Circolare INAIL n. 48 del 05 settembre 1995
Assicurazione infortuni e riabilitazione sinergie con il termalismo terapeutico e con la ricerca universitaria.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare comunica l’avvio di un progetto biennale di studio sulla riabilitazione in stabilimenti termali convenzionati SSN per infortunati e tecnopatici in inabilità temporanea assoluta. L’iniziativa, curata scientificamente dal Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale dell’Università di Milano, mira a verificare l’efficacia del trattamento termale-riabilitativo nel recupero funzionale e lavorativo, con particolare attenzione alle patologie dell’apparato locomotore e respiratorio. Vengono indicati finalità, soggetti coinvolti, stabilimenti partecipanti, criteri organizzativi, compiti delle Sedi e delle Direzioni regionali, oltre a un protocollo terapeutico uniforme e all’elenco delle patologie ammesse alla sperimentazione.
Assicurazione infortuni e riabilitazione termale: progetto sperimentale INAIL con Università di Milano
Assicurazione infortuni e riabilitazione termale: progetto sperimentale INAIL
La circolare illustra l’avvio di un progetto di ricerca e sperimentazione sulla riabilitazione termale destinata a infortunati e tecnopatici in stato di inabilità temporanea assoluta. L’iniziativa, approvata con delibera del Consiglio di amministrazione n. 841 del 6 luglio 1995, è svolta in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale dell’Università di Milano, che ne cura il supporto scientifico.
Finalità del progetto
Il termalismo viene richiamato come prestazione curativa inserita nel sistema di tutela globale della salute e riconosciuta idonea non solo in chiave terapeutica, ma anche preventiva e riabilitativa. Nel contesto dell’assicurazione infortuni, la sperimentazione mira a verificare se il trattamento termale, associato a specifiche metodiche riabilitative, possa:
- migliorare la qualità del servizio agli assicurati INAIL;
- rendere più efficace e precoce l’intervento riabilitativo;
- incidere sui tempi di degenza ospedaliera e sul periodo di inabilità temporanea;
- favorire il più rapido recupero della capacità lavorativa.
La circolare evidenzia che la riabilitazione termale viene proposta in particolare per le patologie che interessano l’apparato locomotore e l’apparato respiratorio, elencate nell’allegato n. 2.
Ruolo dei soggetti coinvolti
Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale dell’Università di Milano
Il Centro universitario ha il compito di curare la ricerca sperimentale, definendo i parametri tecnico-sanitari iniziali, monitorando il fenomeno e verificando i risultati rispetto alle finalità del progetto. La circolare richiama anche il Coordinatore della ricerca, identificato nel prof. Giuseppe Nappi, Direttore del Centro.
Direzione regionale Lombardia
La Direzione regionale Lombardia è scelta come centro di supporto tecnico nella prima fase della sperimentazione per ragioni logistiche. Essa è incaricata della raccolta, elaborazione e analisi dei dati necessari nelle varie fasi del progetto, oltre a fungere da centro di raccordo nazionale.
Direzioni regionali e Sedi
Le Direzioni regionali devono coordinare le attività delle Sedi dipendenti e trasmettere con cadenza quadrimestrale alla Direzione generale un report sull’andamento operativo della sperimentazione. Le Sedi mediche, dal canto loro, svolgono un ruolo decisivo nella selezione dei casi, nell’avvio ai trattamenti e nel monitoraggio successivo.
Aziende termali e requisiti di idoneità
La sperimentazione si svolge presso aziende termali già convenzionate con INAIL per la riabilitazione motoria e respiratoria, a condizione che presentino specifici requisiti organizzativi e strutturali. In particolare, devono essere presenti:
- personale medico e paramedico specializzato;
- assenza di barriere architettoniche;
- dotazioni riabilitative adeguate, quali palestre, piscine, vasche a farfalla, reparti di terapia fisica e macchine per training isocinetico;
- albergo collocato nel complesso termale.
Gli stabilimenti individuati per la fase iniziale sono:
- Terme di Acqui (AL), Regione Piemonte;
- Terme di Salice (PV), Regione Lombardia;
- Terme di Monticelli (PR), Regione Emilia-Romagna;
- Terme di Porretta (BO), Regione Emilia-Romagna;
- Terme di Fontecchio (PG), Regione Umbria;
- Terme di Telese (BN), Regione Campania;
- Terme di Torre Canne (BR), Regione Puglia.
La circolare precisa che l’iniziativa potrà essere estesa in base ai risultati che emergeranno nel corso della sperimentazione.
Compiti delle aziende termali
Le aziende termali, secondo il protocollo di ricerca, devono:
- compilare la cartella clinica dei curandi;
- inserire nella cartella il programma terapeutico riferito alle specifiche patologie;
- monitorare l’efficacia del trattamento durante la terapia;
- svolgere anche un momento di informazione ed educazione sanitaria finalizzato a rendere più efficace la cura attraverso la partecipazione attiva dell’interessato;
- trasmettere alla Direzione regionale Lombardia i dati rilevati al termine del trattamento.
