegno regionale, secondo le previsioni della legge.
Strumenti di collaborazione istituzionale e sociale
La Regione può stipulare protocolli d’intesa, accordi di programma e altri accordi di collaborazione con:
- aziende, agenzie regionali ed enti controllati dalla Regione;
- enti locali, valorizzando anche il ruolo della polizia locale;
- Camera di Commercio dell’Umbria e altre amministrazioni pubbliche operanti nel territorio;
- organi e amministrazioni statali, comprese quelle competenti in materia di giustizia e contrasto alla criminalità;
- altri enti pubblici.
Tali strumenti sono finalizzati soprattutto al rafforzamento della prevenzione sociale in aree o verso gruppi esposti al rischio di infiltrazione criminale e alla promozione della cultura della legalità.
Rapporti con volontariato, Terzo settore e scuola
La Regione promuove convenzioni con organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte al RUNTS che operano nel territorio regionale nei settori della legalità, del contrasto alla criminalità organizzata e del sostegno alle vittime di reati. Può inoltre sostenere progetti attuati da tali soggetti secondo la programmazione regionale e promuove convenzioni analoghe da parte degli enti locali.
Sul versante educativo, la Regione incentiva iniziative per i giovani, anche in collaborazione con scuole e università, quali attività didattiche integrative, seminari, laboratori, ricerche, proiezioni e dibattiti, con attenzione ai fenomeni mafiosi, alla devianza giovanile e alla crescita della coscienza civile. Promuove inoltre protocolli con amministrazioni statali ed enti del Terzo settore per scambio di informazioni, contrasto alla devianza e sostegno a donne e minori inseriti in contesti criminali.
L’Assemblea legislativa può valorizzare tesi di laurea sui temi della legge anche tramite finanziamenti o cofinanziamenti e può realizzare attività divulgative, anche con pubblicazione di materiali e studi sul proprio sito.
Giornata regionale della memoria e dell’impegno
La Regione istituisce la “Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, da celebrarsi ogni anno il 21 marzo. La giornata è finalizzata a promuovere educazione, informazione e sensibilizzazione sulla legalità, mediante manifestazioni e altre iniziative diffusive. Programmi e modalità organizzative sono definiti dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa d’intesa con la Giunta regionale.
Interventi nel mondo economico, responsabilità sociale e rating di legalità
La legge dedica un blocco di misure alla legalità nell’impresa, nella cooperazione, nel lavoro e nelle professioni. La Regione promuove:
- regolarità del lavoro, salute, sicurezza e diritti dei lavoratori;
- prevenzione di illegalità, criminalità organizzata e corruzione nel sistema economico;
- responsabilità sociale d’impresa e comportamenti eticamente corretti.
In tale ambito la Regione:
- promuove linee guida per codici etici e modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001, oltre a iniziative per il rating di legalità e attività formative rivolte al personale delle amministrazioni;
- valorizza certificazioni di qualità e di gestione anticorruzione;
- promuove l’adesione delle imprese agricole alla Rete del lavoro agricolo di qualità e può prevedere premialità nei bandi regionali per le imprese aderenti.
La Regione sostiene anche la diffusione del rating di legalità nei propri enti strumentali, agenzie e società partecipate, e svolge azioni di sensibilizzazione verso enti locali e altri enti pubblici. È inoltre previsto il coinvolgimento delle imprese con fatturato inferiore a 2 milioni di euro per una progressiva estensione del rating, tramite accordi con le autorità nazionali competenti.
Le linee guida per i codici etici devono essere adottate dalla Giunta entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, sentite le parti sociali, e aggiornate almeno ogni tre anni. Entro un anno, gli enti regionali, le società controllate e partecipate e le imprese in convenzione con la Regione devono adottare modelli organizzativi adeguati alla prevenzione dei rischi di illegalità, etica e trasparenza.
