L.R. Lazio 14/2005
Prevenzione e salvaguardia dal rischio gas radon (1)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale disciplina, per il Lazio, misure di prevenzione e salvaguardia dal gas radon: prevede un piano regionale, eventuali piani stralcio urgenti, l’individuazione delle aree e dei luoghi di lavoro a rischio, progetti comunali di recupero/risanamento e il relativo finanziamento regionale. Il termine per l’adozione del piano era fissato al 31 dicembre 2016, poi modificato.
Prevenzione e riduzione del rischio gas radon nel Lazio
Prevenzione e salvaguardia dal rischio gas radon
La legge regionale disciplina, per il territorio del Lazio, un sistema di prevenzione e contenimento dei rischi connessi all’esposizione al gas radon, con finalità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Il provvedimento struttura gli interventi attorno a un piano regionale, a eventuali piani stralcio, alla mappatura delle aree e dei luoghi di lavoro a rischio e a interventi comunali di recupero e risanamento.
Finalità e quadro generale
La Regione interviene per prevenire e limitare i rischi derivanti dall’esposizione al radon nei campi di fratture naturali, negli edifici e, in ambito lavorativo, nelle zone o luoghi di lavoro ad elevata probabilità di concentrazioni significative. La disciplina si coordina con la normativa comunitaria e statale richiamata dal testo, oltre che con le disposizioni del d.lgs. n. 230/1995 e successive modifiche.
Piano regionale di prevenzione e riduzione dei rischi
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, adotta un piano regionale di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all’esposizione al gas radon. Il termine originario per l’adozione è stato fissato al 31 dicembre 2016.
Il piano è predisposto con il supporto tecnico-scientifico dell’ARPA Lazio e può avvalersi della collaborazione di enti di ricerca pubblici o privati con specifica esperienza in materia. Nell’elaborazione deve essere considerato anche il quadro di riferimento del d.lgs. n. 230/1995.
Il contenuto del piano comprende, in particolare:
- i livelli di concentrazione di gas radon nei campi di fratture naturali e negli edifici;
- la delimitazione delle aree e l’individuazione degli edifici a rischio per la salute della popolazione;
- criteri, prescrizioni e modalità per i progetti di recupero e risanamento degli edifici a rischio;
- criteri costruttivi e accorgimenti tecnici per le nuove edificazioni in aree a rischio;
- l’individuazione delle aree da sottoporre a monitoraggio periodico da parte dell’ARPA;
- le modalità per uno studio epidemiologico della popolazione, affidato al dipartimento di epidemiologia dell’ASL RM E;
- misure di prevenzione e riduzione del rischio, incluse quelle relative all’approvvigionamento di acqua potabile per uso domestico;
- un sistema di informazione e divulgazione verso la popolazione.
Il piano va aggiornato ogni volta che nuove indagini rendano necessario un intervento di revisione.
Piani stralcio urgenti e pubblicità degli atti
Nelle more dell’adozione del piano regionale, il Consiglio regionale può approvare, su proposta della Giunta, piani stralcio limitati a singoli ambiti territoriali, quando siano urgenti e indifferibili per l’accertata presenza di elevate concentrazioni di radon in aree o edifici a rischio.
Il piano, i suoi aggiornamenti e i piani stralcio sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Effetti sulla pianificazione urbanistica ed edilizia
La pianificazione urbanistico-territoriale locale deve operare nel rispetto del piano regionale o dei piani stralcio. Comuni e province sono tenuti ad adeguare i propri strumenti urbanistici ai piani regionali; fino a tale adeguamento, prevalgono le previsioni regionali incompatibili con quelle comunali e provinciali.
I regolamenti edilizi devono definire, in conformità ai criteri fissati dal piano, le prescrizioni costruttive e gli accorgimenti tecnici da osservare nelle edificazioni su aree a rischio.
Zone e luoghi di lavoro a elevata probabilità di radon
La Giunta regionale, nell’ambito delle aree delimitate dal piano e sulla base delle linee guida e dei criteri della commissione statale richiamata dal d.lgs. n. 230/1995, individua con propria deliberazione le zone o i luoghi di lavoro caratterizzati da elevata probabilità di alte concentrazioni di radon.
L’elenco di tali zone e luoghi di lavoro è pubblicato sia sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio sia sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Progetti comunali di recupero e risanamento
I comuni, singolarmente o in forma associata, predispongono progetti di recupero e risanamento degli edifici già esistenti individuati come a rischio. I progetti devono rispettare i criteri, le prescrizioni e le modalità definiti dal piano regionale.
In attesa del piano, i progetti sono predisposti in attuazione dei piani stralcio eventualmente adottati.
La Regione finanzia tali progetti nei limiti dello stanziamento disponibile. Ai fini del finanziamento, i comuni trasmettono all’assessorato competente i progetti con l’indicazione della spesa entro il termine previsto dalle leggi regionali sulle disposizioni finanziarie per il bilancio di previsione. Entro 60 giorni dalla scadenza di tale termine, la Giunta regionale definisce:
- i criteri di valutazione dei progetti;
- la graduatoria secondo priorità;
- le modalità di concessione ed erogazione del finanziamento.
Disposizioni finanziarie
Per l’attuazione della legge sono istituiti, nell’ambito dell’UPB E34, due capitoli di spesa:
- uno per la predisposizione del piano regionale, con stanziamento di 100.000 euro per il 2005;
- uno per i contributi ai comuni per i progetti di recupero e risanamento, con stanziamento di 50.000 euro per il 2005.
La copertura è assicurata mediante riduzione di 150.000 euro dello stanziamento del capitolo E33509.
Obsolescenza pratica
La legge non risulta espressamente abrogata nel testo fornito, ma una parte rilevante della disciplina è legata a termini e adempimenti già scaduti o a esercizi finanziari remoti; per tale ragione, nella pratica applicativa attuale il provvedimento ha utilità molto limitata e va considerato sostanzialmente superato.
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