Compiti delle Sedi e criterio di avvio dei casi
Il personale medico delle Sedi, forte dell’esperienza maturata nella valutazione dei danni lavorativi, è chiamato a contribuire alla selezione degli assicurati da avviare agli stabilimenti termali. L’iter operativo indicato dalla circolare prevede che le Sedi:
- valutino i casi ai fini della prescrizione del trattamento riabilitativo e avviino gli interessati secondo la normativa vigente e le istruzioni interne sulle cure termali;
- individuino l’azienda termale secondo il criterio della territorialità, da intendere, se necessario, come minor disagio per l’assicurato quando nella regione non siano presenti gli stabilimenti prescelti;
- seguano l’evoluzione dei casi sulla base della cartella clinica restituita dalle strutture termali;
- segnalino alla competente Direzione regionale gli aspetti ritenuti rilevanti.
Monitoraggio e coordinamento regionale
Le Direzioni regionali, sulla base dei dati trasmessi dalle Sedi, devono svolgere attività di coordinamento e relazionare con cadenza quadrimestrale alla Direzione generale. Tale flusso informativo serve a consentire, insieme al Centro di Medicina Termale dell’Università di Milano, una valutazione anche in corso d’opera della sperimentazione e l’eventuale adozione di misure di riallineamento o nuove iniziative nel settore.
Patologie ammesse alla sperimentazione
L’allegato n. 2 individua le patologie da sottoporre a sperimentazione in ambiente termale, con riferimento a due grandi aree.
Apparato locomotore
Sono compresi, tra l’altro:
- patologie del rachide: fratture somatiche non mieliche e apofisarie, esiti di interventi chirurgici da emilaminectomia per ernia discale traumatica, cervicalgia, dorsalgia, lombalgia e lombosciatalgia post-traumatica, cervico-brachialgia da traumi del rachide cervicale, discopatia post-traumatica;
- traumi dell’arto inferiore: traumi dell’anca e complicanze dirette, necrosi epifisaria femorale post-traumatica, fratture del bacino con complicanze dolorose, fratture del femore di natura traumatica, traumi del ginocchio, frattura di tibia e/o perone, traumi della caviglia e del piede, metatarsalgia post-traumatica;
- traumi dell’arto superiore: traumi della spalla, frattura dell’omero, traumi del gomito, fratture di radio e/o ulna, traumi del polso e della mano;
- sindromi da immobilizzazione;
- complicanze vascolari;
- traumi degli arti superiori e inferiori.
Apparato respiratorio
Sono ricomprese:
- bronchiti croniche semplici o accompagnate da componente ostruttiva, con esclusione dell’asma e dell’enfisema avanzato complicato da insufficienza respiratoria grave e da cuore polmonare cronico;
- broncopatie croniche da esposizione professionale ad agenti irritanti e a polveri, pneumoconiosi e relative complicanze;
- sindromi rinosinusitiche-bronchiali croniche.
Protocollo terapeutico e cartella clinica uniforme
L’allegato n. 3 stabilisce un protocollo terapeutico uniforme per tutte le strutture partecipanti alla ricerca. La cartella clinica deve contenere:
- i dati del paziente e l’anamnesi;
- l’esame obiettivo iniziale finalizzato alla valutazione funzionale all’ingresso;
- il programma terapeutico comune, con prescrizioni mirate per patologia e ricorso a tecniche fisiochinesiterapiche e termali;
- la valutazione clinica in corso di terapia, supportata da un diario clinico giornaliero con annotazione della sintomatologia soggettiva e oggettiva e della funzionalità;
- la valutazione clinica finale, mediante visita specialistica con verifica del recupero osteo-artro-muscolare.
Per l’apparato respiratorio è prevista analoga valutazione finale. La circolare precisa che eventuali variazioni dei presidi terapeutici decise dallo specialista devono essere comunicate immediatamente al Coordinatore della ricerca, per non compromettere la valutazione statistica finale.
Esempi di protocolli terapeutici
La circolare fornisce esempi di trattamento per chiarire l’impostazione operativa.
Lombalgia e lombosciatalgia post-traumatica
Dopo la visita specialistica e l’impostazione del programma terapeutico, si possono eseguire:
- terapia fisica, come magnetoterapia, elettroterapia antalgica e radarterapia;
- massoterapia;
- trazioni vertebrali lombari;
- chinesiterapia segmentaria del rachide lombare;
- idromassaggio in acqua termale;
- idrochinesiterapia in acqua termale, in piscina o vasca a farfalla.
Traumi osteoarticolari degli arti
Il trattamento può essere avviato anche durante la fase di immobilizzazione con tutore, al fine di prevenire le patologie da immobilizzazione a carico dei muscoli e delle articolazioni vicine alla sede del trauma. Dopo la rimozione del gesso sono previsti:
- massoterapia;
- terapia fisica come magnetoterapia ed elettroanalgesia;
- chinesiterapia singola o di gruppo in palestra, anche ripetuta nel corso della giornata;
- idrochinesiterapia in piscina o vasca a farfalla;
- idromassaggio con acqua termale.
