Messaggio numero 488 del 10-01-2014
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl documento indica che l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia per il mancato recupero degli aiuti concessi alle imprese di Venezia e Chioggia. Le imprese interessate devono restituire gli importi con interessi comunitari composti, versandoli sul conto bloccato n. 3345 della Banca d’Italia con specifiche causali e IBAN, mentre le sedi INPS devono solo sospendere l’esecutività delle cartelle senza sgravio.
Recupero aiuti illegittimi Venezia e Chioggia e modalità di versamento su conto bloccato
Recupero degli aiuti concessi alle imprese di Venezia e Chioggia
Il documento disciplina le modalità di restituzione degli aiuti dichiarati illegittimi dalla Commissione europea in favore delle imprese operanti nei territori di Venezia e Chioggia. Viene richiamata la procedura di infrazione aperta nei confronti dell’Italia e si forniscono indicazioni operative per il versamento delle somme dovute, nonché per la gestione delle posizioni da parte delle sedi INPS.
Presupposto normativo e procedurale
La Commissione europea, con decisione del 20 novembre 2012, ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia ai sensi dell’articolo 260, paragrafo 2, del TFUE, per mancata esecuzione della sentenza del 6 ottobre 2011 relativa al mancato recupero degli aiuti concessi alle imprese di Venezia e Chioggia, già dichiarati illegittimi con decisione della Commissione europea del 25 novembre 1999, n. 2000/394/CE.
Le imprese coinvolte nella procedura di recupero sono tenute a versare:
- le agevolazioni fruite ritenute incompatibili con l’ordinamento comunitario;
- gli interessi comunitari in misura composta;
- gli importi calcolati fino all’effettivo adempimento.
Il riferimento normativo richiamato è l’art. 1, comma 354, della legge n. 228/2012, nonché il Regolamento CE n. 794/2004, come modificato dal Regolamento CE n. 271/2008.
Modalità di versamento da parte delle imprese
Per evitare l’incremento degli importi dovuti a titolo di interessi composti fino alla restituzione integrale degli aiuti, il documento richiama le istruzioni della circolare n. 129 del 22 novembre 2007, che aveva istituito un conto bloccato per il deposito provvisorio degli aiuti oggetto di recupero e contestazione.
Anche per la procedura di infrazione 2012/2202 relativa a Venezia e Chioggia è possibile utilizzare il conto di contabilità speciale n. 3345, aperto presso la Banca d’Italia – Tesoreria provinciale di Roma, intestato a “INPS DEP IMP L296-06 DM23-5-07”.
Le imprese devono effettuare il pagamento mediante bonifico bancario o postale, attenendosi alle indicazioni della circolare n. 129/2007, con le seguenti modalità:
- causale: “SGRAVI VENEZIA 1995 – 1997”;
- indicazione della matricola INPS nel campo riservato al “codice versante”;
- IBAN da utilizzare: IT81H0100003245348200003345.
L’indicazione della matricola INPS è considerata essenziale per consentire la corretta imputazione della somma versata al credito contestato.
Importi da versare e natura del deposito
Le imprese devono versare sul conto n. 3345:
- l’intero importo richiesto dall’Istituto a titolo di capitale;
- gli interessi composti su base comunitaria maturati fino alla data dell’effettivo versamento.
Il versamento su conto bloccato impedisce la maturazione di ulteriori interessi fino alla definizione del contenzioso. Viene inoltre precisato che il conto è infruttifero, per cui le somme depositate non producono interessi.
Effetti del versamento e adempimenti delle sedi INPS
Il versamento effettuato dalle imprese ha natura provvisoria, in attesa della definizione del contenzioso, e non può essere interpretato come riconoscimento del debito.
Ricevuta notizia dell’avvenuto deposito, le sedi INPS devono limitarsi a:
- sospendere l’esecutività delle cartelle esattoriali relative al credito contestato.
È espressamente escluso in ogni caso lo sgravio della cartella esattoriale.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da INPS, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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