L.R. Sicilia 20/2005
MISURE PER LA COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA PRODUTTIVO.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge rafforza in Sicilia internazionalizzazione, innovazione, aiuti agli investimenti, distretti produttivi, commercio, agricoltura e cooperazione, con fondi, priorità e procedure semplificate. Molte misure sono legate al POR 2000-2006 o a termini transitori specifici (2005-2006, 30 giugno 2006, 1° luglio 2006), quindi oggi in larga parte non più operative.
Misure per la competitività del sistema produttivo siciliano e modifiche alla legge regionale n. 32/2000
Misure per la competitività del sistema produttivo siciliano
La legge regionale siciliana interviene in modo esteso sulla disciplina degli aiuti alle imprese, sulla programmazione dell’internazionalizzazione, sull’innovazione e sulla ricerca, sui distretti produttivi, sul commercio, sull’agroalimentare e sul sistema cooperativo. Molte disposizioni sono collegate alla programmazione 2000-2006 o a scadenze puntuali, per cui diverse misure hanno oggi carattere storico o transitorio.
Internazionalizzazione e coordinamento degli interventi
La Regione istituisce un assetto di coordinamento per le politiche di internazionalizzazione delle imprese siciliane. Il Comitato regionale per il credito e il risparmio assume la funzione di Comitato per l’internazionalizzazione dell’economia siciliana, con il supporto di un gruppo di lavoro interdipartimentale.
Il Comitato:
- definisce il piano di azione per l’internazionalizzazione sulla base del programma regionale approvato dalla Giunta e delle indicazioni annuali dell’Assessorato competente;
- sente le rappresentanze imprenditoriali, gli enti locali e le camere di commercio;
- coordina e razionalizza gli incentivi vigenti;
- individua e assegna le risorse necessarie nei limiti del Fondo unico per l’internazionalizzazione;
- monitora l’attuazione delle azioni e redige una relazione annuale di valutazione.
Il piano di azione è comunicato all’Assemblea regionale entro trenta giorni. Le economie di gestione rientrano nel Fondo unico, istituito presso l’Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, che provvede al trasferimento delle risorse ai dipartimenti competenti.
Associazionismo tra imprese, consorzi e distretti
Per vari regimi di aiuto regionali è prevista una priorità per imprese riunite in consorzi, cooperative anche di secondo grado, distretti produttivi e centri commerciali naturali.
I consorzi, per accedere alle priorità, devono:
- avere durata statutaria non inferiore a tre anni;
- associare almeno venti imprese.
Per alcune riserve finanziarie pari ad almeno il 30% dei fondi disponibili, i consorzi devono essere costituiti da almeno un anno e, a seconda dei casi, associare almeno cinquanta imprese oppure almeno venti imprese se operano in più province nella stessa filiera o in settori omogenei. Gli interventi sono finanziati solo se esiste un progetto comune e la delega al consorzio o distretto per la sua attuazione.
La legge sostituisce anche la disciplina dei contributi per la costituzione e gestione di consorzi di micro, piccole e medie imprese, prevedendo:
- contributi per consorzi di nuova istituzione e, per i primi tre anni dall’entrata in vigore della legge, per consorzi esistenti;
- intensità pari all’80% della spesa di costituzione;
- contributi di gestione pari al 70%, 60% e 50% della spesa rispettivamente nel primo, secondo e terzo anno;
- applicazione nei limiti del regime de minimis.
Ai distretti produttivi sono attribuiti compiti ulteriori: possono fungere da beneficiari finali di provvidenze, da sportello unico delegato, da interlocutori con amministrazioni, banche, consorzi fidi, università e soggetti esteri. Si prevede inoltre che possano ricevere aiuti specifici per progetti strategici tramite bandi, nel rispetto dei regolamenti comunitari richiamati.
Aree attrezzate, insediamenti produttivi ed espropriazioni
La disciplina delle aree attrezzate per insediamenti produttivi viene rafforzata e resa più flessibile. I contributi in conto capitale possono arrivare fino al 60%, ma con riserva non inferiore al 30% delle risorse. È inoltre previsto che il valore dei terreni ceduti in proprietà sia determinato al valore di mercato.
Per la realizzazione delle aree attrezzate:
- non possono essere concessi contributi per costruire capannoni da cedere alle imprese;
- viene abrogata una precedente norma regionale del 1986.
