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Legge

L.R. Molise 4/2017

Disposizioni in materia di risorse idriche ed istituzione dell'Ente di governo dell'ambito del Molise (EGAM)

Normativa regionaleL.R. Molise 4/2017Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce l’Ente di governo dell’ambito del Molise (EGAM) per il servizio idrico integrato regionale, definisce competenze di Regione, organi, pianificazione, tariffa, partecipazione e qualità delle acque. Prevede abrogazioni di precedenti leggi regionali e una copertura finanziaria limitata agli anni 2017 e 2018; contiene norme transitorie per subentro e avvio dell’ente.

Disciplina delle risorse idriche e istituzione dell'EGAM in Molise

Disciplina delle risorse idriche e istituzione dell’EGAM nel Molise

La legge definisce l’assetto regionale del servizio idrico integrato, attribuendo all’EGAM le funzioni di governo dell’ambito corrispondente all’intero territorio del Molise. Il provvedimento stabilisce principi di tutela dell’acqua come bene comune, regole organizzative dell’ente, disciplina di pianificazione, tariffazione, partecipazione e controlli sulla qualità delle acque.

Principi, finalità e ambito territoriale

La Regione riconosce l’acqua come bene comune pubblico inalienabile e diritto inviolabile della persona, da gestire secondo criteri di equità, solidarietà, sostenibilità e risparmio della risorsa. L’uso per alimentazione e igiene umana è prioritario rispetto agli altri usi; seguono agricoltura e allevamento, quindi uso industriale. La legge promuove anche forme di partecipazione e informazione dei cittadini sugli atti fondamentali del servizio idrico integrato.

L’ambito territoriale ottimale coincide con l’intero territorio regionale. Rientrano nella gestione idrica integrata anche gli acquedotti locali e di distribuzione ad usi civili indicati nella Tabella A della legge regionale n. 5/1999, ferme restando le competenze di Molise Acque. La Giunta regionale verifica l’osservanza dei principi di ottimale gestione e ne informa il Consiglio.

Competenze della Regione

La Regione conserva la programmazione unitaria della tutela e degli usi delle acque e il coordinamento tra i soggetti operanti su captazione, adduzione, distribuzione, utilizzo, smaltimento, depurazione e monitoraggio della risorsa. Può modificare o integrare l’organizzazione dell’EGAM, acquisire dati sulla qualità ambientale, adottare misure contro sprechi e consumi eccessivi, promuovere riciclo e riutilizzo delle acque reflue depurate e regolare i servizi per i diversi usi nel rispetto della normativa statale e delle determinazioni dell’autorità nazionale competente.

Per il servizio idrico integrato la Giunta regionale emana indirizzi e linee guida, stabilisce criteri di efficienza, efficacia ed economicità, interloquisce con EGAM per la coerenza del Piano d’ambito con la pianificazione regionale, destina risorse agli interventi del Piano, istituisce un sistema informativo regionale delle reti e degli impianti, esercita i poteri sostitutivi previsti dalla normativa statale, promuove criteri di perequazione tariffaria e relaziona annualmente al Consiglio regionale. La Regione verifica inoltre lo schema di convenzione tra EGAM e gestore e può modificare la composizione dei bacini ottimali in caso di richieste motivate o di modifiche comunali. Ai fini delle proprie attività può utilizzare infrastrutture e opere regionali per l’approvvigionamento primario e avvalersi di enti dipendenti, anche trasformandone natura giuridica e assetto organizzativo. Redige e aggiorna il catasto delle concessioni di prelievo e promuove i contratti di fiume.

Istituzione, natura e compiti dell’EGAM

È istituito l’Ente di governo dell’ambito del Molise, con sede a Campobasso, quale ente pubblico non economico dotato di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile. La partecipazione dei Comuni ricadenti nel territorio regionale è obbligatoria. L’EGAM esercita le competenze spettanti agli enti locali in materia di gestione delle risorse idriche, compresa la programmazione delle infrastrutture e tutte le funzioni di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato previste dal decreto legislativo n. 152/2006.

Lo statuto disciplina l’ordinamento dell’ente; la proposta di statuto è predisposta dal Direttore entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge e approvata dal Comitato d’ambito. L’ente promuove e garantisce la partecipazione dei cittadini secondo le procedure statutarie. I Comuni devono aderire all’EGAM entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge; in caso di inerzia interviene il Presidente della Regione con poteri sostitutivi secondo la normativa statale.

