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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11502/2025 del 21/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato gli arresti domiciliari per i reati di estorsione (capo C) e tentata estorsione (capo F), entrambi aggravati dal metodo mafioso (art. 416‑bis). Contestava che il Tribunale avesse fondato la gravità indiziaria su un unico indizio (l'intercettazione di Grasso Davide) senza valutare la versione alternativa della difesa circa l'aggressione subita dall'indagato e l'assenza di contatti probatori tra Addario e gli altri indagati (es. Mezzero Michele). Per il capo F sosteneva che la persona offesa non aveva mai indicato l'indagato quale interlocutore e che le intercettazioni, prive di riscontri oggettivi, non sarebbero sufficienti. Infine censurava la sussistenza delle esigenze cautelari, ritenendo superabile la presunzione di pericolosità di cui all'art. 275, comma 3 c.p.p., alla luce della sua attività imprenditoriale quarantennale e della mancanza di precedenti di criminalità mafiosa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ritenendo i motivi aspecifici e manifestamente infondati. Ha confermato che il Tribunale di Napoli aveva correttamente valutato, con argomentazioni coerenti, le intercettazioni e le conversazioni convergenti che collegavano direttamente Addario ai fatti contestati: per il capo F l'intervento di Addario nel primo incontro con la persona offesa e le minacce successive rivolte dal coindagato supportavano l'ipotesi accusatoria; per il capo C il collegio cautelare aveva valorizzato più conversazioni che indicavano la gestione estorsiva affidata ad Addario fino alla sua esautorazione da parte di Grasso. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione relativa di pericolosità ai reati aggravati dal metodo mafioso (art. 275, comma 3 c.p.p.) e ha osservato che la difesa non ha indicato elementi oggettivi idonei a superare tale presunzione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416‑bis cod. pen.

    La norma configura l'aggravante del "metodo mafioso": l'integrazione di tale aggravante giustifica una più rigorosa valutazione della pericolosità e può rafforzare la presunzione relativa di pericolosità ai fini cautelari.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Prevede una presunzione relativa di pericolosità (pericolo di reiterazione) per talune ipotesi delittuose, che il giudice può superare solo sulla base di elementi concreti e oggettivi prodotti dalla difesa. Nel caso di reati aggravati dal metodo mafioso la presunzione è stata ritenuta applicabile e non superata dalla difesa.

  • Giurisprudenza di Sezione (citata)

    Sez. 2, n. 23935 del 04/05/2022; Sez. 5, n. 806 del 27/09/2023; Sez. 5, n. 57580 del 14/09/2017

    Richiami giurisprudenziali utilizzati dalla Corte per confermare che, in presenza di reati aggravati dal metodo mafioso e di risultanze intercettive convergenti, sussiste una presunzione di pericolosità difficile da superare senza elementi oggettivi di segno contrario.

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina i fatti purché il giudice di merito abbia dato motivazioni non manifestamente contraddittorie o illogiche: censure meramente interpretative del materiale probatorio sono inammissibili in cassazione.
  • Intercettazioni e conversazioni convergenti possono costituire idoneo riscontro per la gravità indiziaria quando mostrino ruoli e condotte coordinati tra indagati.
  • Per i reati aggravati dal "metodo mafioso" trova applicazione la presunzione relativa di pericolosità prevista dall'art. 275 c.p.p.; la difesa deve fornire elementi oggettivi concreti per superarla (es.: documentazione che esclude contatti, alibi verificabili, indici obiettivi di non pericolosità).
  • L'assenza di precedenti penali o l'attività lavorativa di lunga durata, da sola, difficilmente sono sufficienti a superare la presunzione di pericolosità in presenza di gravi indizi concreti.
  • In fase di ricorso per cassazione è cruciale formulare motivi specifici e circostanziati di diritto: motivi generici o aspecifici vengono dichiarati inammissibili.

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