La legge disciplina una procedura espropriativa speciale, attivabile su istanza delle imprese o dei consorzi, con garanzie a copertura degli oneri espropriativi e di urbanizzazione primaria. L’autorità espropriante deve dare pubblicità per trenta giorni per consentire la partecipazione di altri imprenditori; sono privilegiati i progetti con maggiore occupazione, minore impatto ambientale e con finanziamenti pubblici. Per investimenti superiori a dieci milioni di euro può essere conclusa una convenzione diretta con il soggetto promotore.
È inoltre esclusa l’assegnazione delle aree a imprese di costruzione e immobiliari che intendano rivendere o locare i lotti. Gli assegnatari versano direttamente il prezzo al proprietario o depositano l’indennità, assumendo gli oneri della procedura e realizzando direttamente le urbanizzazioni primarie.
La procedura si applica anche su iniziativa dei comuni o dei consorzi industriali, e anche ad altre fattispecie previste dalla legislazione regionale richiamata. I proprietari dei terreni ricompresi nelle aree possono chiedere l’assegnazione in deroga alle graduatorie, nel rispetto dei vincoli di destinazione e dei termini di realizzazione.
Semplificazione delle procedure di erogazione degli aiuti
Per accelerare la spesa dei fondi comunitari, i responsabili delle misure del POR Sicilia 2000-2006 che si avvalgono di soggetti esterni per ricezione, valutazione delle domande ed erogazione possono trasferire le risorse ai fondi gestiti da tali soggetti, in una o più soluzioni. La disposizione si estende anche agli interventi interamente finanziati dal bilancio regionale.
Per i regimi di aiuto destinati a imprese artigiane, agricole, della pesca, cooperative e microimprese operanti nei settori commerciale, industriale, turistico e dei servizi, per progetti fino a 250.000 euro, si applica la procedura automatica prevista dalla legge regionale 32/2000, con esclusione degli investimenti per ricerca e innovazione.
Innovazione, ricerca e sviluppo
La Regione definisce una strategia per innovazione, ricerca e sviluppo basata sulla cooperazione tra PMI, università, enti di ricerca e sistema finanziario.
Gli obiettivi riguardano in particolare:
- trasferimento tecnologico e innovazione di prodotto e di processo;
- accesso delle PMI e delle loro aggregazioni alle strutture di ricerca;
- valorizzazione dei risultati della ricerca per creare nuove imprese e rafforzare quelle esistenti;
- orientamento degli investimenti in ricerca industriale verso settori strategici.
Il Comitato per l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo, composto da assessori regionali e assistito da un gruppo interdipartimentale, approva i programmi triennali per la ricerca e lo sviluppo e i piani settoriali agricolo e pesca, previo parere delle commissioni legislative dell’Assemblea. I programmi sono resi esecutivi con decreto del Presidente della Regione.
Il Comitato aggiorna annualmente i programmi, stabilisce le priorità, coordina gli incentivi e può promuovere un futuro fondo unico per l’innovazione. Gli atti devono essere coerenti con la programmazione comunitaria 2007-2013.
L’Assessorato dell’industria può concedere contributi a PMI, loro consorzi o raggruppamenti, ed enti di ricerca pubblici in Sicilia per:
- ricerca industriale e precompetitiva;
- laboratori di ricerca;
- acquisizione di brevetti e nuove tecnologie;
- studi di fattibilità e progetti da presentare a Stato o UE;
- industrializzazione e commercializzazione dei risultati;
- formazione e assunzione di ricercatori.
Le agevolazioni seguono i limiti e le condizioni del regolamento comunitario sugli aiuti alle PMI, e possono assumere forma di contributi in conto capitale, conto interessi, crediti d’imposta o garanzie. Per la valutazione tecnico-scientifica dei progetti è possibile ricorrere a convenzioni con soggetti terzi dotati di requisiti di competenza e terzietà.
Aiuti all’artigianato, commercio e grandi strutture di vendita
Nell’artigianato si modifica la disciplina della CRIAS, stabilendo che il fondo a gestione separata non possa essere utilizzato per contributi in conto capitale, salvo l’ipotesi di aiuto in forma mista. Si modifica anche la disciplina dei contributi regionali, con interventi sostitutivi dell’Assessore competente in caso di comprovata e persistente inefficace applicazione degli interventi.
