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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11330/2024 del 29/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

La controversia origina da un'azione di responsabilità ex art. 2476 c.c. promossa dal custode giudiziario di una quota sociale sequestrata, poi proseguita dal curatore del fallimento della società. In quel giudizio la Corte di cassazione aveva già respinto il ricorso dell'amministratore condannato, ritenendo infondata la censura di nullità del processo per mancata nomina di un curatore speciale della società, poiché la dichiarazione di fallimento aveva attribuito al curatore la rappresentanza processuale dell'ente e questi aveva effettivamente partecipato al giudizio. Con il ricorso per revocazione l'interessato deduce un unico motivo: errore di fatto revocatorio ex art. 395, n. 4, c.p.c., per avere la Corte supposto erroneamente la valida instaurazione del contraddittorio nei confronti della società, nonostante il conflitto di interessi degli amministratori convenuti e la necessità di nominare un curatore speciale ex art. 78 c.p.c.; inoltre lamenta che la Corte non avrebbe esaminato la memoria ex art. 380-bis.1 c.p.c. depositata prima dell'adunanza camerale. In memoria eccepisce anche la non rituale notificazione del controricorso, ma la Corte applica il testo dell'art. 370 c.p.c. come modificato dal d.lgs. 149/2022, ritenendo sufficiente il deposito telematico del controricorso nei ricorsi introdotti dopo il 1° gennaio 2023.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso per revocazione. Ritiene che le doglianze non integrino un errore di fatto revocatorio, perché investono la valutazione giuridica e la percezione di questioni controverse già decise nel merito, non una falsa percezione immediata e incontestabile degli atti. Anche il dedotto omesso esame della memoria è inidoneo, perché il ricorrente non dimostra la decisività dello scritto ai fini di una decisione diversa. Le spese seguono la soccombenza e sono poste a carico del ricorrente, con applicazione dell'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 2476 c.c.

    richiamato come base della responsabilità dell'amministratore della società

  • art. 78 c.p.c.

    la nomina del curatore speciale è necessaria solo quando la parte sia priva di un valido rappresentante in giudizio; l'interesse tutelato dalla norma è della parte rappresentata

  • art. 182 c.p.c.

    invocato dal ricorrente tra le norme processuali asseritamente violate

  • art. 24 Cost.

    invocato a sostegno della nullità per asserita lesione del diritto di difesa

  • art. 180 c.p.c.

    invocato dal ricorrente tra le norme processuali asseritamente violate

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    richiamato come vizio processuale dedotto nel ricorso originario

  • art. 391-bis c.p.c.

    disciplina la revocazione delle sentenze della Corte di cassazione per errore di fatto

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    l'errore revocatorio deve consistere in una falsa percezione della realtà o svista materiale, non in una valutazione delle risultanze processuali

  • art. 31 legge fall.

    dal momento del fallimento il curatore ha i poteri di rappresentanza della società nel processo

  • art. 370 c.p.c.

    nel testo modificato dal d.lgs. 149/2022, per i ricorsi introdotti dopo il 1° gennaio 2023 il controricorso va depositato telematicamente entro quaranta giorni, senza necessità di notifica

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    la memoria può rilevare solo se la sua mancata considerazione sia decisiva; non basta allegarne genericamente un contenuto più ampio

  • art. 378 c.p.c.

    la memoria è di regola strumento di approfondimento delle questioni già dedotte e non di nuove allegazioni

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    richiamato per il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità

Massime di principio

  • L'errore di fatto idoneo a fondare la revocazione della sentenza di cassazione richiede una svista percettiva immediata e obiettiva, risultante dagli atti, che conduca ad affermare o negare un fatto decisivo incontestabile; non è configurabile quando la censura investe la valutazione giuridica o interpretativa di questioni controverse.
  • La revocazione per omesso esame di una memoria difensiva è ammissibile solo se il ricorrente dimostra non solo la mancata considerazione dello scritto, ma anche la sua decisività, nel senso che la sua valutazione avrebbe potuto determinare una statuizione diversa.
  • Nel giudizio promosso contro una società dichiarata fallita, la sopravvenuta apertura del fallimento attribuisce al curatore la rappresentanza processuale dell'ente, con conseguente venir meno dell'esigenza di nominare un curatore speciale per difetto di rappresentanza.
  • L'interesse a eccepire la nullità per mancata nomina del curatore speciale ex art. 78 c.p.c. appartiene alla parte rappresentata e non può essere strumentalmente invocato dalle altre parti per ottenere la nullità della sentenza a sé sfavorevole.
  • Nel processo di cassazione introdotto dopo l'entrata in vigore della riforma, il controricorso si perfeziona mediante deposito telematico nei termini di legge, senza necessità di notificazione alla controparte.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLiquidazione giudizialeAmministratori
RamiProcesso civileFallimentare / Crisi d'impresaSocietario
SottomaterieRicorso per cassazioneResponsabilità degli amministratori
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

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