Broncopneumopatie
Per le broncopneumopatie con o senza componente ostruttiva e relative complicanze, anche su base professionale, la valutazione iniziale comprende:
- funzionalità respiratoria;
- saturazione di ossigeno;
- esami ematochimici;
- ECG;
- radiografia del torace.
Il programma terapeutico può comprendere:
- drenaggio posturale;
- fisiochinesiterapia respiratoria;
- rieducazione all’esercizio fisico con percorsi attrezzati;
- supporto psicologico;
- terapia inalatoria termale;
- ventilazione polmonare meccanica, medicata e non;
- terapia medica di supporto;
- eventuale ossigenoterapia.
Quadro operativo complessivo
La circolare definisce quindi una sperimentazione strutturata, basata su una collaborazione tra INAIL, università e aziende termali, con un modello organizzativo uniforme e un controllo continuo dei risultati. L’obiettivo è verificare se il trattamento termale-riabilitativo possa integrare efficacemente il percorso curativo degli assicurati infortunati o tecnopatici, soprattutto nelle patologie in cui il recupero funzionale può trarre beneficio da un intervento precoce, specialistico e coordinato.
Punti principali
Avvio del progetto e finalità
Con delibera del Consiglio di amministrazione n. 841 del 6 luglio 1995 è stato approvato un progetto di studio biennale sulla riabilitazione termale per infortunati e tecnopatici in stato di inabilità temporanea assoluta. La finalità è valorizzare il termalismo terapeutico, considerato rilevante sotto il profilo curativo, preventivo e riabilitativo, per migliorare il recupero del danno invalidante, ridurre i tempi di degenza e favorire un più rapido ritorno alla capacità lavorativa.
Ruolo del Centro Studi e delle strutture INAIL
Il Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale dell’Università di Milano cura gli aspetti scientifici della sperimentazione, definendo i parametri tecnico-sanitari, monitorando l’andamento della ricerca e verificando i risultati. La Direzione regionale Lombardia svolge funzione di supporto tecnico e di raccordo nazionale per la raccolta, elaborazione e analisi dei dati. Le Direzioni regionali devono coordinare le Sedi dipendenti e relazionare quadrimestralmente alla Direzione generale.
Aziende termali partecipanti e requisiti
La sperimentazione si svolge presso aziende termali già convenzionate con INAIL per riabilitazione motoria e respiratoria e dotate dei requisiti di idoneità: personale medico e paramedico specializzato, assenza di barriere architettoniche, apparato riabilitativo adeguato (palestre, piscine, vasche a farfalla, reparti di terapia fisica, macchine per training isocinetico) e presenza di albergo nel complesso termale. Sono indicati gli stabilimenti di Acqui, Salice, Monticelli, Porretta, Fontecchio, Telese e Torre Canne.
Compiti delle Sedi e criteri di selezione
Il personale medico delle Sedi deve valutare i casi, prescrivere il trattamento riabilitativo, avviare gli interessati agli stabilimenti secondo la normativa vigente e le istruzioni interne sulle cure termali, scegliere la struttura applicando il criterio della territorialità o, ove non applicabile, del minor disagio per l’assicurato, e seguire l’evoluzione clinica tramite la cartella clinica rimessa dagli stabilimenti, segnalando alla Direzione regionale ogni elemento significativo.
Patologie ammesse alla sperimentazione
L’allegato 2 individua le patologie da sottoporre a sperimentazione, distinguendo tra apparato locomotore e apparato respiratorio. Sono inclusi traumi e postumi dell’asse rachideo, dell’arto inferiore e superiore, sindromi da immobilizzazione, complicanze vascolari e traumi degli arti, nonché bronchiti croniche semplici o ostruttive, broncopatie croniche da esposizione professionale ad agenti irritanti e polveri, pneumoconiosi e sindromi rinosinusitiche-bronchiali croniche.
Protocollo terapeutico e cartella clinica uniforme
L’allegato 3 prevede una cartella clinica uniforme per tutte le strutture, composta da anamnesi, esame obiettivo iniziale, programma terapeutico comune, valutazione clinica in corso di terapia con diario giornaliero e valutazione finale specialistica. Eventuali modifiche ai presidi terapeutici devono essere comunicate immediatamente al Coordinatore della ricerca, prof. Giuseppe Nappi, per non alterare la valutazione statistica finale.
Esempi di trattamento
Per le lombalgie e lombosciatalgie post-traumatiche sono previsti trattamenti con terapia fisica, massoterapia, trazioni vertebrali, chinesiterapia, idromassaggio e idrochinesiterapia. Per i traumi osteoarticolari degli arti il protocollo comprende interventi anche durante l’immobilizzazione, e dopo la rimozione del gesso massoterapia, terapia fisica, chinesiterapia in palestra e idrochinesiterapia. Per le broncopneumopatie sono previsti esami preliminari e tecniche fisioterapiche e termali quali drenaggio posturale, fisiochinesiterapia respiratoria, rieducazione all’esercizio, supporto psicologico, terapia inalatoria termale e, se necessario, ossigenoterapia.
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