Per le imprese commerciali:
- i contributi in conto capitale per gli esercizi di vicinato possono arrivare fino al 30% degli investimenti, entro il limite massimo di 20.000 euro e nel limite del 20% delle disponibilità del fondo;
- gli aiuti possono finanziare anche ludoteche e strutture per sport, spettacolo e tempo libero;
- si aggiorna una data di riferimento al 30 giugno 2005 per una specifica fattispecie della disciplina già vigente.
La legge impone inoltre una revisione urgente, da compiersi entro trenta giorni dalla pubblicazione, dei limiti e delle condizioni per l’autorizzazione delle grandi strutture di vendita, con indirizzi programmatici che tengono conto delle peculiarità metropolitane, della tutela del commercio di vicinato, della valorizzazione dei prodotti regionali e della conferma del bacino di attrazione da parte della camera di commercio.
Per questa revisione, il parere dell’Osservatorio regionale per il commercio è sostituito da quello delle associazioni di categoria e dei consumatori maggiormente rappresentative. Viene anche precisato il termine di proroga delle autorizzazioni e il coinvolgimento vincolante della conferenza di servizi per le grandi strutture di vendita.
Investimenti industriali e agevolazioni alle PMI
Vengono riordinati gli aiuti agli investimenti industriali in favore delle PMI siciliane. La Regione può concedere contributi, con bando o avviso, per programmi di investimento realizzati nel territorio regionale, nel rispetto del regolamento comunitario sugli aiuti alle PMI.
L’Assessore all’industria deve fissare entro sessanta giorni:
- modalità e procedure di concessione;
- criteri di selezione;
- settori ammessi;
- percentuale di intervento e misura massima del finanziamento;
- ulteriori disposizioni operative.
Gli aiuti non sono cumulabili con altre agevolazioni sul medesimo progetto. Le forme ammesse sono contributi in conto interessi, contributi in conto canoni per leasing, contributi in conto capitale o in conto impianti, forme miste e crediti d’imposta.
Per la comunicazione comunitaria sugli aiuti esenti relativi al periodo 2005-2006 le risorse non possono superare complessivamente 50 milioni di euro.
Energia da fonti rinnovabili
La Regione introduce un aiuto per favorire l’autosufficienza energetica tramite fonti alternative e rinnovabili. L’Assessorato dell’industria può concedere, fino a 50 milioni di euro, un aiuto a istituti di ricerca che stipulino accordi con comuni, consorzi industriali e IACP per realizzare isole energetiche o utenze complesse autosufficienti 24 ore su 24.
In prima applicazione:
- i progetti devono essere presentati entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge;
- i contributi sono concessi sulla base di una valutazione costi-benefici di una commissione di tre esperti.
Cooperazione: aiuti, prestiti partecipativi e organizzazioni
La legge interviene in modo significativo sul settore cooperativo, sia industriale/commerciale sia agroalimentare.
Per le cooperative non agricole e non della pesca, l’IRCAC può concedere finanziamenti e contributi in conto interessi alle micro, piccole e medie imprese cooperative operanti nei settori industriale, commerciale, artigianale, turistico e dei servizi. Sono previste diverse modalità di agevolazione, anche cumulabili nei limiti degli aiuti regionali consentiti:
- finanziamenti a tasso agevolato per massimo 15 anni;
- contributi in conto interessi su finanziamenti e leasing;
- utilizzo del fondo a gestione separata fino a 6 milioni di euro.
Per le cooperative attive nella produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, gli aiuti seguono il regolamento comunitario specifico; è previsto anche un controllo su campione di almeno il 5% delle imprese e la verifica dell’esistenza di normali sbocchi di mercato, sulla base del documento richiamato dal POR Sicilia 2000-2006. L’IRCAC può utilizzare il fondo fino a 4 milioni di euro.
Per la pesca, la disciplina è analoga e si applica il regolamento comunitario specifico; il fondo utilizzabile arriva a 3 milioni di euro.
Inoltre, le organizzazioni di produttori riconosciute nel settore agricolo costituiscono un fondo di esercizio pari al 10% del fatturato commercializzato, alimentato da soci e finanziamenti pubblici, per programmi di miglioramento qualitativo, valorizzazione commerciale, certificazione, tracciabilità, metodi di produzione sostenibili e accordi di filiera. Possono ricevere aiuti di avviamento o ampliamento.
