Cassazione Civile, Sentenza n. 8296/2022 del 15/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di avvisi di accertamento TARSU per gli anni 2002-2005 relativi a un bar sito nello stadio comunale. La ricorrente sostiene di non essere soggetto passivo perché la concessione dell'impianto spettava all'Unione Sportiva di Lecce e la sua occupazione era soltanto sporadica/occasionale (solo nei giorni di partita). In primo grado il ricorso era stato accolto; la CTR Puglia, in appello, aveva invece ritenuto che la De Filippo avesse stabile disponibilità delle aree, non avesse adempiuto alle formalità sul carattere temporaneo (art.77 co.4 D.lgs. 507/1993) e che la clausola contrattuale che attribuiva oneri alla De Filippo fosse prova di responsabilità tributaria verso il Comune.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (acquiescenza) e dichiarato inammissibile il secondo; ha invece accolto i terzo e quarto motivi. Ha ritenuto che, in presenza di concessione demaniale, si presume che il soggetto tenuto al pagamento della TARSU sia il concessionario (qui l'Unione Sportiva di Lecce) e che l'obbligo non si trasferisca automaticamente su soggetti che abbiano solo la disponibilità effettiva in parte o per contratto, salvo che sia il concessionario stesso a denunciare la temporaneità o che il terzo provi in giudizio la detenzione esclusiva o l'inutilizzabilità dell'area. La Corte ha dunque cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha accolto l'originario ricorso della contribuente. Ha condannato il Comune di Lecce alle spese di giudizio di legittimità (e ha compensato le spese dei due gradi di merito), liquidando l'onorario in euro 1.400,00 più euro 200,00 per spese non documentabili, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 507/1993 - art. 62
In caso di concessione demaniale si presume che il soggetto tenuto al pagamento della tassa sui rifiuti (TARSU) sia il concessionario, quale detentore dell'area sulla quale si producono rifiuti; l'obbligo non si trasferisce automaticamente su terzi che svolgano attività nell'area, salvo che ricorra la prova contraria o la denuncia prevista.
D.Lgs. n. 507/1993 - art. 77
art. 77 comma 4 D.Lgs. 507/1993
La norma sulle formalità relative alla temporaneità dell'occupazione riguarda la denuncia delle condizioni di temporanea non disponibilità dell'area; tuttavia, nel caso di concessione demaniale, la Corte ha ritenuto che l'onere della corretta denuncia spetti al concessionario (titolare del rapporto concessorio), non al semplice utilizzatore occasionale.
D.Lgs. n. 507/1993 - art. 63
Regola la determinazione del soggetto passivo della tassa; la Corte ha interpretato la norma nel senso che il Comune può legittimamente rivolgervi l'azione verso il concessionario demaniale, e non verso soggetti diversi, salvo che questi abbiano assunto posizione di responsabilità tributaria verso l'ente o abbiano adempiuto agli obblighi di denuncia.
Codice di procedura civile - art. 329
L'acquiescenza alla sentenza (che preclude l'impugnazione) richiede atti incompatibili in modo univoco con la volontà di impugnare. La semplice esecuzione spontanea/discarico del ruolo dopo la sentenza di primo grado non equivale automaticamente ad acquiescenza e non impedisce all'ente pubblico di proporre appello.
Codice di procedura civile - art. 360
art. 360 co. 1 n. 3 e n. 5 c.p.c.
Rimedi di cassazione per violazione di legge (n.3) e per omessa esame di un fatto decisivo (n.5). La Corte ha valutato e distinto i motivi: ha ritenuto fondati i profili di diritto relativi all'errata qualificazione del soggetto passivo (n.3) e ha dichiarato inammissibile il motivo relativo a presunta omissione di fatto (n.5).
Massime di principio
- In presenza di concessione demaniale l'obbligo tributario per la TARSU ricade, in via ordinaria, sul concessionario (detentore titolare del rapporto concessorio) e non automaticamente su terzi che esercitano attività nell'area.
- La ripartizione degli oneri fiscali nei rapporti contrattuali interni tra concessionario e gestore/affidatario non vincola il Comune: il Comune può esigere il tributo dal concessionario demaniale.
- Per sottrarsi alla qualificazione di soggetto passivo è necessario provare in giudizio non solo un uso saltuario, ma l'effettiva indisponibilità o la detenzione da parte di terzi che renda inutilizzabile l'area per il concessionario; alternativamente la denuncia originaria/di variazione deve segnalare la condizione di temporaneità (onere del soggetto titolare della posizione tassabile).
- La semplice esecuzione spontanea o il discarico del ruolo dopo una sentenza di primo grado non costituiscono di per sé acquiescenza preclusiva dell'impugnazione: l'acquiescenza richiede atti inequivocabili incompatibili con la volontà di impugnare.
- Nel valutare responsabilità tributaria di soggetti diversi dal concessionario, il giudice richiede prova specifica e documentata della diversa titolarità della detenzione o della dichiarazione tempestiva delle condizioni che giustificano l'esclusione dal rapporto passivo.
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