Organi dell’EGAM e regole di funzionamento

Gli organi dell’EGAM sono Presidente, Comitato d’ambito, Direttore e Assemblee territoriali di Bacino. Le deliberazioni del Comitato e delle Assemblee territoriali richiedono la doppia maggioranza, numerica e di popolazione; ciascun rappresentante conta in base alla popolazione residente risultante dall’aggiornamento ISTAT annuale.

Il Presidente è eletto tra i componenti del Comitato, dura tre anni ed è rieleggibile; ha funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento. Contestualmente viene eletto un Vice-presidente con funzioni vicarie, anch’egli per tre anni.

Il Comitato d’ambito è composto dai sindaci di Campobasso, Isernia, Termoli, Bojano e Venafro, più nove componenti espressione dei bacini ottimali. Per il bacino Alto Medio Sannio è prevista la distinzione in Alto Molise e Medio Sannio. I componenti elettivi sono scelti entro trenta giorni dalla prima convocazione dell’Assemblea territoriale del bacino di riferimento; i sindaci possono delegare assessori o consiglieri. Il Comitato svolge funzioni di indirizzo e alta amministrazione: approva statuto e regolamenti, aggiorna il Piano d’ambito, formula proposte alla Regione, determina la tariffa da sottoporre all’autorità nazionale competente, definisce standard qualitativi, sceglie la forma di gestione, approva convenzione e disciplinare con il gestore, approva nuovi progetti e la carta della qualità, ripartisce le risorse per gli interventi, nomina Direttore e revisore dei conti, formula indirizzi al Direttore e approva programma annuale, dotazione organica, bilanci e relazione annuale. Le sedute sono valide con la maggioranza numerica dei componenti, sono pubbliche e gli atti sono pubblicati sui siti istituzionali.

Le Assemblee territoriali di Bacino coincidono con i bacini ottimali e sono composte dai sindaci, o loro delegati, dei comuni ricompresi nel bacino. Si riuniscono per eleggere il rappresentante nel Comitato, proporre interventi e priorità, formulare proposte sull’organizzazione del servizio, sulla carta della qualità e sul regolamento d’utenza, nonché sulla modalità di gestione. Sono presiedute e convocate dal sindaco del comune capofila, individuato nel comune più popoloso del bacino. Le deliberazioni richiedono, in prima convocazione, la maggioranza dei componenti e della popolazione del bacino; in seconda convocazione la maggioranza dei presenti, sempre con riferimento ai due criteri. I componenti non percepiscono indennità né rimborsi. I verbali sono pubblicati sui siti istituzionali.

Il revisore dei conti è scelto tra i revisori legali, dura tre anni, è rinnovabile una sola volta e svolge vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria. Il compenso è parametrato alla disciplina per i revisori degli enti locali riferita alla classe demografica dei comuni fino a 10.000 abitanti.

Servizio idrico integrato: gestione, tariffe, piano d’ambito e rapporto con il gestore

La gestione del servizio idrico integrato è dichiarata priva di finalità lucrative e orientata a obiettivi sociali e ambientali, con finanziamento mediante tariffa. È fatta salva la scelta della forma di gestione da parte degli enti locali. Molise Acque può partecipare, con quota minoritaria non superiore al 49%, alla costituzione di una società in house con i Comuni; se l’EGAM opta per l’affidamento diretto a tale società, i termini della partecipazione sono definiti in un accordo preliminare sottoposto alla Giunta regionale.

Sono fatti salvi alcuni casi di gestione autonoma: i comuni montani sotto i 1.000 abitanti già previsti dalla normativa statale e le gestioni autonome esistenti in comuni con fonti di approvvigionamento pregiate, sorgenti in aree protette o beni paesaggistici, e con uso efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico. L’EGAM verifica la sussistenza dei requisiti. In tali casi i comuni devono comunque uniformare gestione e criteri tariffari alla normativa statale e alle indicazioni dell’autorità nazionale, della Regione e dell’EGAM, e trasmettere annualmente dati utili a verificare gestione diretta, bilancio idrico efficiente e livelli tariffari e prestazionali conformi.

La tariffa deve assicurare agevolazioni per la perequazione dei costi e la sostenibilità sociale degli incrementi. Il Piano d’ambito è predisposto e aggiornato secondo la disciplina statale, approvato dall’EGAM e deve indicare obiettivi del periodo di affidamento e standard prestazionali; è di norma aggiornato in occasione della revisione tariffaria periodica o quando necessario per legge. Va trasmesso entro dieci giorni al Ministero competente, all’autorità nazionale di regolazione e alla Regione. Nei territori interessati dalle opere di captazione il Piano deve prevedere interventi di salvaguardia e rivalutazione naturalistica, considerandoli strategici anche per gli investimenti.