La legge disciplina anche i prestiti partecipativi:
- alle cooperative siciliane, con durata massima di otto anni, preammortamento fino a due anni, tasso pari al 30% del tasso di riferimento UE, importo massimo di 500.000 euro e garanzie reali;
- ai consorzi di cooperative o cooperative di secondo grado, con durata massima di otto anni, stessi criteri di tasso e garanzie, importo massimo di 200.000 euro ogni venti imprese aggregate.
Le direttive attuative per tali interventi devono essere emanate entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.
Distretti agroalimentari e qualità dei prodotti
Per il comparto agroalimentare si prevede il riconoscimento dei distretti produttivi agroalimentari di comparto mediante decreto dell’Assessore regionale all’agricoltura, sulla base di modalità e criteri definiti dallo stesso.
I distretti agroalimentari di qualità devono presentare:
- almeno 150 imprese agricole con requisiti di imprenditore agricolo professionale;
- almeno 300 addetti complessivi;
- elevata integrazione di filiera;
- capacità di innovazione attestata dalla presenza di imprese che commercializzino almeno il 15% del volume della produzione regionale del comparto.
Il patto distrettuale ha validità triennale e, una volta presentato, viene verificato dall’Assessorato per compatibilità economica e fattibilità rispetto alla programmazione comunitaria, nazionale e regionale.
Organizzazioni di produttori agricole
La Regione richiama l’applicazione della disciplina statale sulle organizzazioni di produttori, riservandosi di fissare con decreto requisiti e modalità per il riconoscimento nei singoli comparti.
Le organizzazioni riconosciute costituiscono un fondo di esercizio pari al 10% del fatturato commercializzato, destinato a programmi di miglioramento, valorizzazione, promozione, certificazione e tracciabilità, sostenibilità ambientale e accordi di filiera. La Regione può inoltre concedere aiuti di avviamento o ampliamento.
Ristorazione collettiva e qualità alimentare
Dal 1° luglio 2006 è vietata la somministrazione di alimenti ottenuti da organismi geneticamente modificati nelle mense scolastiche e prescolastiche, nelle strutture ospedaliere e nei luoghi di cura pubblici o convenzionati, nonché negli uffici pubblici della Regione, degli enti locali e dei soggetti privati convenzionati.
I soggetti gestori devono inserire nelle diete giornaliere prodotti biologici e tradizionali, con priorità ai prodotti a denominazione protetta e a indicazione geografica tipica.
Enti fiera
La disciplina degli enti fiera viene aggiornata con modifiche al processo di trasformazione e ai termini di completamento delle procedure. È fissato al 30 giugno 2006 il termine per completare le operazioni previste dalla normativa richiamata, mentre sono soppresse alcune previsioni sui principi generali e sulla personalità giuridica privata.
Bacini estrattivi dell’Etna e di Custonaci
In attesa dell’applicazione del piano regionale dei materiali da cava, l’Assessorato regionale dell’industria deve delimitare entro novanta giorni i bacini estrattivi dell’Etna e di Custonaci.
Nei due bacini l’autorizzazione rilasciata dal Corpo regionale delle miniere per l’estrazione di materiali lapidei, previo parere vincolante delle altre amministrazioni competenti, sostituisce ogni altro atto autorizzativo regionale o comunale.
Per il solo bacino di Custonaci, fino all’approvazione dei piani di recupero ambientale e comunque non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della legge, le autorizzazioni possono essere rilasciate anche in deroga ai piani ambientali o paesaggistici.
Regime temporale e attualità della legge
Molte disposizioni sono espressamente collegate al biennio 2005-2006, al POR Sicilia 2000-2006, alla programmazione comunitaria 2007-2013 o a termini di attuazione immediati molto risalenti nel tempo. In particolare, risultano oggi normalmente non più operative o di scarsa utilità pratica le previsioni che riguardano:
- il periodo 2005-2006;
- gli adempimenti entro 30, 60 o 90 giorni dalla pubblicazione o dall’entrata in vigore;
- il divieto OGM dal 1° luglio 2006;
- il completamento di procedure entro il 30 giugno 2006;
- le misure collegate al POR Sicilia 2000-2006.
Ambito territoriale
Tutte le disposizioni si applicano esclusivamente nel territorio della Regione Siciliana e non hanno portata generale per altre regioni.
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