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Messaggio

Messaggio numero 109 del 26-3-2001

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il documento chiarisce quando possono essere accolte le domande degli eredi per il pagamento degli arretrati maturati fino al 31 dicembre 1995 in applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale n. 495/1993 e n. 240/1994. Conferma che le domande presentate dopo il 3 gennaio 2000 devono essere respinte, mentre sono valide quelle già presentate entro il 1° gennaio 1999. Specifica inoltre che possono essere accolte, se presentate entro il termine, sia le domande di applicazione delle sentenze sia quelle di pagamento dei ratei insoluti, anche se non contenevano un’espressa richiesta delle sentenze.

Chiarimenti sulla decadenza per la corresponsione degli arretrati pensionistici agli eredi

Chiarimenti sulla corresponsione degli arretrati agli eredi

Il documento fornisce indicazioni operative sulla possibilità di pagare agli eredi gli arretrati pensionistici maturati fino al 31 dicembre 1995 in applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale n. 495 del 1993 e n. 240 del 1994, in caso di pensionati deceduti anteriormente al 30 marzo 1996. Il tema centrale è la verifica della tempestività della domanda rispetto al termine di decadenza del 3 gennaio 2000 previsto dall’articolo 36, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Quadro normativo e termine di decadenza

La Struttura richiede chiarimenti sulla possibilità di corrispondere gli arretrati agli eredi che abbiano presentato domanda oltre il termine del 3 gennaio 2000. Il documento richiama la circolare n. 62 del 17 marzo 1999, secondo cui:

  • le domande presentate successivamente al 3 gennaio 2000 devono essere respinte;
  • le domande già presentate anteriormente al 1° gennaio 1999 devono essere considerate valide.

Casistiche esaminate

Il testo distingue tre ipotesi operative:

  • Eredi che non avevano presentato alcuna domanda e richiedono il pagamento dopo il 3 gennaio 2000;
  • Eredi che avevano chiesto solo i ratei insoluti, senza domandare l’applicazione delle sentenze n. 495/1993 e n. 240/1994;
  • Eredi che avevano chiesto sia il pagamento dei ratei sia l’applicazione delle sentenze.

Esito delle domande per ciascuna casistica

Per le domande rientranti nella prima ipotesi, il documento stabilisce che devono essere respinte, in quanto presentate oltre il termine di decadenza.

Per la terza ipotesi, le domande di applicazione delle sentenze sono suscettibili di accoglimento, a condizione che siano state presentate anteriormente al 3 gennaio 2000. Il fatto che eventuali istanze di riesame siano state formulate successivamente a tale data non assume rilievo ai fini dell’ammissibilità della domanda originaria.

Per la seconda ipotesi, le domande di pagamento dei ratei maturati e non riscossi presentate dagli eredi sono parimenti accoglibili, sempre se presentate prima del 3 gennaio 2000. Il documento precisa che tali domande devono considerarsi utilmente presentate anche ai fini della corresponsione degli arretrati derivanti dall’applicazione delle sentenze, poiché riguardano somme maturate in vita dal dante causa.

Principio conclusivo

Il criterio decisivo è dunque la data di presentazione dell’istanza: solo le domande proposte entro il termine di decadenza possono essere accolte. Le richieste formulate dopo il 3 gennaio 2000 devono invece essere respinte, mentre quelle presentate tempestivamente restano valide anche se riferite soltanto ai ratei insoluti o se la specifica domanda di applicazione delle sentenze sia stata integrata in un momento successivo.

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