Il rapporto tra EGAM e gestore è regolato da una convenzione predisposta dall’ente sulla base della convenzione tipo dell’autorità nazionale. La Carta dei servizi, adottata dal gestore secondo il D.P.C.M. 29 aprile 1999, deve specificare livelli qualitativi e quantitativi, modalità di fruizione, regole di relazione con gli utenti, standard di qualità, modalità di accesso alle informazioni, reclamo e ristoro; va redatta con il coinvolgimento delle associazioni di tutela e della Consulta, pubblicizzata e diffusa capillarmente. Il gestore deve inoltre rispettare la disciplina dell’autorità nazionale sulla qualità contrattuale. La Regione acquisisce i dati relativi alla convenzione e alla Carta dei servizi.

Partecipazione dei cittadini e tutela degli utenti

È istituita presso la Regione la Consulta per il servizio idrico integrato. Ne fanno parte le associazioni iscritte nel Registro regionale e quelle riconosciute ai sensi della normativa ambientale nazionale, purché regolarmente costituite in regione. La Consulta formula pareri alla Regione e all’EGAM sugli atti connessi alla tutela degli utenti e dell’ambiente. Composizione, costituzione, funzionamento e durata sono definiti dal Consiglio regionale su proposta della Giunta; la partecipazione è gratuita. La Regione può promuovere ulteriori forme di partecipazione di cittadini, consumatori e utenti senza oneri per il bilancio regionale.

Personale, contabilità ed entrate dell’EGAM

L’EGAM dispone di un proprio ruolo organico e applica il trattamento giuridico ed economico previsto per il comparto Regioni-autonomie locali. Adotta un regolamento di organizzazione interna. In fase di avvio può utilizzare prioritariamente personale non ancora ricollocato delle ex Comunità montane e delle società in house regionali, oltre al personale degli enti locali del settore idrico divenuto eccedente per effetto del trasferimento di funzioni. Per le attività tecnico-amministrative iniziali può avvalersi per massimo novanta giorni di personale a tempo indeterminato distaccato dalla Regione, dalle Province di Campobasso e Isernia e dagli altri enti locali territoriali.

Il personale delle amministrazioni comunali e delle imprese private o cooperative operanti nel settore idrico, otto mesi prima dell’affidamento del servizio, passa al nuovo gestore con salvaguardia delle condizioni contrattuali; per i passaggi da enti pubblici, ex aziende municipalizzate o consortili e imprese private si applica la disciplina del trasferimento d’azienda. In caso di cambio del gestore restano salvi livelli occupazionali e posizioni giuridico-economiche esistenti.

L’EGAM applica il sistema contabile degli enti locali e si adegua al decreto legislativo n. 118/2011. Le entrate comprendono il fondo di dotazione, costituito da trasferimenti dei Comuni e della Regione, i diritti devoluti o acquisiti dall’ente e eventuali contribuzioni straordinarie di Comuni o terzi.

Controllo della qualità delle acque

La Regione adotta provvedimenti per favorire il consumo di acqua delle reti pubbliche rispetto all’acqua imbottigliata, per diffondere tramite il proprio sito e quello di ARPAM le informazioni sulla qualità dell’acqua delle reti pubbliche e per orientare enti locali ed EGAM a dare massima evidenza pubblica alle verifiche periodiche sulla qualità dell’acqua erogata.

Disposizioni finanziarie, abrogazioni e regime transitorio

Per il funzionamento dell’EGAM è autorizzata una spesa di 50.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, coperta con lo stanziamento previsto nella missione 1, programma 12, titolo 1 del bilancio regionale.

Sono abrogate la legge regionale n. 5/1999, salvo la Tabella A, e la legge regionale n. 8/2009, oltre a tutte le disposizioni regionali incompatibili.

In fase transitoria il gestore del servizio idrico integrato subentra ai soggetti operanti nel medesimo ambito alla data di entrata in vigore della legge, per garantire l’unicità della gestione. L’Assemblea territoriale di ciascun bacino è convocata entro trenta giorni dal completamento delle adesioni dei Comuni all’EGAM per eleggere il componente nel Comitato d’ambito. In prima applicazione l’EGAM predispone il Piano d’ambito entro novanta giorni dalla costituzione dei suoi organi. Nelle more della costituzione degli organi opera un commissario straordinario nominato dal Presidente della Regione. Fino all’attivazione della gestione unitaria, gli enti locali continuano a gestire i servizi idrici di competenza. L’adesione dei Comuni non comporta oneri fino all’approvazione dello statuto e del regolamento da parte del Comitato d’ambito.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Molise.

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