Legalità in materia ambientale
La Regione interviene anche sul versante ambientale, con azioni di prevenzione dell’illegalità e delle infiltrazioni criminali. In particolare:
- promuove iniziative per rafforzare la cultura del contrasto agli illeciti ambientali;
- rafforza i controlli di propria competenza, soprattutto su estrazione e movimentazione di terre e inerti, trasporto, trattamento e smaltimento rifiuti;
- promuove protocolli d’intesa con autorità statali, imprese, sindacati, volontariato ambientale e associazioni ambientalistiche riconosciute, per iniziative formative rivolte a operatori economici e personale pubblico.
Prevenzione di usura ed estorsione e sostegno alle vittime
La Regione promuove iniziative di prevenzione e contrasto dell’usura e dell’estorsione, anche attraverso la partecipazione alla Fondazione Umbria contro l’usura. Gli interventi comprendono attività informative su educazione al consumo, uso consapevole del denaro, accesso al credito e strumenti di sostegno alle vittime.
Sono inoltre previsti:
- studi e ricerche sull’incidenza dei fenomeni sul territorio regionale;
- monitoraggio dei dati su accesso al credito di famiglie e imprese, microcredito, prestito sociale, orientamento al consumo e al credito.
Per tali attività la Regione si avvale dell’Agenzia Umbria ricerche, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. La legge prevede anche interventi sociali e sanitari a favore delle vittime di violenza, dipendenza, sfruttamento e tratta connessi al crimine organizzato, nonché politiche di sostegno alle vittime di usura ed estorsione.
Misure a favore delle imprese vittime di reati mafiosi
La Regione può prevedere criteri preferenziali nei bandi di finanziamento pubblico a favore di imprese danneggiate da reati di cui agli artt. 416 e 416-bis c.p., purché i fatti siano stati accertati in giudizio con sentenza anche non definitiva o con decreto penale di condanna anche non irrevocabile.
Sono escluse dalle misure le imprese i cui titolari, amministratori o soci abbiano riportato determinate condanne definitive o decreti penali irrevocabili per reati gravi, tra cui:
- associazione mafiosa, reati aggravati dal metodo mafioso o per favorire associazioni mafiose;
- reati di traffico di stupefacenti, contrabbando, attività di partecipazione a organizzazioni criminali;
- corruzione, concussione, turbative, frodi e reati societari specificamente indicati;
- reati con finalità di terrorismo o eversione;
- riciclaggio, autoriciclaggio e finanziamento del terrorismo;
- sfruttamento del lavoro minorile e tratta;
- ogni altro delitto con incapacità di contrattare con la PA o presenza di misure di prevenzione personali o patrimoniali.
Formazione per amministratori e personale pubblico
La Regione promuove azioni formative per amministratori e personale regionale, degli enti strumentali, degli enti controllati e degli enti locali, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni criminali, anche attraverso la Scuola umbra di amministrazione pubblica e tramite accordi con la Scuola superiore della pubblica amministrazione.
Parte civile nei processi di mafia
La Regione è obbligata a costituirsi parte civile in tutti i processi di mafia relativi a fatti verificatisi nel proprio territorio.
Beni e aziende sequestrati o confiscati
La legge dedica un capo specifico al riutilizzo sociale dei beni confiscati e al rilancio delle aziende confiscate. L’obiettivo è quello di usare tali beni come strumento di prevenzione, contrasto alla criminalità e promozione di legalità, solidarietà e inclusione sociale.
La Regione promuove e sostiene un sistema integrato di interventi volto a:
- garantire l’effettivo riutilizzo sociale e prevenire abbandono e degrado;
- monitorare le esperienze e definire modelli sostenibili e replicabili;
- inserire la materia nella programmazione regionale, con attenzione trasversale a politiche sociali, sviluppo, turismo, agricoltura, cultura ed educazione;
- favorire progetti di inclusione sociale, lavorativa e abitativa;
- strutturare azioni di sviluppo produttivo, occupazionale, culturale e sociale;
- promuovere innovazione sociale e reti/distretti di economia sociale e solidale, con riferimento anche ad agricoltura sociale e filiere agricole;
- sostenere la cittadinanza attiva e reti collaborative tra soggetti istituzionali, sociali, economici e culturali;
- sostenere le aziende sequestrate o confiscate.
La Regione promuove inoltre:
- azioni per mantenere i livelli occupazionali e la continuità aziendale nelle imprese sequestrate o confiscate;
- un protocollo d’intesa con l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati;
- percorsi di orientamento e formazione per amministratori regionali e locali sulle competenze tecniche in materia di beni confiscati, in collaborazione con l’Agenzia nazionale, le università e associazioni qualificate.
Le iniziative e la formazione del capo sono attuate con le misure e le risorse del Fondo nazionale dei beni confiscati.
Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità
È prevista la possibilità di istituire, presso l’Assemblea legislativa, un Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità, su proposta della Commissione d’inchiesta o, in sua assenza, della Commissione speciale competente. L’Osservatorio ha funzione di supporto allo studio dei fenomeni criminali e della loro incidenza regionale.
Compiti principali:
- supporto informativo alla Commissione proponente;
- attività di studio, ricerca e indagine;
- raccolta di informazioni e dati utili.
Composizione: Presidente e Vicepresidente della Commissione; un rappresentante ANCI Umbria; sette esperti designati da un gruppo di associazioni antimafia e civiche operanti in Umbria; un rappresentante della Fondazione Umbria contro l’usura; un rappresentante sindacale; tre rappresentanti delle imprese/cooperative; un rappresentante ABI Umbria.
L’Osservatorio dura quanto stabilito nella delibera di istituzione e comunque non oltre la durata della Commissione di riferimento. I componenti sono designati entro 30 giorni dalla richiesta; decorso il termine, l’organo si considera costituito se è possibile nominare almeno la metà più uno dei componenti. Il Presidente è eletto nella prima seduta tra gli esperti designati. La partecipazione è gratuita. È previsto un rapporto annuale all’Assemblea e alla Commissione richiedente, con supporto amministrativo degli uffici dell’Assemblea.
Programmazione regionale
Per attuare la legge, la Giunta regionale adotta un Programma regionale integrato per il rafforzamento e la diffusione della cultura della legalità e della responsabilità, da trasmettere all’Assemblea legislativa per l’approvazione.
Il Programma:
- ha durata triennale;
- definisce gli interventi in relazione alle esigenze del territorio;
- opera nell’ambito delle risorse regionali, nazionali e comunitarie disponibili;
- è coerente con la programmazione regionale di settore e con il Programma regionale in materia di sicurezza dei cittadini.
Abrogazioni
La legge abroga:
- la l.r. 16 febbraio 2010, n. 11, sulla precedente giornata della memoria per le vittime delle mafie;
- la l.r. 19 ottobre 2012, n. 16, sulla prevenzione del crimine organizzato e la promozione della legalità;
- la l.r. 30 novembre 2016, n. 15;
- la l.r. 3 agosto 2017, n. 13;
- il comma 3-bis dell’art. 11 della l.r. 14 ottobre 2008, n. 13.
Copertura finanziaria, decorrenza degli oneri e monitoraggio
Gli oneri sono quantificati in:
- 30.000 euro annui per gli interventi relativi all’Assemblea legislativa, all’Osservatorio e al Programma regionale;
- 10.000 euro annui per la Giornata regionale.
La copertura è assicurata con risorse già stanziate nel bilancio regionale 2024-2026, anche tramite trasferimento all’Assemblea legislativa, con possibile concorso di risorse statali e comunitarie. Per gli anni successivi al 2026 si provvede con le risorse annualmente stanziate dalla legge di bilancio.
La Giunta deve presentare entro il 31 ottobre di ogni anno una relazione sull’attuazione della legge e del Programma regionale, con dati sulle iniziative svolte e sulle risorse impiegate. L’Assemblea esercita il controllo e rende pubblici i risultati.
Decorrenza e attualità della disciplina
La legge è una disciplina regionale vigente, di impianto attuale, che sostituisce la previgente normativa umbra sul tema della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata. Non contiene una scadenza generale di efficacia, ma prevede adempimenti con termini specifici: 90 giorni per le linee guida sui codici etici e per l’atto di indirizzo sul rating di legalità; un anno per l’adozione dei modelli organizzativi da parte degli enti e delle imprese convenzionate; 31 ottobre di ogni anno per la relazione della Giunta; durata triennale per il Programma regionale.
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